Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di voler sospendere la tassa federale sui carburanti “per un periodo di tempo, e quando la benzina calerà la reintrodurremo gradualmente”. La misura – le accise valgono 18,4 centesimi al gallone per la benzina e 24,4 centesimi per il gasolio – è pensata per abbassare i prezzi dei carburanti alle stazioni di servizio, cresciuti molto dall’inizio della guerra all’Iran assieme a quelli del petrolio greggio.
IL PREZZO DELLA BENZINA NEGLI STATI UNITI
La benzina, in particolare, ha superato i 4,5 dollari al gallone – il massimo da quattro anni: prima della guerra era a 2,9 dollari – e il rincaro sta pesando su consumatori e imprese. Proprio l’abbassamento del costo della vita era stata una delle promesse principali di Trump, che deve tenerne conto in vista delle elezioni di metà mandato di novembre prossimo.
IL CONTESTO
La sospensione delle accise non risolverà la situazione alla radice – i prezzi di petrolio e derivati caleranno strutturalmente quando verrà riaperto lo stretto di Hormuz e la situazione sarà tornata alla normalità -, ma potrebbe garantire un qualche sollievo all’economia americana. D’altra parte, il governo federale vedrebbe calare le sue entrate di circa mezzo miliardo di dollari alla settimana: questi fondi confluiscono nell’Highway Trust Fund e vengono di solito investiti nella costruzione e nella riparazione delle strade.
Inoltre, il presidente non può sospendere autonomamente la tassa senza l’approvazione del Congresso: i repubblicani hanno detto però che presenteranno una legge, e già i democratici si erano mossi in questo senso. È comunque possibile che il Congresso bocci la proposta, come del resto avvenne nel 2022 con il democratico Joe Biden alla presidenza.
LA SOSPENSIONE DELLE ACCISE SUI CARBURANTI AIUTERÀ GLI AMERICANI?
Stando agli esperti sentiti dalla Cnn, la sospensione delle accise sui carburanti potrebbe non tradursi in risparmi significativi per i consumatori, sia perché non affronta le cause ultime della situazione e sia perché potrebbe stimolare la domanda in un momento di crisi dell’offerta, contribuendo a sua volta all’aumento dei prezzi. Inoltre, i raffinatori e i distributori di benzina e gasolio, per proteggersi da futuri rincari della materia prima, potrebbero trattenere per sé una parte del “beneficio fiscale” invece di trasferirlo interamente ai clienti finali: di conseguenza, i prezzi alle stazioni di servizio potrebbero scendere meno del previsto.
– Per approfondire: Volano le esportazioni di carburanti degli Stati Uniti, ma schizzano anche i prezzi della benzina
In ultimo, il governo federale potrebbe compensare il calo delle entrate per l’Highway Trust Fund – il cui bilancio è già insufficiente da anni – attingendo maggiormente alle tasse pagate dai contribuenti oppure riducendo la spesa per la manutenzione di autostrade e ponti.







