Alla fine senza troppe sorprese pare proprio che la vicenda che sta sballottando a tribordo e a babordo The Italian Sea Group, società di yacht di lusso che ha nel portafogli i brand Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, NCA Refit e Celi 1920 sarà discussa in un’aula di tribunale. Secondo quanto appena battuto dalle agenzie economiche, Giovanni Costantino (nella foto), amministratore delegato dell’azienda e di GC Holding, ha presentato oggi una denuncia-querela nei confronti di alcuni ex dirigenti apicali della società.
LA DENUNCIA DELL’AD DI THE ITALIAN SEA GROUP
Uno sbocco inevitabile se si considera che, come ampiamente ricostruito finora, il collegio sindacale e la società di revisione BDO hanno trasmesso al Cda lo scorso 25 febbraio “apposite segnalazioni” rilevando la “probabile sussistenza” dei presupposti per l’attivazione delle procedure di regolazione della crisi e “concedendo all’organo amministrativo un termine di dieci giorni per riferire loro in merito alle iniziative intraprese e da intraprendere” sottolineando la sussistenza di presunte “irregolarità” in capo ad alcune figure del team manageriale avvenute, pare, senza metterne al corrente Ceo, Consiglio di amministrazione e naturalmente gli organi deputati alla vigilanza.
Una situazione che oltre a comportare la sottoscrizione di un contratto di finanziamento soci con GC Holding da 25 milioni di euro, riferibile all’ad Costantino, ha terremotato i vertici aziendali: tra il 26 e il 27 febbraio, il consiglio di amministrazione ha registrato tre dimissioni di peso: prima del presidente Filippo Menchelli e del suo vice Marco Carniani. Quindi è stata la volta di Laura Angela Tadini. A prendere il posto di Menchelli è l’ad nonché primo azionista al 53,6% di Tisg, Giovanni Costantino.
COSA SI LEGGE NELL’ATTO
Secondo quanto riportato da Teleborsa, i soggetti coinvolti “avrebbero fornito al vertice aziendale informazioni contabili e gestionali non corrispondenti alla realtà, eludendo fraudolentemente il sistema interno di controllo delle commesse. La querela descrive un sofisticato sistema di alterazione della documentazione che avrebbe interessato i report sui flussi di cassa, i budget di commessa e persino gli estratti conto bancari. Tale condotta avrebbe rappresentato una situazione finanziaria fittizia, rimasta del tutto ignota e non individuabile da parte dell’Amministratore Delegato fino alla scoperta dell’irregolarità”.
GLI YACHT NAVIGANO FUORI DAL SEGMENTO STAR
Lo scorso sei marzo, The Italian Sea Group ha fatto sapere che il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di cooptare Pietro Smeriglio, che non è titolare di azioni TISG e rivestirà la carica di consigliere non indipendente e non esecutivo e non siederà in alcuno dei comitati endoconsiliari.
Ma soprattutto il CdA ha deliberato l’uscita di The Italian Sea Group dal segmento Star, ma la permanenza in Borsa su quello Euronext Growth Milan, così da “semplificare e ottimizzare le attività aziendali e le risorse a disposizione”, come è stato spiegato in una nota ripresa da Teleborsa, ed avere “una maggiore flessibilità operativa”.







