Nel pieno di una fase decisiva tra espansione, nuove strategie di ricavo e prospettive di quotazione, OpenAI è costretta a rimescolare i propri vertici dopo che due dirigenti chiave hanno annunciato che si fermeranno per motivi di salute e la struttura operativa viene ridisegnata. Un passaggio delicato che riflette insieme la rapidità della crescita e le tensioni di un settore sempre più competitivo.
RIORGANIZZAZIONE AI VERTICI
Secondo quanto riferito da Bloomberg, il chief operating officer Brad Lightcap assumerà un nuovo incarico focalizzato su progetti speciali, riportando direttamente al Ceo Sam Altman. Tra le sue priorità figura l’espansione delle vendite di software enterprise, anche attraverso partnership con società di private equity e iniziative mirate a integrare ingegneri OpenAI nei team dei clienti.
Una parte significativa delle sue precedenti responsabilità operative, osserva Cnbc, sarà trasferita a Denise Dresser, chief revenue officer, che avrà un ruolo centrale nella gestione commerciale e nelle operazioni quotidiane. Alcune attività, come i rapporti istituzionali e il programma “OpenAI for Countries”, passeranno invece sotto la supervisione del team strategico.
I CONGEDI PER MOTIVI DI SALUTE
Al centro del riassetto c’è Fidji Simo, responsabile prodotto e business, che ha annunciato un congedo medico di diverse settimane per affrontare una ricaduta della sindrome da tachicardia posturale ortostatica, una condizione neuroimmunitaria cronica. “Per tutto il tempo trascorso qui, ho rimandato esami medici e nuove terapie per restare completamente concentrata sul lavoro e non perdere neanche un giorno – ha scritto -. Ora è chiaro che ho spinto un po’ troppo oltre e ho davvero bisogno di provare nuovi interventi per stabilizzare la mia salute”.
Durante la sua assenza, Bloomberg riferisce che il cofondatore e presidente Greg Brockman assumerà la supervisione del prodotto, mentre altri dirigenti – tra cui Jason Kwon e Sarah Friar – contribuiranno alla gestione operativa.
Oltre a Simo, anche la chief marketing officer Kate Rouch si allontanerà dal ruolo per concentrarsi sulla cura di un tumore al seno in stadio avanzato. “A un certo punto devi essere onesta sui tuoi limiti. Io ho raggiunto i miei”, ha dichiarato, aggiungendo: “Il coraggio non è sempre spingere più forte. A volte è scegliere la propria salute, la propria famiglia e assicurarsi di esserci nel lungo periodo”. L’azienda ha avviato la ricerca di un sostituto, con la possibilità di un suo ritorno futuro in un ruolo ridimensionato.
STRATEGIA E PRIORITÀ INDUSTRIALI
Le modifiche arrivano mentre OpenAI sta rafforzando il proprio posizionamento industriale e commerciale. L’azienda infatti ha recentemente raccolto 122 miliardi di dollari a una valutazione di 852 miliardi e si prepara a una possibile offerta pubblica iniziale. Parallelamente, sta esplorando nuove fonti di ricavo, tra cui l’introduzione della pubblicità in ChatGpt e lo sviluppo di una “super app” che integri chatbot, strumenti di coding e browser. La strategia include anche una maggiore focalizzazione sul core business, con la razionalizzazione di progetti secondari.
In questo contesto si inseriscono anche operazioni come l’acquisizione del talk show TBPN e collaborazioni con fondi di private equity per ampliare l’adozione delle tecnologie AI.
CONFESSIONI SCONVENIENTI
Insieme ai cambiamenti organizzativi, emergono anche tensioni legate alla figura di Altman. Un’inchiesta del New Yorker riporta le testimonianze di diversi insider che descrivono il dirigente come estremamente persuasivo e controverso nella gestione dei rapporti interni ed esterni.
“Non è vincolato dalla verità – ha dichiarato una fonte -. Ha due caratteristiche che raramente si trovano nella stessa persona: da un lato un forte desiderio di compiacere gli altri, di essere apprezzato in ogni interazione; dall’altro una mancanza quasi sociopatica di preoccupazione per le conseguenze dell’ingannare qualcuno”.
Anche Aaron Swartz, celebre programmatore e hacktivista morto suicida nel 2013, avrebbe espresso giudizi simili: “Devi capire che di Sam non ci si può mai fidare. È un sociopatico. Farebbe qualsiasi cosa”.
LE TENSIONI CON MICROSOFT E AMODEI
Tra gli episodi citati vi sono controversie con Microsoft e con l’ex dirigente di OpenAI Dario Amodei, oggi Ceo di Anthropic. Nel 2019, Amodei aveva negoziato un investimento da un miliardo di dollari con Microsoft, assicurandosi che il colosso rispettasse determinati vincoli sulla sicurezza dell’IA. Tuttavia, al momento della chiusura, una clausola annullava la richiesta principale: Amodei affrontò Altman, il quale arrivò a negare l’esistenza della clausola anche dopo che Amodei la lesse ad alta voce.
Ma Microsoft e il Ceo Satya Nadella hanno lamentato più volte comportamenti di Altman che includevano la rinegoziazione e la violazione di accordi precedenti, come nel recente caso in cui OpenAI aveva confermato Microsoft come fornitore esclusivo per alcuni modelli, annunciando poi nello stesso giorno un accordo da 50 miliardi con Amazon per la piattaforma “Frontier”, suscitando tensioni legali. Senza dimenticare l’accordo con il Pentagono per l’uso dell’IA in ambito militare – definito “raffazzonato” dallo stesso Altman – dopo che Anthropic si è tirata indietro.
Un’interpretazione più cauta – ma comunque poco lusinghiera – arriva dall’ex membro del consiglio Sue Yoon, secondo cui Altman “non è questo villain machiavellico”, ma tende a convincersi delle proprie narrative: “È troppo preso dalla fiducia in sé stesso. Così finisce per fare cose che, nel mondo reale, non hanno senso. Ma lui non vive nel mondo reale”.







