Mundys rafforza la propria posizione strategica in Getlink e consolida la sua presenza sotto la Manica. Il gruppo infrastrutturale italiano che fa capo alla famiglia Benetton tramite la holding Edizione Spa ha annunciato l’acquisizione di una partecipazione fino al 9,5% del capitale della società europea che gestisce il tunnel tra Francia e Regno Unito, un’infrastruttura chiave per i traffici europei.
Non si tratta di un ingresso, ma di un passo ulteriore in una presenza avviata già nel 2018: con questa operazione, Mundys punta a rafforzare il proprio ruolo tra i principali azionisti di Getlink e a consolidare una posizione già significativa in uno degli asset più strategici del continente.
TUTTI I NUMERI DELL’OPERAZIONE
Nel dettaglio, l’operazione si articola in più fasi. Una prima tranche, pari al 3,5% del capitale, sarà acquisita immediatamente. A questa si aggiunge la possibilità di salire fino a un ulteriore 6%, subordinatamente all’ok regolamentare atteso entro aprile 2026.
A valle del primo step, Mundys arriverà a detenere il 19% del capitale di Getlink e fino al 24,9% dei diritti di voto, confermandosi tra i principali azionisti del gruppo. In prospettiva, la partecipazione potrà salire fino al 25% del capitale e al 29,9% dei diritti di voto.
Il rafforzamento passa anche attraverso una struttura tecnica non banale: una parte della partecipazione deriva dalla conversione di contratti derivati – i cosiddetti total return swap – in azioni. In sostanza, si tratta di strumenti che hanno consentito al gruppo guidato da Andrea Mangoni di esporsi economicamente su Getlink già in precedenza, beneficiando dell’andamento del titolo senza detenere formalmente i titoli. La conversione segna quindi il passaggio da una presenza “finanziaria” a una partecipazione diretta e visibile nel capitale, rendendo esplicito un posizionamento che era stato costruito progressivamente nel tempo.
Sul valore complessivo dell’operazione, le stime di mercato parlano di circa un miliardo di euro, coerente con la dimensione e la capitalizzazione della società francese.
NIENTE CONTROLLO, MA INVESTIMENTO DI LUNGO PERIODO
Mundys ci tiene a chiarire di non puntare al controllo. Il gruppo presieduto da Alessandro Benetton sottolinea infatti di non avere “alcuna intenzione di assumere il controllo né di richiedere la nomina di ulteriori membri nel consiglio di amministrazione”, lasciando intendere una strategia da investitore industriale stabile più che da acquirente.
La logica è quella di un impegno di lungo periodo, coerente con una presenza iniziata otto anni fa e progressivamente rafforzata. L’operazione “conferma l’impegno di lungo periodo” a sostegno della società, del management e della strategia di sviluppo, come evidenziato dal gruppo.
In altre parole, Mundys vuole contare di più, ma senza cambiare gli equilibri di governance.
GETLINK, IL CUORE DEI COLLEGAMENTI TRA REGNO UNITO ED EUROPA
Al centro dell’operazione c’è Getlink, società quotata alla Borsa di Parigi (e anche a Londra) e titolare della concessione fino al 2086 del tunnel sotto la Manica, uno degli asset infrastrutturali più rilevanti d’Europa.
Il gruppo gestisce il traffico ferroviario tra Coquelles e Folkestone, attraverso navette per passeggeri e merci (Eurotunnel), ed è attivo anche nel trasporto ferroviario merci con Europorte e nell’interconnessione energetica con ElecLink.
Si tratta di un’infrastruttura unica, che collega direttamente il Regno Unito al continente e rappresenta uno snodo essenziale per logistica, turismo ed energia. Non sorprende quindi che continui ad attirare capitali e attenzione industriale.
IL MERCATO APPLAUDE: GETLINK CORRE A PARIGI
La reazione dei mercati è stata immediata. Il titolo Getlink è salito fino al +4,4% alla Borsa di Parigi, raggiungendo i massimi da agosto 2022 subito dopo l’annuncio dell’operazione.
Un segnale chiaro: gli investitori leggono il rafforzamento di Mundys come un fattore positivo, capace di dare maggiore stabilità all’azionariato e sostenere le prospettive industriali del gruppo.
LA STRATEGIA FRANCESE DI MUNDYS
L’operazione si inserisce in una strategia ben precisa: rafforzare la presenza in Francia, considerata da Mundys un mercato chiave. Il Paese rappresenta infatti il primo contributore all’Ebitda del gruppo, con il 28% nel 2025.
Negli anni, Mundys ha investito circa 11 miliardi di euro in infrastrutture francesi e oggi controlla asset rilevanti come le autostrade Sanef, Sapn e A63 (tramite Abertis) e gli Aéroports de la Côte d’Azur, tra cui lo scalo di Nizza, secondo aeroporto francese per traffico.
In Francia lavorano circa 6.000 dipendenti del gruppo, a conferma di una presenza industriale strutturata e non episodica.
In questo contesto, il rafforzamento in Getlink appare come un tassello coerente: consolidare la presenza lungo uno dei principali corridoi europei.
COS’È OGGI MUNDYS
Mundys (ex Atlantia) è oggi un gruppo infrastrutturale globale controllato dalla holding Edizione con Blackstone come secondo azionista.
Gestisce concessioni autostradali e aeroportuali e fornisce servizi di mobilità in 24 paesi, con un modello sempre più orientato alla sostenibilità e alla mobilità integrata.
Dopo il delisting da Euronext Milan nel dicembre 2022, il gruppo ha mantenuto lo status di ente di interesse pubblico e oggi ha emissioni obbligazionarie quotate a Dublino.
Una trasformazione che ha dato maggiore flessibilità strategica e che si riflette anche in operazioni come quella su Getlink.
Il rafforzamento sotto la Manica va letto, in ultima analisi, come parte di una partita più ampia: quella per il controllo e lo sviluppo delle grandi infrastrutture europee.







