L’ambizioso piano da centinaia di miliardi pensato per rilanciare infrastrutture e transizione climatica rischia di trasformarsi in uno strumento di riequilibrio dei conti pubblici. A un anno dall’avvio del fondo straordinario federale, le analisi di due autorevoli istituti di ricerca indicano infatti che gran parte delle risorse finanziate attraverso nuovo debito non avrebbe generato investimenti aggiuntivi, ma sarebbe stata impiegata soprattutto per coprire spese già previste o disavanzi di bilancio.
Secondo le stime elaborate dall’Istituto ifo di Monaco e dall’Istituto dell’economia tedesca Iw di Colonia, solo una quota limitata dei fondi avrebbe prodotto effetti concreti sull’espansione degli investimenti pubblici.
FINALITÀ DIVERSE DA QUELLE PREVISTE
L’analisi dell’ifo evidenzia che nel 2025 l’indebitamento legato al fondo speciale per infrastrutture e neutralità climatica è aumentato di 24,3 miliardi di euro, mentre gli investimenti effettivi del governo sono cresciuti di appena 1,3 miliardi rispetto all’anno precedente. In altre parole, circa 23 miliardi di nuovo debito non sarebbero stati destinati a progetti aggiuntivi. Secondo i ricercatori, la discrepanza deriva da “una riduzione parallela degli stanziamenti per investimenti nel bilancio ordinario dello Stato”. Alcune voci di spesa sarebbero state trasferite dal bilancio di base al fondo speciale finanziato tramite prestiti, in particolare nel settore dei trasporti, con l’effetto di ridurre gli investimenti tradizionali e compensarli con nuove risorse a debito.
Questo meccanismo avrebbe compromesso “il principio dell’addizionalità”, considerato uno degli elementi centrali del fondo al momento della sua approvazione parlamentare. Il presidente dell’ifo, Clemens Fuest, ha sottolineato che “quasi tutte le risorse finanziate tramite debito sarebbero state utilizzate per finalità diverse dagli investimenti supplementari”, e ha definito la situazione “un problema rilevante per la politica economica”.
PIÙ DI 8 MILIARDI IN MENO AL FONDO PER CLIMA E TRANSIZIONE ENERGETICA
Una valutazione simile emerge dalle elaborazioni dell’Iw di Colonia, che pur utilizzando un metodo di calcolo differente giunge a risultati simili. Secondo l’istituto renano, “nel 2025 la spesa complessiva per investimenti federali, fondo speciale incluso, avrebbe raggiunto circa 71 miliardi di euro”, appena due miliardi in più rispetto al 2024, un incremento giudicato “sufficiente solo a compensare l’inflazione”.
Gli esperti stimano inoltre che circa 12 miliardi provenienti dal fondo abbiano “sostituito spese precedentemente finanziate dal bilancio ordinario”, fenomeno descritto come uno “spostamento di fondi”. Tra gli esempi citati figura “la classificazione dei costi immediati di trasformazione degli ospedali come investimenti, sebbene tali risorse abbiano coperto spese operative correnti”.
Il livello di attuazione del programma risulterebbe inoltre inferiore alle previsioni iniziali: “dei 19 miliardi programmati dal fondo speciale, solo tre quarti sarebbero stati effettivamente erogati”, sostiene l’Iw. Anche il Fondo per il clima e la transizione energetica (Ktf) avrebbe registrato investimenti inferiori di 8,3 miliardi rispetto ai piani, mentre i trasferimenti destinati ai Länder sarebbero rinviati al 2026 per ragioni amministrative. Nel complesso, nel 2025 sarebbe stato utilizzato appena il 42% delle risorse previste.
IL MINISTERO DELLE FINANZE RESPINGE LE ACCUSE
Il ministero delle Finanze respinge tuttavia le accuse di un uso improprio del fondo straordinario da 500 miliardi di euro. Secondo quanto ha detto una portavoce, le risorse sarebbero state impiegate “conformemente agli obiettivi stabiliti, contribuendo alla modernizzazione del paese e al rafforzamento delle infrastrutture e delle politiche climatiche in aggiunta al bilancio ordinario”.
Il ministero si giustifica richiamando inoltre la situazione politica del 2025: fino alla fine di settembre l’esecutivo ha operato in regime di gestione provvisoria del bilancio, dopo la mancata approvazione della legge finanziaria prima della fine della coalizione guidata da Olaf Scholz. Il fondo speciale sarebbe diventato pienamente operativo solo nell’ottobre dello stesso anno, circostanza che avrebbe rallentato l’erogazione delle risorse.
Per il 2026 il governo prevede un’accelerazione significativa degli investimenti pubblici, stimati complessivamente a circa 120 miliardi di euro, di cui 58 miliardi provenienti dal fondo speciale. Anche l’ifo ritiene possibile un aumento degli investimenti nei prossimi mesi una volta superate le difficoltà iniziali, pur stimando che una quota rilevante delle risorse – circa il 32% secondo la pianificazione attuale – potrebbe continuare a essere destinata a finalità diverse da quelle originariamente annunciate.







