I Paesi Ue hanno destinato 12 miliardi di euro, inizialmente previsti per la politica di coesione, al settore della difesa.
La revisione intermedia della politica di Coesione dell’Unione europea per il periodo 2021-2027 ha portato a una riallocazione significativa delle risorse verso nuove priorità strategiche, con 34,6 miliardi di euro riorientati dagli Stati membri. Tra questi, circa 12 miliardi sono stati destinati alla difesa, mentre la quota maggiore resta indirizzata alla competitività.
Secondo Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, “La revisione intermedia mostra che la politica di coesione può adattarsi alle sfide in evoluzione dell’Europa e farlo in tempi record”.
Ieri il vicepresidente esecutivo della Commissione europea ha presentato i risultati della revisione di medio termine della programmazione 2021-2027, evidenziando come gli Stati membri abbiano modificato 186 programmi di cui 137 regionali, i restanti nazionali.
Tutti i dettagli.
REVISIONE DELLA POLITICA DI COESIONE
“La riassegnazione di 34,6 miliardi di euro ai fondi di coesione è un risultato importante” ha indicato Fitto aggiungendo che “Si tratta di risorse reali, concrete e immediatamente disponibili per sostenere le nostre priorità.” Un risultato reso “possibile grazie al dialogo costante con il Parlamento europeo, il Comitato delle regioni, gli Stati membri e le regioni”.
Nel complesso, sono stati riorientati 34,6 miliardi di euro verso nuove priorità individuate a livello europeo. Tra queste spiccano competitività e difesa, rispettivamente con 15,2 e 11,9 miliardi di euro, seguite da interventi per l’emergenza abitativa (3,3 miliardi), la resilienza idrica (3,1 miliardi) e la sicurezza energetica (1,2 miliardi).
NUOVE PRIORITÀ STRATEGICHE E CONTESTO GEOPOLITICO
“Attraverso la revisione intermedia, abbiamo modificato il regolamento per dare agli Stati membri e alle regioni la flessibilità di riorientare parte delle loro allocazioni della politica di coesione verso le priorità attuali” ha spiegato il vicepresidente Fitto.
Nell’aprile 2025, la Commissione europea ha proposto di incentivare Stati membri e Regioni a riorientare gli investimenti verso cinque priorità strategiche: competitività, difesa, alloggi, resilienza idrica e transizione energetica. Per favorire questo processo, l’esecutivo ha introdotto incentivi finanziari, semplificazioni normative e una proroga di un anno per l’attuazione dei programmi modificati.
Quasi tutti i Paesi hanno aderito alla revisione, con la riallocazione di circa il 10% del bilancio complessivo della politica di Coesione, pari a 367 miliardi di euro. Solo Austria e Lussemburgo non hanno modificato le proprie assegnazioni.
COMPETITIVITÀ E DIFESA AL CENTRO DEGLI INVESTIMENTI
Dunque, “La prima priorità in termini di risorse allocate è la competitività” ha evidenziato il commissario Fitto. Dopodiché al secondo posto troviamo la difesa, che rappresenta circa un terzo delle risorse riprogrammate. In particolare, 11,9 miliardi di euro saranno destinati a investimenti a duplice uso: droni, risorse spaziali e mobilità militare.
A questo proposito il vicepresidente ha sottolineato come “il potenziale utilizzo dei Fondi di Coesione per scopi di difesa” sia “una questione delicata”. “Con la revisione intermedia lo abbiamo reso possibile, ma resta una scelta dei governi e delle regioni, responsabili nei confronti dei propri cittadini” ha evidenziato il commissario Fitto.
LA RIPROGRAMMAZIONE TRICOLORE
Infine, l’Italia ha riprogrammato 35 dei 48 programmi per la coesione (che ha una dotazione complessiva di 41 miliardi circa). In questo modo il nostro paese è il secondo per volume di riprogrammazione dopo la Polonia (in testa con 8 miliardi di euro riallocati, con una forte attenzione alla difesa). Nello specifico, 4,665 miliardi sono destinati alla competitività, 1,119 mld alle politiche per la casa, 629 milioni alla gestione delle risorse idriche, 396 milioni alla transizione energetica, 248 milioni alla difesa.







