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Meta Quest 3S visori metaverso

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Meta smantella il metaverso? Addio a Horizon Worlds VR

Il metaverso è un flop, così come i Quest, i visori che avrebbero dovuto costituire la porta d'accesso al mondo virtuale immaginato da Mark Zuckerberg. Dopo aver bruciato immani quantità di denaro e con ogni probabilità fallito un rebranding societario ("Meta"), la compagnia si arrende all'evidenza chiudendo l'accesso di Horizon Worlds in versione VR. Anche perché servono soldi: Menlo Park ha promesso a Trump 600 miliardi di investimenti in AI e data center

La chiusura di Horizon Worlds in versione VR è più di un semplice progetto virtuale mandato al macero. Il titolo infatti era il videogioco di punta che secondo Mark Zuckerberg avrebbe dovuto popolare il suo Metaverso, universo digitale su cui Menlo Park ha puntato davvero tanto: miliardi e rebranding (il nome Meta). Nella sua declinazione VR, inoltre, avrebbe dovuto consentire teoricamente la volata nelle vendite del Meta Quest, ovvero il visore da calcarsi sugli occhi che, al pari del metaverso, si è infranto contro l’indifferenza del grande pubblico.

META CHIUDE IL METAVERSO?

La versione Horizon Worlds per Meta Quest sarà rimossa dallo store già nelle prossime ore. Per la precisione, secondo quanto comunicato da Meta stessa, dal 21 marzo 2026: chi lo scaricherà entro il 31 marzo potrà continuare a usarlo solo fino al 15 giugno 2026, dopodiché Menlo Park spegnerà in modo definitivo i server VR.

La decisione, ferale soprattutto per Zuckerberg che fino all’ultimo aveva perseverato nel progetto nonostante le innumerevoli avvisaglie che si trattasse di un’impresa fallimentare (persino la stampa generalista italiana, non certo particolarmente sul pezzo quando si tratta di videogames e temi hi-tech, aveva intuito la spirale discendente già nel lontano novembre 2021, con Repubblica che titolava: “E se il metaverso fosse un colossale flop?”), con ogni probabilità risponde a precise esigenze di risparmio.

Finora il Ceo e founder statunitense ha potuto giochicchiare nel suo “triste e spopolato” (citazione proveniente da un altro pezzo del quotidiano romano fondato da Eugenio Scalfari) luna park virtuale perché i dati finanziari di Facebook dalla pandemia a oggi non hanno mai smesso di gonfiarsi. Non certo grazie al metaverso: tutto merito degli introiti pubblicitari che arrivano dai social. Ma adesso Zuckerberg ha promesso al presidente americano Donald Trump di investire 600 miliardi tra data center e AI, partita nella quale peraltro Meta insegue ancora le rivali, dunque pare proprio che siano finiti i tempi degli sprechi.

QUANTI MILIARDI HA BRUCIATO IL METAVERSO?

Già lo scorso dicembre s’era diffusa la notizia di corridoio secondo la quale Menlo Park avesse deciso di ridurre fino al 30% il budget dedicato al non-luogo per eccellenza. A gennaio secondo fonti citate dal New York Times, l’azienda avrebbe tagliato di circa il 10% del personale della divisione, pari a 1.500 unità dal momento che il team globalmente conterebbe 15.000 membri.

I detrattori del metaverso di Meta si sono divertiti a tener traccia dei miliardi che Mark Zuckerberg ha caparbiamente investito nel progetto che ultimamente portava avanti in solitaria, dato che tutte le altre grandi aziende che avevano fatto annunci in tal senso si erano via via silenziosamente ritirate.

Sfida raccolta anche da Start Magazine: in questi anni durante i quali abbiamo ripetuto che fosse un clamoroso flop senza pari eravamo arrivati a contare 45 miliardi di dollari finiti in fumo, poi la calcolatrice ha iniziato a dare i numeri. Sarebbero molti di più: il Financial Times annota infatti che la sola divisione Reality Labs, il team responsabile del progetto, avrebbe perso oltre 70 miliardi di dollari in neanche un lustro. Ma se a questo si aggiunge anche il flop commerciale dei visori, la cifra finale potrebbe essere molto più elevata. Insomma, il metaverso di Meta è un sogno rimasto a metà.

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