(Le Figaro, Valérie Collet, 29 aprile 2026)
Una decina di nuovi marchi cinesi tra cui Xpeng, Lynk&Co, Leapmotor, Omoda & Jaecoo, Denza, Zeekr e ora anche Geely stanno invadendo il mercato europeo con una strategia di “poupées russes”, ossia brand multipli per segmenti diversi, puntando su prezzi aggressivi, garanzie lunghe e tecnologia avanzata per conquistare clienti alla ricerca di comfort, infotainment e autonomia delle batterie.
Le vendite delle marche cinesi in Europa sono ancora modeste rispetto ai colossi come Volkswagen e Stellantis, ma crescono rapidamente: dal 6% di quota nel 2025 potrebbero arrivare al 14% nel 2030 secondo le stime di Roland Berger, trainate dalla necessità di sfondare fuori dalla Cina satura e dalla guerra dei prezzi interna, con l’Europa come principale mercato aperto e in forte elettrificazione.
I costruttori cinesi investono pesantemente in marketing, distribuzione e, in alcuni casi, produzione locale (come Leapmotor a Saragozza con Stellantis), adattando i modelli alle specificità europee e imparando dagli errori iniziali di BYD, mentre i prezzi fino al 30% inferiori rispetto ai concorrenti tradizionali rappresentano l’arma principale per conquistare quote di mercato.
Nuova invasione di marchi cinesi
«Dopo BYD e MG, Xpeng, Lynk&co, Leapmotor, Omoda & Jaecoo, Denza, Zeekr… Geely viene ad aggiungersi alla lista. Altri come Xiaomi e Chery si preparano. Il marketing in “poupées russes” dei gruppi cinesi contribuisce a questo rigoglio.»
Crescita prevista della quota di mercato
«Nel 2025 le marche cinesi rappresentavano una quota del 6% in Europa […] Ma secondo le nostre stime potrebbero raggiungere il 14% del mercato europeo e il 20% nel Regno Unito nel 2030.»
Prezzi aggressivi come arma principale
«Gli scarti di prezzo tra i modelli ibridi ricaricabili della stessa categoria tra BYD e Skoda possono raggiungere il 30%. I costruttori cinesi sono pronti a non guadagnare molto denaro e a investire sul futuro.»
Obiettivi ambiziosi di Geely
«Geely spera di raggiungere 6,5 milioni di veicoli venduti nel mondo nel 2030 mentre ne ha registrati solo 4,12 milioni nel 2025 […] Jenny Jin, la direttrice delle operazioni del gruppo in Francia, non nasconde che conta sui mercati chiave in Europa come la Francia per raggiungere questo obiettivo.»
Lezione appresa da BYD
«Avevamo creduto che l’Europa fosse un solo mercato ma abbiamo capito che in realtà ce ne sono piuttosto trenta o anche quaranta su questo continente, ciascuno con le sue specificità, le sue aspettative. Abbiamo imparato molto.»
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)







