La salute del cervello è tornata al centro dell’agenda europea nel corso della Brain Awareness Week 2026 (16-22 marzo), che ha riunito istituzioni, comunità scientifica e industria attorno a una priorità sempre più strategica per il futuro dell’Unione. In questo contesto si è inserito il Brain Health Day del 18 marzo a Bruxelles, una giornata di confronto al Parlamento europeo che ha messo in evidenza il legame tra ricerca, politiche pubbliche e competitività, in un momento chiave per le decisioni sulle future iniziative europee in ambito sanitario e scientifico.
UNA SETTIMANA DEDICATA ALLA CONSAPEVOLEZZA SUL CERVELLO
La Brain Awareness Week, iniziativa globale dedicata alla divulgazione dei progressi della ricerca neuroscientifica, ha riunito anche quest’anno organizzazioni e stakeholder a livello internazionale. In Europa, la settimana ha rappresentato un’occasione per rafforzare l’attenzione su una sfida che riguarda milioni di cittadini: i disturbi cerebrali, sia neurologici sia mentali, continuano a crescere e incidono in modo significativo sulla qualità della vita e sui sistemi socioeconomici.
Come evidenziato dalla direttrice medica di Angelini Pharma, Agnese Cattaneo, nel panel “Shaping an Actionable European Coordination Plan for the Brain”, “per i milioni di europei che affrontano ogni giorno le sfide dei disturbi cerebrali, ogni mese trascorso in una situazione di stallo legislativo è un mese di cure rinviate e innovazione bloccata”.
IL BRAIN HEALTH DAY AL PARLAMENTO EUROPEO
In occasione della settimana dedicata al cervello, il 18 marzo si è svolto a Bruxelles il Brain Health Day, una giornata articolata in diversi appuntamenti istituzionali e scientifici. Tra questi, l’European Brain Health Summit ha posto l’accento sulla necessità di una strategia europea coerente, capace di integrare prevenzione, sviluppo lungo tutto l’arco della vita e gestione delle patologie neurologiche.
Nel pomeriggio, una sessione ospitata al Parlamento europeo ha evidenziato il legame tra salute del cervello, produttività e resilienza sociale, mentre l’evento “A European Vision for Brain Health: Coordinating Research, Care & Innovation”, nel quale è interventa Cattaneo, ha riunito rappresentanti istituzionali, ricercatori e stakeholder per discutere il coordinamento tra ricerca, assistenza e innovazione.
In questo contesto, è emersa la necessità di “garantire che il cervello sia saldamente inserito nelle agende politiche dell’Ue”, anche alla luce della definizione del prossimo Programma Quadro per la Ricerca e l’Innovazione.
SALUTE DEL CERVELLO ED ECONOMIA DEL BENESSERE
Il dibattito si è inserito in un cambiamento più ampio nel modo di concepire la crescita economica in Europa. Il concetto di “wellbeing economy” sta progressivamente affiancando gli indicatori tradizionali, ponendo al centro il benessere delle persone come motore dello sviluppo sostenibile.
Cattaneo ha infatti sottolineato come l’aumento dei disturbi mentali negli ultimi anni rappresenti una sfida diretta alla resilienza economica europea, incidendo in modo significativo sulla popolazione in età lavorativa. Questo scenario rafforza, dunque, il legame tra salute del cervello e competitività, rendendo le politiche sanitarie parte integrante delle strategie economiche.
FRAMMENTAZIONE E SFIDE PER L’INNOVAZIONE
Uno dei temi ricorrenti è stato quello della frammentazione del sistema europeo. Differenze tra Stati membri in termini di regolamentazione, accesso ai farmaci e procedure amministrative continuano a rallentare l’innovazione e l’accesso alle cure.
Ecco perché, secondo Angelini, “costruire un ecosistema competitivo per la salute del cervello significa superare i 27 diversi sistemi di requisiti”, un elemento che rappresenta un ostacolo concreto allo sviluppo e alla diffusione delle terapie. Anche sul fronte della ricerca clinica, è stato ricordato come la quota globale dell’Ue nei trial sponsorizzati dall’industria sia diminuita significativamente nell’ultimo decennio.
VERSO UNA STRATEGIA EUROPEA PER IL CERVELLO
Nel corso degli incontri è emersa con forza la necessità di un approccio coordinato. Il Piano europeo di coordinamento per il cervello è stato indicato come uno strumento chiave per superare la frammentazione e favorire l’integrazione tra ricerca, assistenza e innovazione. Inoltre, Cattaneo ha sottolineato come “il coordinamento è una necessità pratica”, evidenziando che la portata della sfida non può essere affrontata con iniziative isolate. È stato poi richiamato anche il superamento della tradizionale distinzione tra neurologia e psichiatria, a favore di un approccio integrato alla salute del cervello.
IL CONTRIBUTO DELL’INDUSTRIA E IL RUOLO DI ANGELINI PHARMA
Nel confronto tra istituzioni e stakeholder è emerso anche il ruolo dell’industria farmaceutica nel tradurre i risultati della ricerca in soluzioni concrete per i pazienti.
Cattaneo ha infatti evidenziato che “per un’azienda come Angelini Pharma, la competitività coincide con la velocità di trasferimento” ed “è il ritmo con cui una molecola passa dai nostri laboratori ai pazienti e alle loro famiglie”, definendo questo processo come “tempo restituito” ai pazienti. Infine, ha richiamato la necessità di un contesto europeo più favorevole alla ricerca, sottolineando l’importanza di stabilità normativa, efficienza regolatoria e valorizzazione dei dati sanitari per accelerare l’innovazione e migliorare l’accesso alle cure.




