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Perché Cementir scricchiola in Borsa e Caltagirone corre in soccorso

Dopo il tonfo del titolo Cementir seguito ai conti trimestrali, Chupas 2007, la cassaforte finanziaria guidata da Francesco Caltagirone Jr, acquista 50mila azioni Cementir per circa 719 mila euro. Pesano inverno rigido, frenata della Turchia e margini in forte calo, ma cresce la cassa netta

 

Il tonfo in Borsa dopo i conti trimestrali non è passato inosservato nella galassia Caltagirone. E così, mentre il mercato puniva Cementir con un ribasso superiore al 9%, dalla holding di famiglia è arrivato un segnale immediato di sostegno. A muoversi è stata Chupas 2007, la holding finanziaria guidata da Francesco Caltagirone jr (nella foto a destra), presidente e amministratore delegato di Cementir, che ha acquistato 50mila azioni del gruppo per un controvalore di circa 719mila euro. Un’operazione emersa da un internal dealing e arrivata proprio nella seduta del crollo del titolo, dopo la pesante reazione del mercato ai risultati del primo trimestre.

CONTI IN FRENATA PER CEMENTIR: CROLLANO MARGINI E UTILI

Venerdì scorso Cementir, società con sede legale in Olanda ma quotata a Piazza Affari e parte del gruppo Caltagirone, ha chiuso con un ribasso compreso tra il 9,3% e il 9,4%, finendo tra i peggiori titoli della seduta milanese (anche se oggi è in recupero, a +1,89%). L’azienda, presente in 18 paesi, è uno dei principali operatori internazionali nel cemento bianco e nei materiali per l’edilizia. A innescare le vendite dell’ultima seduta settimanale sono stati i numeri del primo trimestre 2026, che mostrano un deciso rallentamento operativo e un forte calo della redditività.

Nei primi tre mesi del 2026 Cementir ha registrato ricavi pari a 345,9 milioni di euro, in calo del 6% rispetto ai 368,1 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Al netto degli effetti dell’iperinflazione e di alcune poste contabili legate alla Turchia, i ricavi si attestano a 344,1 milioni, con una flessione del 7,1%.

Molto più marcata la contrazione della redditività. Il margine operativo lordo è sceso a 38,8 milioni di euro contro i 66,4 milioni del primo trimestre 2025, con un calo del 41,6%. Su base non-Gaap, l’Ebitda si è fermato a 41,4 milioni, in diminuzione del 40,6%.

Anche il risultato ante imposte mostra una brusca frenata: 7,4 milioni contro i 30,3 milioni di un anno fa, pari a un crollo del 75,7%. Anche sui dati rettificati il risultato ante imposte scende a 14,8 milioni, con una flessione del 62,7%.

IL PESO DELL’INVERNO E LA FRENATA DELLA TURCHIA

Cementir attribuisce la frenata soprattutto alle condizioni climatiche e agli interventi di manutenzione. “Il primo trimestre 2026 ha risentito dell’inverno più rigido degli ultimi 20 anni in Europa e in Turchia e di una diversa programmazione delle manutenzioni, che hanno inciso significativamente su volumi e redditività”, ha spiegato Francesco Caltagirone Jr.

Le condizioni climatiche particolarmente avverse hanno inciso soprattutto nelle regioni Nordic & Baltic e in Turchia, aree che da sole hanno pesato per circa 25 milioni sulla riduzione dell’Ebitda. In Turchia, inoltre, il gruppo deve fare i conti anche con il progressivo esaurimento della spinta derivante dalla ricostruzione post-sisma, mentre nei Paesi nordici e in Belgio hanno inciso anche il rinvio di alcuni progetti infrastrutturali e il rallentamento della domanda.

I volumi venduti di cemento e clinker sono diminuiti del 3,3%, attestandosi a circa 2,2 milioni di tonnellate. Ancora più pesante il calo del calcestruzzo, sceso del 23,7% a circa 0,8 milioni di metri cubi.

A pesare sui risultati è stato anche l’effetto cambio: la svalutazione della lira turca e del dollaro rispetto all’euro ha avuto un impatto negativo sui ricavi per oltre 21 milioni di euro.

LA GUIDANCE RESTA CONFERMATA

Nonostante il trimestre debole, Cementir ha confermato gli obiettivi per l’intero esercizio. “Nel mese di marzo si è verificato un recupero dei volumi in alcune regioni. In un contesto macroeconomico e geopolitico complesso ed incerto e, in attesa di una maggiore visibilità sui prossimi mesi, riteniamo di confermare la guidance per l’esercizio”, ha spiegato Caltagirone Jr.

Per il 2026, quindi, il gruppo continua a prevedere ricavi consolidati per circa 1,7 miliardi di euro e un margine operativo lordo compreso tra 400 e 420 milioni.

LA CASSA NETTA SALE OLTRE I 300 MILIONI

Se il mercato si è concentrato soprattutto sul calo della redditività, i risultati mostrano però anche un rafforzamento della posizione finanziaria del gruppo.

Al 31 marzo 2026 la cassa netta di Cementir risultava pari a 303,7 milioni di euro, in aumento di 160,5 milioni rispetto ai 143,2 milioni registrati un anno prima.

Nel trimestre il gruppo ha inoltre effettuato investimenti per circa 53,1 milioni di euro, contro i 31,6 milioni dello stesso periodo del 2025.

LE PROSSIME MOSSE TRA DECARBONIZZAZIONE E ACCSION

Tra i principali fronti strategici resta quello della sostenibilità e della riduzione delle emissioni. Cementir ha predisposto un piano di investimenti da 77 milioni di euro nel periodo 2026-2028 destinato ai progetti green e alla decarbonizzazione della produzione.

Uno dei progetti principali è Accsion, sviluppato dalla controllata danese Aalborg Portland e focalizzato sulla cattura, trasporto e stoccaggio della CO2. Nei giorni successivi alla chiusura del trimestre, la Danish Energy Agency ha notificato alla società l’esito positivo del processo di aggiudicazione del sussidio pubblico destinato all’iniziativa.

La firma definitiva del contratto è prevista nel corso del secondo trimestre 2026.

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