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Nave Garibaldi e non solo, cosa farà l’italiana Drass in Indonesia

La società livornese Drass è pronta ad avviare la costruzione di sei sottomarini destinati al ministero della Difesa indonesiano. L’operazione si inserisce nel più ampio quadro della cooperazione tra Italia e Indonesia nel settore della difesa, che comprende anche la cessione a titolo gratuito di nave Garibaldi alla Marina indonesiana.

Drass è pronta a costruire sei sottomarini compatti di nuova generazione della classe DGK per il Ministero della Difesa dell’Indonesia, ma quale legame esiste con la possibile cessione di nave Garibaldi alla Marina indonesiana?

Secondo Il Fatto Quotidiano sarebbe esistito un preliminare tra il governo indonesiano e l’azienda livornese Drass guidata da Sergio Cappelletti nell’ambito del dossier sulla nave Garibaldi. Il quotidiano riferisce di una lettera datata 25 settembre 2025 con cui Jakarta avrebbe proposto all’Italia un meccanismo per i pagamenti legati alla cessione dell’unità navale, documento ricevuto dai vertici della Direzione Armamenti del ministero della Difesa e pubblicato in un articolo a firma di Marco Lillo. Secondo il giornale, resterebbero alcuni interrogativi sul coinvolgimento della società nella vicenda e sulle ragioni per cui l’Indonesia chiami in causa Drass offrendo compensazioni.

La possibile cessione a titolo gratuito dell’ex portaerei italiana Garibaldi alla Marina indonesiana è ora al centro di un dossier esaminato dal Parlamento italiano. Le Commissioni Difesa di Camera e Senato dovranno infatti esprimere il relativo parere entro il 16 marzo e – se positivo  – nello schema di decreto si ipotizza che il trasferimento dell’unità possa essere finalizzato entro dicembre 2026.

Il Fatto Quotidiano richiama però l’attenzione sulla missiva inviata dal governo indonesiano al ministero della Difesa italiano e relativa alla cessione della nave Garibaldi, interrogandosi sul ruolo attribuito alla società livornese nel documento.

Sul caso è intervenuto il Ministero della Difesa, che ha smentito la ricostruzione sostenendo che “nessun contenuto della lettera” di Jakarta “è stato accettato”. Allo stesso tempo, anche la società Drass ha diffuso una nota con cui ha fornito la propria versione dei fatti.

Tutti i dettagli.

LA CESSIONE GRATUITA DELLA NAVE GARIBALDI

Lo scorso settembre il governo indonesiano ha stanziato un budget di 450 milioni di dollari per il processo di vendita dell’ex portaerei della Marina Militare Italiana, 250 milioni di dollari per gli “elicotteri da trasporto” e 300 milioni di dollari per gli elicotteri utility.

L’unità navale, tuttavia, potrebbe essere trasferita gratuitamente alla Marina militare indonesiana.

Il 19 febbraio il ministro della Difesa Guido Crosetto ha trasmesso alle Commissioni Difesa di Camera e Senato uno schema di decreto del governo che prevede la cessione a titolo gratuito della nave alla Repubblica d’Indonesia. Alla proposta è allegato un dossier dello Stato Maggiore della Difesa che illustra le motivazioni del trasferimento della nave, che fino al 2011 era stata l’ammiraglia della flotta italiana.

Negli anni successivi alla dismissione erano state avanzate diverse ipotesi sul possibile utilizzo della Garibaldi. Nel 2022 si era parlato della trasformazione in nave museo a Genova o dell’impiego per il lancio di satelliti dal mare, prima dell’avvio delle trattative con la Marina indonesiana per l’acquisizione dell’unità.

I PIANI DI SPESA DELL’INDONESIA

Come ricordava il Corriere il 28 settembre 2025, “l’interesse di Giacarta è emerso a maggio 2024, quando l’ammiraglio Muhammad Ali, capo di Stato Maggiore della Marina indonesiana, salì a bordo dell’ex portaerei italiana. Pochi mesi dopo, in occasione della fiera Indodefence, Fincantieri, che non commenta l’indiscrezione, presentò il progetto di trasformare la nave in una piattaforma per droni aerei e navali, che evidentemente ha convinto gli indonesiani”.

