Il motore di Porsche, solitamente rombante e possente, non vuole proprio saperne di rimettersi in moto. Ancora in panne a causa della forte crisi economica che ha costretto Zuffenhausen a mettere le quattro frecce e posteggiarsi al lato della carreggiata, il 2026 per il marchio tedesco di auto sportive appare sempre più in salita.
LE SUV INCHIODANO, LA 911 ACCELERA
Nel primo trimestre 2026 le vendite globali di Porsche sono calate del 15% a 60.991 immatricolazioni. Nel dettaglio delle prestazioni ottenute nei concessionari dai singoli modelli, impossibile non registrare la frenata della Cayenne, che pur sfiorando le ventimila consegne (19.183) flette comunque del 4 per cento. Ma soprattutto fa rumore l’inchiodata della Macan la quale, con 18.209 esemplari (di cui 10.130 a combustione), riduce i volumi del 23 per cento.
Invece, balza in avanti di 22 punti percentuale l’iconica 911 che arriva a sfiorare le 14mila unità, segno che la platea di riferimento resta affezionata a Stoccarda quando produce auto sportive, nonostante la gamma sia ormai ricca soprattutto di Suv.
IL 2026 TUTTO IN SALITA DI PORSCHE
Nessuna causa di questa nuova sbandata che apre l’anno è inedita: anzitutto, viene ribadito per l’ennesima volta che Porsche ha perso appeal in Cina, dove il consumatore di quel segmento preferisce ormai concentrarsi sui modelli autoctoni, percepiti come molto più hi-tech per l’offerta di bordo. Nel primo trimestre del 2026 si assiste così a un ulteriore rallentamento monstre nel Paese del Dragone: -21 per cento.
A incidere sui conti del costruttore tedesco pure la fine della produzione del modello 718 con motore a combustione, mentre negli Usa restano sul tavolo le incognite dazi e Donald Trump. Quest’ultimo, avendo interrotto lo scorso settembre gli incentivi per la mobilità elettrica voluti dal precedente inquilino della Casa Bianca, Joe Biden, ha assestato un duro colpo anche ai listini di Porsche che prevedeva di vendere molte più Macan alla spina. La medesima mossa ipoteca ora pure il successo della Cayenne EV.
LE PRESTAZIONI NEI VARI MERCATI
Nonostante ciò, il Nord America si è confermato ancora una volta il mercato di riferimento per Porsche con 18.344 vetture consegnate. In questo caso però la spia sul cruscotto di Stoccarda indica un rallentamento nelle vendite dell’11% rispetto al 2025. Va comunque peggio in Europa (esclusa la Germania): con 14.710 vetture nel primo trimestre l’inchiodata è stata del 18%. Nel mercato interno tedesco sono state consegnate 7.778 vetture, per un timido +4% sul medesimo periodo dell’anno precedente. Infine, nei mercati esteri ed emergenti sono state consegnate 12.640 vetture, con una diminuzione del 20%.
E PORSCHE LICENZIA
Le mutate condizioni di mercato avevano già spinto lo scorso anno Stoccarda a mettere alla porta 3.900, la metà o poco meno tramite il mancato rinnovo di 2.000 contratti a tempo. L’accordo con i sindacati in teoria blinderebbe i licenziamenti fino al 2030, ma dalla Casa tedesca hanno già comunicato che sono in corso trattative, visto il periodo eccezionalmente negativo, per concordare deroghe che consentano alla dirigenza di ricalibrare i costi.







