È tregua con intesa tra Amazon e il Servizio Postale degli Stati Uniti sul fronte delle consegne.
Ieri il colosso dell’e-commerce fondato da Jeff Bezos ha annunciato di aver raggiunto un nuovo accordo con lo United States Postal Service (Usps) per la distribuzione dei pacchi. Secondo fonti Bloomberg, l’agenzia federale – alle prese con difficoltà finanziarie – manterrà circa l’80% delle consegne attualmente gestite per il suo principale cliente.
L’intesa arriva dopo settimane di tensione, durante le quali Amazon aveva minacciato di ridurre drasticamente il numero di spedizioni affidate al servizio postale, mettendo a rischio un rapporto cruciale per la sostenibilità dell’ente. Se Amazon avesse sostituito il servizio postale americano, espandendo la propria rete di consegna o affidandosi ai concorrenti, ciò avrebbe rappresentato un pericolo esistenziale per l’ente. Il tema è da sempre anche politicamente sensibile: già nel 2017 l’allora (e oggi attuale) presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva accusato Amazon di beneficiare di tariffe di consegna troppo favorevoli a discapito di Usps.
Parallelamente, Amazon continua a rafforzare la propria autonomia logistica. Il gigante tech aveva criticato i piani del servizio postale di mettere all’asta l’accesso alla rete di consegna dell’ultimo miglio e, nell’aprile 2025, ha annunciato un investimento superiore ai 4 miliardi di dollari per espandere la propria infrastruttura nelle aree rurali degli Stati Uniti entro la fine del 2026.
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LA POSIZIONE DEL COLOSSO DELL’E-COMMERCE
“Siamo lieti di aver raggiunto un nuovo accordo con Usps che rafforza la nostra partnership di lunga data e ci permetterà di continuare a supportare insieme i nostri clienti e le nostre comunità”, ha dichiarato Amazon in un comunicato.
COSA PREVEDE L’ACCORDO TRA AMAZON E IL SERVIZIO POSTALE USA
Invece di ridurre di due terzi il numero di pacchi che Amazon spedisce tramite il servizio postale entro l’autunno, come previsto in una precedente proposta, le due parti hanno ora raggiunto un accordo preliminare che porterà a una riduzione del 20%, hanno riferito le fonti di Bloomberg.
Una fonte vicina alla vicenda ha affermato che, grazie a questo nuovo accordo, il colosso dell’e-commerce manterrà circa l’80% delle sue attuali consegne con Ups, ovvero circa un miliardo di pacchi all’anno.
UN BUON COMPROMESSO PER L’USPS…
Quel taglio del 20% è un risultato decisamente migliore per l’agenzia postale rispetto alla riduzione di due terzi o più che, secondo quanto riportato da Reuters il mese scorso, Amazon aveva minacciato.
L’accordo con Amazon garantisce infatti al servizio postale di mantenere la maggior parte del volume d’affari con il suo principale cliente, una rete di sicurezza per l’agenzia che cerca di arginare le ingenti perdite finanziarie che subisce anno dopo anno, osserva Bloomberg.
…IN DIFFICOLTÀ FINANZIARIE
Come ricorda Reuters, già il mese scorso l’Usps aveva avvertito che avrebbe potuto esaurire la liquidità già a ottobre. Il servizio postale a stelle e strisce ha un budget di circa 80 miliardi di dollari e Amazon rappresentava 6 miliardi di dollari di entrate annuali per l’agenzia, secondo due persone a conoscenza dell’accordo commerciale.
Dal 2007 a oggi il servizio postale americano registrato perdite nette per 118 miliardi di dollari. Dietro al rosso c’è la performance negativa della posta di prima classe. Quest’ultima è il prodotto più redditizio per l’Usps, ma ora ha raggiunto il volume più basso dalla fine degli anni ’60. Sempre il mese scorso Usps aveva dichiarato di aver richiesto l’approvazione per un aumento temporaneo dell’8% delle tariffe per la posta prioritaria e le consegne di pacchi, con effetto dal 26 aprile, per far fronte all’aumento dei costi di trasporto e del carburante.
A marzo direttore generale delle poste statunitensi, David Steiner, ha affermato che aumentare il prezzo di un francobollo di prima classe da 78 a 95 centesimi avrebbe aiutato l’Usps a ridurre le perdite.
Con questo accordo, Amazon offre così un’ancora di salvezza all’agenzia governativa in difficoltà.







