Fusione in vista nei cieli americani tra United Airlines e American Airlines?
Secondo quanto rivelato da Reuters, Scott Kirby, ceo della compagnia aerea americana United Airlines, ha prospettato la possibilità di una fusione con la concorrente American Airlines in un incontro con il presidente Usa Donald Trump alla fine di febbraio. Anche Bloomberg ha riportato che Kirby ha presentato l’idea ad alti funzionari governativi.
I critici avvertono che se due giganti del trasporto aereo tentassero di fondersi sarebbe un “disastro assoluto per i passeggeri”. United e American Airlines sono tra le prime quattro compagnie aeree statunitensi, controllando insieme oltre un terzo del mercato.
Al momento i due vettori coinvolti dai rumors non hanno commentato. Tuttavia, le notizie hanno fatto salire le azioni di American Airlines dell’8%, mentre quelle di United Airlines hanno guadagnato circa il 3%.
Tutti i dettagli.
GIGANTE DEI CIELI A STELLE E STRISCE PROSSIMO A SORGERE?
La compagnia aerea nata dalla fusione del primo e del secondo vettore statunitense controllerebbe circa il 40% della capacità di trasporto aereo negli Stati Uniti, rapportando i posti disponibili alle miglia percorse.
LA SFIDA ANTITRUST
Un tale livello di consolidamento preoccuperebbe i concorrenti, che potrebbero essere costretti a perseguire a loro volta delle fusioni, sottolineando la portata della sfida antitrust.
Includendo i voli internazionali, United e American erano già le due maggiori compagnie aeree al mondo per capacità disponibile lo scorso anno, secondo OAG, società di dati aeronautici, segnala il Guardian.
“Un accordo tra United e American ridurrebbe le ‘Big 4’ a ‘Big 3’, con un unico attore dominante. Probabilmente si verificherebbero problemi di concorrenza su molte rotte e hub”, ha affermato l’avvocato antitrust Andre Barlow dello studio legale DBM Law Group ripreso da Reuters.
IL NODO PREZZO
La valutazione rappresenta un ulteriore ostacolo. L’analista di TD Cowen, Tom Fitzgerald, ha affermato che American Airlines probabilmente chiederà un prezzo superiore a 20 dollari per azione, basandosi sui suoi 14 miliardi di dollari di attività non vincolate. Tuttavia, ha messo in dubbio la realisticità di tale valutazione, dato l’ulteriore onere del debito per United. Le azioni di American Airlines venivano scambiate intorno ai 12 dollari.
LE RIPERCUSSIONI SUI VIAGGIATORI
Secondo gli esperti del settore, un’eventuale fusione potrebbe anche far aumentare i costi per i milioni di passeggeri che prenotano voli con qualsiasi compagnia aerea statunitense.
“L’idea che una sola compagnia aerea possa essere responsabile di quattro voli su dieci ogni giorno è a dir poco orribile”, ha affermato William McGee, senior fellow per l’aviazione e i viaggi presso l’American Economic Liberties Project, un’organizzazione di interesse pubblico che si occupa di fusioni aziendali. “Sarebbe dannosa per i consumatori, per i lavoratori, per intere città e regioni”, riporta la Cnn. “Il solo fatto che si stia discutendo seriamente di una singola compagnia aerea statunitense che controlla quasi il 40% del mercato è assurdo” ha aggiunto McGee sottolineando che “Non abbiamo mai, in tutta la storia del settore aereo di questo Paese, avuto un livello di concentrazione così elevato al vertice.”
IL MERCATO USA DELL’AVIAZIONE CIVILE GIÀ ATTRAVERSATO DALL’ONDATA DI CONSOLIDAMENTO
Sempre la Cnn ricorda che il settore aereo statunitense ha già vissuto numerose fusioni sin da quando ha iniziato a trasportare passeggeri circa un secolo fa.
Una serie di fusioni negli ultimi 25 anni ha ridotto il numero di compagnie aeree da oltre una dozzina a sole quattro principali: United, American, Delta e Southwest, che insieme controllano l’80% della capacità aerea nazionale. Altre due compagnie aeree hanno una capacità appena inferiore a quella delle quattro principali: Alaska Air e JetBlue.
LE PERPLESSITÀ DI AIRLINES FOR AMERICA (ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA)
L’associazione di categoria Airlines for America ha già fatto notare che le fusioni passate hanno ridotto i costi e ampliato la connettività, citando dati che mostrano un calo delle tariffe aeree dell’1,5% tra il 2019 e il 2024, nonostante l’aumento complessivo dei prezzi al consumo del 23%.
LA POSIZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP
Infine, qualcuno all’interno dell’amministrazione Trump si è già espresso sull’eventualità di un consolidamento nel settore aereo americano.
Sean Duffy, Segretario ai Trasporti degli Stati Uniti, ha indicato che c’è spazio per le fusioni tra compagnie aeree, precisando però che ogni eventuale accordo sarebbe valutato con attenzione.
La scorsa settimana, intervenendo alla Cnbc, ha affermato: “Nel caso di una fusione tra alcune delle principali compagnie, sarebbe necessario cedere una parte delle attività. Non intendo comunque prendere impegni preventivi”.







