Nel pieno di un crescente giro di vite sulle piattaforme digitali, l’Unione europea ha deciso di accelerare sul fronte della tutela dei minori, aprendo un’indagine formale su Snapchat e portando avanti, in parallelo, procedimenti contro diversi siti pornografici.
Al centro dell’attenzione di Bruxelles sono finiti i rischi di adescamento, la diffusione di contenuti illegali e le responsabilità delle grandi aziende tecnologiche nella protezione degli utenti più giovani.
L’INDAGINE DELL’UE SU SNAPCHAT
La Commissione europea ha aperto un’indagine formale su Snapchat nell’ambito del Digital Services Act (DSA), sospettando che la piattaforma non garantisca adeguati livelli di sicurezza per i minori. L’inchiesta rappresenta il primo procedimento ufficiale contro la società dopo precedenti richieste di informazioni, tra cui una inviata nell’ottobre scorso sulle misure di protezione dei minori.
Secondo Bruxelles, l’app potrebbe consentire ad adulti di fingere di essere minorenni per contattare bambini e adolescenti con finalità di sfruttamento sessuale o reclutamento in attività criminali. “Dall’adescamento all’esposizione a prodotti illegali, fino a impostazioni degli account che compromettono la sicurezza dei minori, Snapchat sembra aver trascurato il fatto che il Digital Services Act richiede elevati standard di sicurezza per tutti gli utenti”, ha dichiarato Henna Virkkunen.
VERIFICA DELL’ETÀ E RISCHI PER I MINORI
Uno degli aspetti centrali riguarda i sistemi di verifica dell’età. La Commissione ritiene insufficiente il modello basato sull’autodichiarazione utilizzato da Snapchat, che consente agli utenti di registrarsi dichiarando semplicemente di avere più di 13 anni.
Secondo funzionari europei, il sistema di age verification della piattaforma sarebbe tra i più deboli sul mercato e presenterebbe un rischio duplice: minori che si fingono adulti e adulti che si fingono minori. Inoltre, vi sono timori che utenti sotto i 13 anni riescano comunque ad accedere al servizio e che adolescenti sotto i 17 anni siano esposti a contenuti non adeguati.
CONTENUTI ILLEGALI E SICUREZZA DEGLI UTENTI
Un altro fronte riguarda la diffusione di contenuti illegali e la capacità della piattaforma di contrastarla. La Commissione sospetta infatti che i sistemi di moderazione non siano efficaci nel limitare la circolazione di informazioni legate alla vendita di droghe, alcol e sigarette elettroniche.
Allo stesso tempo, Bruxelles valuterà se i minori siano adeguatamente protetti dal contatto con utenti con intenti dannosi e se le impostazioni predefinite degli account garantiscano sufficienti livelli di sicurezza.
Non mancano poi critiche anche ai meccanismi di segnalazione dei contenuti illegali, considerati poco accessibili e potenzialmente configurabili come “dark pattern”, ossia pratiche di design ingannevoli vietate dal DSA.
LE SANZIONI E LE MISURE EUROPEE
Se venissero accertate violazioni, Snap, la casa madre dell’app, potrebbe essere sanzionata fino al 6% del fatturato annuo globale, in base alle disposizioni del DSA. L’indagine, aggiunge Euronews, include anche elementi già esaminati dall’autorità olandese per i consumatori e i mercati (ACM), in particolare sulla vendita di sigarette elettroniche ai minori.
La Commissione, ricorda Bloomberg, ha già aperto oltre una dozzina di procedimenti simili dall’entrata in vigore del DSA nel 2022, ma solo uno ha portato finora a una multa. Per evitare sanzioni, le aziende sotto indagine possono comunque proporre misure correttive.
Nel frattempo, l’Ue sta sviluppando un sistema di verifica dell’età che consentirebbe agli utenti di dimostrare di avere più di 18 anni senza condividere dati personali, attualmente in fase di test in alcuni Paesi membri.
LA REAZIONE DI SNAPCHAT
Snapchat ha dichiarato di collaborare pienamente con la Commissione e di impegnarsi a rispettare gli standard del DSA. “Abbiamo finora collaborato pienamente con la Commissione – impegnandoci in modo proattivo, trasparente e in buona fede per rispettare gli elevati standard di sicurezza del DSA – e continueremo a farlo nel corso di questa indagine”, ha affermato un portavoce.
“La sicurezza e il benessere di tutti gli utenti di Snapchat sono una priorità assoluta” e la piattaforma è progettata “con privacy e sicurezza integrate fin dall’inizio – comprese ulteriori protezioni per gli adolescenti”. L’azienda ha aggiunto: “Con l’evolversi dei rischi online, rivediamo, rafforziamo e investiamo continuamente in queste misure di tutela”.
LE INDAGINI SUI SITI PORNOGRAFICI
Parallelamente, la Commissione ha portato avanti le indagini su quattro piattaforme pornografiche: PornHub, Stripchat, XNXX e XVideos, accusate di non impedire efficacemente l’accesso ai contenuti per adulti da parte dei minori.
Dalle conclusioni è emerso che i sistemi di verifica basati su autodichiarazione – come il semplice clic su un pulsante per confermare di avere più di 18 anni – sono stati giudicati inadeguati. Le piattaforme potrebbero, dunque, incorrere in sanzioni analoghe a quelle previste per Snapchat.
Un rappresentante di XVideos ha criticato l’approccio della Commissione affermando che “ci sta chiedendo di suicidarci inutilmente. Aggiungere controlli sull’età su quattro siti su un milione non fa nulla per impedire ai minori di accedere a contenuti per adulti”.
PRESSIONI GLOBALI SULLE PIATTAFORME
Le iniziative europee si inseriscono in un contesto internazionale di crescente attenzione verso l’impatto delle piattaforme digitali sui più giovani. Negli Stati Uniti, una recente sentenza ha stabilito che Meta Platforms e Alphabet sono responsabili per aver progettato servizi che creano dipendenza, con un risarcimento di 3 milioni di dollari.
Allo stesso tempo, diversi Paesi dell’Ue stanno spingendo per rafforzare ulteriormente le misure di protezione dei minori, mentre prosegue il dibattito su possibili restrizioni all’accesso ai social media per i più giovani. Secondo i dati citati dalla Commissione, l’uso delle piattaforme tra i più giovani resta infatti elevato, con metà dei bambini di 10 anni in Danimarca e un terzo degli undicenni in Francia che utilizzano Snapchat, nonostante il limite minimo di età fissato a 13 anni.







