Starlink allunga il passo e amplia il vantaggio sui rivali.
La costellazione per la connettività satellitare in orbita bassa terrestre di SpaceX, la società di Elon Musk, ha superato i 10.000 satelliti attivi, consolidando una posizione dominante rispetto ai concorrenti, mentre operatori europei come Eutelsat cercano di rafforzare la propria presenza attraverso investimenti e nuove partnership industriali, riporta oggi La Tribune.
L’orbita terrestre bassa sta diventando infatti un mercato sempre più importante, promettendo connettività ad alta velocità e latenza inferiore – ovvero la velocità con cui un segnale viaggia dalla Terra a un satellite e ritorno – rispetto agli operatori tradizionali in orbita più alta.
I numeri di Starlink allungano le distanze rispetto ai rivali tra cui il servizio internet satellitare Amazon Leo (ex project Kuiper) del colosso tecnologico fondato da Jeff Bezos e la canadese Telesat, che non ha ancora lanciato satelliti. C’è poi OneWeb, la seconda costellazione Leo più grande al mondo dopo Starlink di SpaceX con 630 satelliti in orbita bassa terrestre.
Tuttavia, la rete gestita dall’operatore europeo Eutelsat possiede meno di un decimo dei satelliti gestiti da Starlink nella regione dell’orbita bassa. E recuperare terreno è una sfida. A inizio anno l’operatore satellitare europeo ha ordinato infatti 340 nuovi satelliti OneWeb ad Airbus, ampliando in modo significativo il programma di rinnovo ed estensione della propria costellazione in orbita terrestre bassa.
Tutti i dettagli.
SUPERATI I 10.000 SATELLITI IN ORBITA TERRESTRE BASSA
La costellazione di Elon Musk ha superato la soglia simbolica dei 10.000 satelliti, ampliando considerevolmente il divario con i concorrenti europei e cinesi, secondo i dati raccolti dalla startup francese Look Up, specializzata nel monitoraggio spaziale.
IL CONFRONTO CON ONEWEB, AMAZON LEO E LE COSTELLAZIONI CINESI
Con l’ultimo lancio del 13 marzo dalla base aerea di Vandenberg in California, Starlink ha ora 10.003 satelliti operativi. Per confronto, la costellazione OneWeb di Eutelsat ha solo 651 satelliti, mentre Amazon Leo, lanciata da Jeff Bezos, ne ha 210. Le società cinesi Guo Wang e Qian Fan hanno rispettivamente 154 e 108 satelliti.
“Il superamento della soglia dei 10.000 satelliti attivi da parte di Starlink dimostra che un singolo operatore privato può ora strutturare una parte consistente dell’attività in orbita terrestre bassa”, ha spiegato Michel Friedling, ex comandante spaziale francese e cofondatore di Look Up.
UNA QUESTIONE DI SOVRANITÀ E STRATEGIA
Secondo l’esperto, queste megacostellazioni commerciali svolgono “un ruolo centrale” nell’equilibrio economico e strategico, e la capacità di monitorare ciò che accade in orbita è “una questione fondamentale di sovranità”.
IL TEST TRA STARLINK E ONEWEB SULLA FLOTTA FRANCESE CMA CGM
Disporre di una costellazione satellitare rappresenta anche una questione di sovranità tecnologica, poiché consente a Stati e operatori di controllare infrastrutture strategiche per le comunicazioni e i dati.
Non è un caso che il mese scorso il Financial Times ha riportato che il gruppo francese di trasporto container CMA CGM testerà la rete a banda larga satellitare di Eutelsat insieme al servizio Starlink di SpaceX sulla propria flotta, a dimostrazione del supporto al concorrente europeo.
La terza compagnia di trasporto container al mondo sta installando antenne per captare i servizi OneWeb di Eutelsat sulle circa 350 navi di sua proprietà, nell’ambito di un contratto biennale che prevede il passaggio da una rete all’altra prima di una potenziale scelta definitiva. Ramon Fernandez, responsabile finanziario di CMA CGM, ha dichiarato al quotidiano britannico che, sebbene i due servizi siano complementari, la società potrà “nel tempo scegliere l’operatore che meglio soddisfa le nostre esigenze”.
Non sono stati resi noti i dettagli finanziari dell’accordo, che arriva in un momento critico per Eutelsat, impegnata a promuovere la propria rete in orbita terrestre bassa, un mercato dominato da Starlink.
PROVA AD ACCELERARE EUTELSAT
Da parte sua l’operatore europero Eutelsat prova ad accelerare nella rincorsa a Starlink.
Eutelsat gestisce 34 satelliti geostazionari, che orbitano a 35.000 km sopra la Terra, e circa 630 satelliti in orbita terrestre bassa a seguito della fusione con la britannica OneWeb nel 2023, che orbitano a circa 1200 km sopra la Terra. Eutelsat afferma che per gli utenti in Europa offre le stesse capacità di Starlink in termini di copertura e latenza, riportava di recente Reuters.
I satelliti in orbita terrestre bassa di OneWeb sono gli stessi di Starlink di SpaceX, la cui costellazione di 10.000 satelliti fornisce accesso a Internet in 125 paesi. Come già detto, ad oggi OneWeb è la seconda costellazione Leo più grande al mondo dopo quella di Elon Musk, nonostante sia meno di un decimo delle sue dimensioni.
Anche OneWeb sta cercando di aggiornare la sua costellazione LEO di oltre 600 satelliti. A inizio anno l’operatore satellitare europeo ha ordinato 340 nuovi satelliti OneWeb ad Airbus, ampliando in modo significativo il programma di rinnovo ed estensione della propria costellazione in orbita terrestre bassa. L’accordo segue l’ordine di 100 unità siglato nel dicembre 2024, portando il portafoglio ordini complessivo di Eutelsat presso il costruttore europeo a 440 satelliti.
CON IL SOSTEGNO DI PARIGI
Per finanziare questi e altri 100 già ordinati, Eutelsat, quotata a Parigi, ha ottenuto il mese scorso un prestito di 1 miliardo di euro da alcune banche, garantito dallo Stato francese.
La Francia è ora il principale azionista con una quota di quasi il 30%, dopo che il governo ha aumentato la propria partecipazione con un aumento di capitale lo scorso anno. Il Regno Unito, che aveva salvato OneWeb dal fallimento prima della sua cessione a Eutelsat nel 2023, detiene l’11%.
Non è il primo intervento di Parigi nei confronti dell’operatore satellitare: lo scorso giugno la società ha annunciato la ricapitalizzazione da 1,35 miliardi di euro, che ha visto lo Stato francese stanziare 717 milioni di euro tornandone a essere il maggiore azionista, con il 29,9% del capitale, rispetto al 13% precedente. Ma non finisce qui. Di recente il governo francese, tramite potere di veto, ha bloccato l’accordo con Eutelsat intendeva cedere le proprie infrastrutture terrestri (antenne e circuiti) al fondo svedese EQT per circa 550 milioni, operazione che avrebbe contribuito ad alleggerire il debito.
Da parte sua il ceo di Eultesat Jean-François Fallacher aveva espresso soddisfazione per il sostegno ricevuto dal governo francese, sottolineando che il rifinanziamento rafforza la struttura finanziaria di Eutelsat e fornisce le risorse necessarie per sviluppare i programmi in orbita terrestre bassa.







