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Tutte le domande senza risposta su Claudia Conte

Quanto ha inciso la relazione di Claudia Conte con il ministro Piantedosi nelle svariate collaborazioni della giornalista con Rai, ministeri e Parlamento? E se non ha inciso, era opportuno affidare consulenze e incarichi alla compagna del ministro dell'Interno visto che nei palazzi romani si vociferava da mesi della relazione sentimentale fra i due? Fino a quando non si riesce a rispondere a queste domande, le perplessità sono legittime. La lettera di Claudio Trezzano

Caro direttore,

capisco che ormai nei Palazzi romani non ci sarà più nessuno: me li immagino tutti partiti per le ferie pasquali (l’opposizione del resto è sicura di aver fatto il suo incassando il risultato referendario) e capisco anche chi adombra il dubbio che la vicenda Conte-Piantedosi sia stata fatta scoppiare ad arte per coprire magari ben altre magagne che stanno uscendo relativamente a un caso più imbarazzante per FdI, ovvero quello che ha portato alle dimissioni di Andrea Delmastro.

Tuttavia non sono affatto d’accordo a derubricare l’intera questione, come ha fatto il buon Walsingham, come una “vicenda di lenzuola”. Lenzuola che saranno anche state sollevate all’improvviso dalla stessa Claudia Conte – non si sa bene per quale motivo né sinceramente mi interessa troppo scoprirlo – creando non pochi imbarazzi al ministro Piantedosi, ma che ci ha dato comunque modo di ficcanasare un po’ nel rapporto tra i due.

E, attenzione, non alludo a quello sentimentale, che è privato e tale deve restare, ma alle possibili conseguenze che insistono magari su eventuali consulenze pubbliche o corsie preferenziali riservate. Attenzione, voglio essere cristallino: non ho prove per affermare niente di tutto questo, semplicemente leggendo i giornali qualche domanda me la sono fatta. E mi stupisco non se la sia fatta pure l’opposizione.

Da Repubblica: “Claudia Conte ha lavorato con il governo Meloni. Lo ha fatto attraverso un progetto di “Difesa Servizi Spa”, la società al 100% del ministero della Difesa che gestisce gli asset del dicastero. Dentro il progetto del “tour mondiale” della nave Amerigo Vespucci — realizzato in partenariato pubblico-privato da Difesa Servizi con un’azienda di nome Ninetynine Srl — Conte è stata coinvolta nella moderazione di eventi e incontri istituzionali. Viaggiando in giro per il mondo, gratis. Anzi, a volte pagata”.

Ora, se io militassi all’opposizione chiederei se sia un puro caso che, su una popolazione di 58 milioni di individui, il governo finisca col dare certi incarichi proprio alle fidanzate dei ministri. Per carità, come dice Woody Allen “nella vita conta più la fortuna del talento” e magari è realmente frutto del caso (anzi, no, del suo talento), però credo ci sia già abbastanza materiale per una interrogazione parlamentare dato che la madrina del tour mondiale dell’Amerigo Vespucci intratteneva contemporaneamente, scrive il quotidiano fondato da Scalfari, una relazione col ministro dell’Interno, no?

Saltello in questa rassegna incentrata sulle collaborazioni di Claudia Conte sul Corriere della Sera: “Il 12 febbraio scorso Claudia Conte era stata nominata, un po’ a sorpresa, consulente (a titolo gratuito) della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, ringraziando per la nomina il presidente della Commissione, il deputato di Forza Italia Alessandro Battilocchio”.

Collaborazione a titolo gratuito, si sottolineerà dalle parti di chi la vuole difendere. Verissimo e giustissimo. Ma quale e quanto peso hanno sul curriculum di una freelance? Quali agganci riescono a sortire simili collaborazioni?

Da via Solferino ricordano pure che “Conte su Rai Radio 1 conduce La mezz’ora legale ed è portavoce ufficiale dell’Osservatorio nazionale sul bullismo e il disagio giovanile.” Inoltre “Conte è direttrice artistica del Ferrara Film Festival ed è voce di Radio Esercito a Casa Sanremo”.

