(ABC, Xavier Vilaltella, 02 aprile 2026)
Tra l’ultimo trimestre del 2017, poco prima che Pedro Sánchez assumesse la guida del Governo, e l’ultimo trimestre del 2025, la quota di bilancio che le famiglie spagnole destinano al pagamento di imposte sul reddito e sul patrimonio (principalmente Irpef e Imposta sul Patrimonio) è aumentata dell’86%, mentre nello stesso periodo la pressione fiscale sui capitali è cresciuta del 29%, quella sui tributi di produzione del 2,9% e l’Iva ha seguito l’inflazione con un rialzo del 24%.
Questo forte aumento della pressione fiscale, che nel solo 2025 ha fatto registrare un gettito record di 325.356 milioni di euro (+10,4%), si spiega solo in parte con la crescita economica e l’immigrazione: la vera causa è l’innalzamento delle aliquote dirette, in particolare l’Irpef, il cui gettito è salito del 10,1% a 142.466 milioni, di cui il 77% dovuto al mancato adeguamento delle fasce alla reale evoluzione dei prezzi, configurando di fatto un aumento di imposte senza passaggio parlamentare.
La conseguenza è un chiaro impoverimento delle classi medie: la renta disponibile lorda delle famiglie è cresciuta solo del 45% dal 2018 al 2025, un incremento del tutto insufficiente a compensare l’esplosione della pressione fiscale vicina al 90%, mentre la tasa di risparmio è scesa dal 17,4% del 2023 al 16% del 2025 (12% corretto per il calendario), e il consumo delle famiglie è aumentato del 6,8% nel 2025, con rincari particolarmente pesanti su alimentari (+3%) e abitazione, acqua, elettricità e gas (+5,7%).
Aumento della pressione fiscale
«Tra l’ultimo trimestre del 2017 e ottobre-dicembre dello scorso anno, il bilancio che le famiglie spagnole dedicano al pagamento di imposte su redditi e ricchezza (Irpef e Imposta sul Patrimonio, principalmente) è schizzato dell’86%, cifra che si attesta al 59% se si considera solo l’ultimo quinquennio.»
Cause dell’aumento del gettito Irpef
«Solo nel 2025 Hacienda ha incassato un 10,1% in più per l’imposta sul reddito (fino al record di 142.466 milioni di euro) e un 4,7% in più per i gravami sul capitale. Nel caso del reddito, inoltre, risulta particolarmente doloroso il fatto che fino al 77% dell’aumento del gettito è conseguenza del rifiuto del Governo di adeguare le fasce all’evoluzione reale dei prezzi, fatto che comporta di fatto un aumento di imposte che non è passato dal Congresso dei Deputati.»
Renta disponibile insufficiente
«I gravami che più sono esplosi negli ultimi anni sono l’Irpef e i tributi che colpiscono la ricchezza, come il Patrimonio. […] La renta bruta delle famiglie si è incrementata solamente del 45% tra il 2018 e il 2025, è evidente che la maggior parte del castigo recaudatorio sotto l’attuale Esecutivo è dovuto ad aumenti tributari diretti che, inoltre, non sono stati equivalenti all’arricchimento reale dei contribuenti.»
Calo della tassa di risparmio
«Per completare il quadro, vale anche riferirsi alla tassa di risparmio, che sebbene dalla pandemia di Covid-19 in poi si sia collocata su valori sensibilmente superiori a quelli osservati negli anni successivi alla Grande Crisi, accumula già due esercizi di cali infrannuali. Senza correggere per effetti di calendario, la tassa di risparmio sulla ricchezza delle famiglie è passata dal 17,4% nel 2023 al 16% nel 2025.»
Crescita del consumo e rincari
«Solo nel 2025 l’investimento delle famiglie nel consumo è salito del 6,8%. È vero che la cifra è superiore all’inflazione (2,9% nel 2025), ma è anche vero che nell’ultimo anno alcune delle voci di spesa che più colpiscono le classi medie si sono rincarate di più; per esempio, la spesa per la spesa alimentare, con un +3%, e l’abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, con un +5,7%.»
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)







