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Aiuti di Stato, ecco come Bruxelles allarga le maglie (anche per l’Italia)

Le ultime novità in arrivo dalla Commissione europea in materia di aiuti di Stato e non solo. Estratto dal Mattinale Europeo.

LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA IN IRAN SECONDO VON DER LEYEN

“C’è anche una dura realtà che tutti dobbiamo affrontare: le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni”, ha detto ieri la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, davanti al Parlamento europeo.

“Questa è la seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni. La lezione dovrebbe essere chiara per tutti: in un mondo turbolento come il nostro, non possiamo assolutamente dipendere eccessivamente dall’energia importata”, ha aggiunto von der Leyen in un dibattito sulle conseguenze della guerra in Iran. La presidente della Commissione ha ricordato che “in soli 60 giorni di conflitto, la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro, senza una sola molecola di energia aggiuntiva”.

I NUOVI AIUTI DI STATO A LA CARTE. L’ITALIA GONGOLA

La vicepresidente della Commissione, Teresa Ribera, ieri ha presentato il quadro temporaneo sugli aiuti di Stato che dovrebbe permettere ai governi nazionali di soccorrere le imprese in difficoltà. Il nuovo quadro temporaneo segna un cambio di dottrina: se nelle crisi precedenti, le deroghe erano generalizzate, questa volta sono ritagliate su misura delle richieste dei singoli governi.

Un esempio è l’Italia: “la Commissione è pronta a valutare, caso per caso e fatti salvi diversi requisiti, misure temporanee, tra cui sovvenzioni al costo del combustibile nella produzione di energia elettrica da gas”, ha detto l’esecutivo di Ursula von der Leyen. E’ la sostanza di un decreto previsto a febbraio dal governo Meloni, prima ancora della guerra, per neutralizzare il costo dei certificati ETS per le centrali a gas che producono elettricità. Secondo gli esperti, il risultato sarà l’opposto di quello ricercato dalla Commissione con le raccomandazioni adottate la scorsa settimana. Il decreto italiano rischia di aumentare la domanda di gas e, dunque, i prezzi, oltre che le emissioni.

In conferenza stampa, Ribera ha detto di non voler provocare un aumento della domanda. Ma ha anche riconosciuto che il quadro temporaneo “è quello che è stato chiesto al livello allo politico più alto e a livello di Stati membri”.

LE NUOVE MISURE ANCHE PRO GERMANIA

L’Italia non è il solo paese su cui è ritagliato il nuovo quadro temporaneo, con conseguenze sull’aumento della domanda dei combustibili fossili e sulle politiche di decarbonizzazione.

La Germania ha ottenuto quel che chiedeva per le industrie ad alta intensità energetica, che non sono coperte dalle quote gratuite di ETS: la quota degli aiuti ammissibili a regimi di riduzione temporanea dei prezzi dell’energia elettrica saliranno dal 50 al 70 per cento, senza che ci sia più l’obbligo di aumentare gli sforzi di decarbonizzazione.

Il quadro prevede deroghe per l’agricoltura, la pesca, il trasporto su strada, ferroviario e marittimo: gli Stati membri saranno autorizzati a compensare fino al 70 per cento dei costi extra sostenuti da un operatore a causa dell’aumento dei prezzi del combustibile e dei fertilizzanti. Per un operatore di piccole dimensioni negli stessi settori, i governi potranno optare per un regime di aiuti forfettario fino a 50 mila euro.

L’eterno problema della mancanza di spazio fiscale di alcuni Stati membri per aiutare le loro imprese non viene affrontato. “Quello che abbiamo è l’attuale bilancio e le attuali regole fiscali”, ha detto Teresa Ribera.

(Estratto dal Mattinale europeo)

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