Passo ora al Domani: “Conte ha avuto una «docenza» dalla scuola di perfezionamento per le forze di polizia, datata 5 giugno 2024. A capo della scuola all’epoca c’era Maurizio Vallone, dirigente generale del dipartimento di pubblica sicurezza, che fa capo al Viminale. Fonti del ministero sostengono che Piantedosi nulla sapevano di questo contratto. Incarico che non sarebbe unico. Autorevoli fonti del dipartimento di polizia spiegano che «non si tratta affatto di “docenze”, come scritto nel documento, ma di alcune lettere d’invito per moderare quattro tavole rotonde alla scuola interforze, di cui una sul disagio giovanile. Tutte svolte dalla dottoressa Conte tra dicembre 2023 e novembre 2024». Il primo invito, fanno sapere ancora dal dipartimento di pubblica sicurezza, «è stato fatto direttamente dal direttore della scuola di polizia, mentre il secondo è partito dai carabinieri. Il pagamento? Ogni tavola rotonda dura in genere due ore, si tratta di soli 206 euro lordi di media»”.

Infine atterro su Vanity Fair: “La giornalista ha anche organizzato eventi con il patrocinio della Polizia, tra cui la cerimonia per il 172esimo anniversario della fondazione della Polizia, il 10 aprile 2024, e ha moderato incontri pubblici sulla sicurezza promossi da partiti di destra”.

Intendiamoci, le poche cifre venute fuori fin qui sono bassissime. Anche Repubblica quando ne parla non riesce a trovare a mio avviso il numero di zeri sperati dai giornalisti che si sono messi a setacciare il suo cursus honorum di fatto verticale: “Per le attività negli Stati Uniti, otto giorni complessivi, ha ricevuto un compenso lordo di 4.160 euro, attraverso la “Ninetynine”, che sbrigava gli aspetti contabili nel progetto con Difesa Servizi. Anche viaggi e alloggi sono stati pagati a Conte. Pure in Qatar, dove però non ha ricevuto compensi. Prima, nel marzo 2024, aveva preso parte alla pre-tappa di Buenos Aires: intervento gratuito, in questo caso le spese di viaggio e hotel sono state coperte direttamente da Difesa Servizi”.

Robetta, diciamoci la verità. In passato s’è visto ben di peggio.

Il rapporto con Piantedosi non l’ha fatta diventare ricca. E come dice scherzosamente il buon Walsingham, nessuno qua chiede che i ministri indossino la cintura di castità.

Però, approfittando proprio del fatto che Conte abbia cantato per confermare ai quattro venti quanto Dagospia malignava da parecchio, da privato cittadino mi piacerebbe capire se una relazione col ministero può aprire porte negate a noi comuni mortali che per un posto dobbiamo invece inoltrare candidature via LinkedIn, compilare i form sui siti (quando ci sono), distribuire cv a manetta, mentre in Rai potremmo entrare solo superando un concorso pubblico, immagino.

Le medesime domande me le pongo in merito anche alle sue numerose comparsate televisive: la stessa La7 in queste ore ricorda quando a Omnibus Claudia Conte si esprimeva sul caso Boccia – Sangiuliano. Lì mi piacerebbe chiedere, non tanto a Conte quanto a La7, come mai avessero invitato proprio lei, sulla base di quale titolo? Ok che i talk show abbiano una fame atavica di persone che perdano ore e ore della propria giornata in televisione, però mi pare curioso che Conte, che nessuno di noi sapeva chi fosse fino a poche ore fa, venisse individuata puntualmente come opinionista. C’è persino chi parla di un possibile Pr: ma da quando i giornalisti ne hanno uno, direttore?

Insomma, se si parla di competenze, potremmo sapere quali fossero le sue per proiettarla in Rai e nelle docenze di cui sopra? Potremmo sapere in virtù di quale titolo appariva ospite fissa in televisione e rilasciava interviste qua e là tanto da avere, pare, persino un addetto che ne cura le comparsate?

Curioso che dopo aver cantato sulla relazione, Conte si trinceri dietro al silenzio, ma dato che all’Ansa ha dichiarato “Al momento preferisco il silenzio, ricordo solo le mie competenze professionali di circa dieci anni”, credo che di quelle voglia parlare e di quelle immagino tutti noi vorremmo saperne un pochino di più. C’è chi tra i giornalisti che hanno scritto di lei, sintetizza così: “Dopo gli inizi come attrice, si è dedicata a una carriera nell’informazione, come giornalista, presentatrice, opinionista Tv e scrittrice di cinque libri, tra cui Dove nascono i silenzi, dedicato al disagio della Generazione Z”.

Ha fatto di tutto e di più, certo, ma questo elenco non risponde affatto alle tante domande che abbiamo in testa. Peccato invece non frullino pure nelle teste di chi siede tra gli scranni dell’opposizione…

Un incuriosito e a tratti pure avvilito,

Claudio Trezzano

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