I droni ormai sorvolano aree che fino a pochi anni fa erano considerate relativamente protette: centrali elettriche, ponti ferroviari, porti commerciali, impianti chimici. E spesso lo fanno sfruttando la stessa infrastruttura che regge le comunicazioni quotidiane di milioni di persone, cioè la rete mobile.
È dentro questo intreccio sempre più stretto tra sicurezza digitale e difesa del territorio che in Germania prende forma una nuova collaborazione industriale. Il gruppo della difesa Rheinmetall e il gigante delle telecomunicazioni Deutsche Telekom hanno avviato un progetto comune per sviluppare uno scudo anti-drone capace di rilevare e neutralizzare velivoli ostili attraverso sensori, reti cellulari, sistemi di disturbo elettronico e tecnologie laser.
LA DIFESA PASSA DAI DATI
A Berlino la protezione delle infrastrutture critiche è ormai diventata una priorità politica e industriale. La guerra in Ucraina, i ripetuti e sospetti episodi di sabotaggio nel Baltico e i frequenti sorvoli registrati vicino a installazioni militari e siti energetici tedeschi hanno accelerato il dibattito sulla vulnerabilità del paese. In questo clima, il progetto lanciato da Rheinmetall e Telekom nasce con un obiettivo preciso: adattare la difesa anti-drone a una minaccia che si muove sempre più attraverso reti digitali e connessioni Internet.
L’idea non è quella di schierare batterie antiaeree tradizionali. Il piano prevede piuttosto una piattaforma integrata capace di individuare i droni con largo anticipo e bloccarli tramite disturbo elettronico (jamming), droni intercettori oppure sistemi laser. Le applicazioni riguardano soprattutto siti civili sensibili, dai grandi impianti energetici alle reti logistiche, passando per stabilimenti industriali e ponti strategici.
Il progetto è ancora agli inizi, ma la divisione dei compiti è già definita. Deutsche Telekom metterà sul tavolo la propria esperienza nelle reti mobili, nell’analisi dei dati e nei servizi cloud; Rheinmetall lavorerà invece sui sensori e sui cosiddetti effettori, cioè i sistemi in grado d’intervenire materialmente contro i droni.
“La minaccia rappresentata dai droni è altamente digitale”, ha detto l’amministratore delegato di Rheinmetall, Armin Papperger. Secondo il manager, la protezione di infrastrutture sensibili richiede oggi “una combinazione di sensori, effettori e reti di comunicazione sicure”. Anche il numero uno di Telekom, Tim Höttges, ha insistito sulla dimensione tecnologica dell’iniziativa, sostenendo che il progetto porterà la difesa anti-drone “a un nuovo livello”.
LA RETE MOBILE COME STRUMENTO DI SORVEGLIANZA
Uno degli aspetti centrali riguarda l’evoluzione del controllo remoto dei droni. Per anni molti velivoli senza pilota hanno utilizzato frequenze radio tradizionali, rilevabili tramite sensori RF, cioè Radio Frequency. Telekom impiega già sensori RF passivi installati sulle antenne di trasmissione, capaci di captare segnali senza disturbare il traffico della rete mobile.
Negli ultimi anni però – spiegano gli esperti – l’espansione della copertura mobile in Germania ha cambiato anche il modo in cui i droni vengono guidati. Molti apparecchi oggi possono essere controllati direttamente via Internet, a chilometri di distanza dall’operatore e senza bisogno di un telecomando tradizionale.
Per aziende e autorità tedesche questo apre un fronte completamente nuovo. Telekom sta lavorando insieme all’Università della Bundeswehr di Amburgo a sistemi in cui la rete mobile stessa diventa una sorta di radar digitale, in grado di riconoscere anomalie nel traffico dati associate alla presenza di droni. L’obiettivo è individuare i velivoli il prima possibile, prima che raggiungano aree sensibili o riescano ad aggirare le difese convenzionali. Questa tecnologia dovrebbe poi confluire direttamente nel progetto sviluppato insieme a Rheinmetall.
DAL PORTO DI AMBURGO AI SITI ENERGETICI
Per Rheinmetall il segmento anti-drone è già da tempo una delle aree di crescita più importanti. L’azienda non produce soltanto droni militari, ma sviluppa anche sistemi di intercettazione basati su sensori avanzati e tecnologie laser. Negli ultimi mesi il gruppo ha rafforzato la propria presenza anche nella sicurezza civile, avviando una collaborazione con la polizia di Amburgo e con il porto della città anseatica per studiare contromisure contro possibili intrusioni o sorvoli non autorizzati.
Sul piano politico, l’alleanza tra industria della difesa e telecomunicazioni riflette un cambiamento di prospettiva: dopo aver per decenni mantenuto separate le infrastrutture civili dalla sicurezza militare, oggi la Germania considera la protezione digitale del territorio parte integrante della sicurezza nazionale.







