Skip to content

totalenergies

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

TotalEnergies mette un tetto ai carburanti in Francia

TotalEnergies ha deciso di mettere un tetto ai prezzi dei carburanti nelle sue 3300 stazioni di servizio in Francia. L'articolo di Le Figaro tratto dalla rassegna stampa di Liturri.

(Le Figaro, Bertille Bayart, 8 aprile 2026)

TotalEnergies ha deciso di plafonare i prezzi dei carburanti nelle sue 3.300 stazioni di servizio in Francia metropolitana, offrendo un tetto a 1,99 euro al litro per benzina e diesel ai clienti di gas ed elettricità e a 1,99 euro per la benzina e 2,09 euro (poi portato a 2,25 euro) per il diesel agli altri, creando un vero scudo privato che protegge sia i consumatori sia il governo in un momento in cui lo Stato non può più permettersi il «quoi qu’il en coûte».

Questa politica commerciale, annunciata con prudenza per periodi brevi e rinnovabile, ha attirato una massa enorme di automobilisti verso le pompe TotalEnergies, generando code, affollamento e rotture di stock che hanno interessato fino a un quarto delle stazioni del gruppo, creando un’atmosfera di penuria nonostante le scorte strategiche nazionali non siano minacciate.

Il governo si trova in difficoltà perché non può lanciare una massiccia riduzione fiscale come hanno fatto Italia e Spagna, deve compensare ogni aiuto con tagli di spesa e rischia di dover aprire la discussione su una tassa sugli extraprofitti, mentre TotalEnergies viene attaccata politicamente per i suoi guadagni da trading ma svolge di fatto un ruolo di «salaud utile» garantendo l’approvvigionamento del Paese in un contesto di forte concorrenza internazionale per gli idrocarburi.

Vittima del proprio successo

«Da inizio marzo il gruppo plafona i suoi prezzi. Per l’automobilista questa politica non vale una buona riduzione governativa di 30 centesimi come nel 2023 né una franca diminuzione delle tasse come in Italia o in Spagna, ma costituisce uno scudo privato che protegge allo stesso tempo i consumatori e il governo.»

Rotture di stock e atmosfera di penuria

«L’afflusso di clienti ha creato l’inevitabile: rotture di approvvigionamento che hanno raggiunto fino a un quarto delle stazioni lunedì. Non bisognava essere grandi indovini per prevedere un tale risultato annunciando una scadenza per il tetto all’uscita di un fine settimana prolungato, che aggiungeva al consumo delle grandi partenze quello dei pieni di precauzione.»

Posizione prudente di TotalEnergies

«TotalEnergies avanza con prudenza. I suoi annunci successivi di tetti validi ogni volta per qualche giorno o qualche settimana lo provano. Come impegnarsi su un prezzo che l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente può far esplodere in poche ore? Queste condizioni sono suscettibili di evolversi, precisa la pubblicità martellata sulle onde radio in questi ultimi giorni.»

Critiche politiche e tassa sugli extraprofitti

«L’impresa è stata tanto se non più attaccata dell’esecutivo. L’informazione secondo cui TotalEnergies si è portata acquirente della partita di circa 70 petroliere all’inizio di marzo è considerata solo sotto l’angolo dei profitti realizzati da questo buon colpo di trading, mai sotto l’angolo della messa in sicurezza della risorsa. Il governo non si fa nessuna illusione: dovrà a un momento o all’altro aprire la scatola di Pandora della tassa.»

Ruolo strategico della major francese

«Con una major nazionale, la Francia è uno dei rari paesi puramente importatori a potersi assicurare il suo approvvigionamento altrimenti che con il solo argomento del libretto degli assegni. TotalEnergies è il salaud utile della crisi: prende i colpi e guadagna soldi. È un mestiere.»

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

Torna su