Da lì rapporto di Zona Militar secondo cui il governo indonesiano aveva stanziato un budget di 450 milioni di dollari per l’acquisto della nave e delle attrezzature necessarie al suo funzionamento, per  250 milioni di dollari per gli “elicotteri da trasporto” (probabilmente riferiti agli elicotteri della classe AW-101) e 300 milioni di dollari per gli elicotteri utility.

Ma ora non si parla più di vendita, bensì di cessione a titolo gratuito, come si evince dallo schema di decreto governativo.

“La Giuseppe Garibaldi è una donazione del governo italiano. Il bilancio predisposto dal governo indonesiano è destinato alle esigenze di adeguamento per soddisfare i requisiti operativi della TNI Angkatan Laut [Indonesian Navy]”, ha dichiarato ai media indonesiani il Segretariato Generale del Ministero della Difesa, generale Rico Ricardo Sirait, ripreso sempre da Zona Militar lo scorso 16 febbraio.

NEL QUADRO DI UNA PIÙ AMPIA COOPERAZIONE TRA ROMA E JAKARTA

Con la prospettiva della cessione gratuita della nave, l’operazione potrebbe inserirsi in un quadro più ampio di cooperazione industriale e militare tra Italia e Indonesia.

Sotto il profilo industriale ed economico, la relazione segnala come la recente vendita all’Indonesia di due unità navali classe Ppa realizzate da Fincantieri, per un valore complessivo di circa 1,25 miliardi di dollari, “abbia avviato un canale di cooperazione industriale di particolare rilievo”.

“Tale percorso potrebbe essere ulteriormente rafforzato anche mediante la cessione di Nave Garibaldi, con possibili ricadute positive per il sistema industriale nazionale”, sottolinea il dossier della Difesa. Tra queste, la relazione segnala: la conclusione di ulteriori commesse nel settore navale.

Tra le possibili commesse nella scheda che accompagna lo schema di decreto all’esame delle Commissioni parlamentari vengono citati l’acquisto di 24 aerei da addestramento M-346 di Leonardo per circa 600 milioni di euro, tre velivoli da pattugliamento per un valore stimato di 450 milioni di euro e sei sommergibili classe DGK prodotti appunto dalla livornese Drass per 480 milioni di euro.

LE DICHIARAZIONI DI DRASS

Sulla vicenda è quindi intervenuta la società Drass, che ha respinto alcune ricostruzioni giornalistiche “che ipotizzano collegamenti opachi tra la possibile cessione della Nave Garibaldi all’Indonesia e le attività industriali della Drass in quel Paese”.

“Si tratta di insinuazioni gravi e prive di qualsiasi fondamento, che finiscono per infangare il nome di una media impresa italiana che, dopo oltre un decennio di lavoro sui mercati internazionali, è riuscita con le proprie forze ad ottenere un importante contratto industriale all’estero” spiega il presidente dell’azienda Sergio Cappelletti precisando che “proprio perché queste ricostruzioni sono inesatte e lesive della reputazione dell’azienda e delle persone che vi lavorano, ritengo doveroso ristabilire con precisione i fatti, come è sempre stato nel mio modo di operare”.

Nella nota diffusa, Cappelletti ci tiene a sottolineare che “Nave Garibaldi — su cui ho avuto l’onore di servire per tre anni — rappresenta oggi per l’Amministrazione della Difesa principalmente un costo in termini economici e di personale impegnato. La sua eventuale cessione consentirebbe invece di attivare un importante programma di ammodernamento che coinvolgerebbe grandi aziende italiane del settore difesa, per l’aggiornamento del sistema di combattimento e delle componenti aeronautiche”.

Ancora, prosegue il manager, “un’operazione di questo tipo genererebbe lavoro per l’industria nazionale, rafforzerebbe le capacità di export del comparto difesa e contribuirebbe a consolidare le relazioni strategiche con un Paese emergente come l’Indonesia, partner rilevante anche sotto il profilo energetico e commerciale”, evidenziando che “Si tratta esattamente di quel tipo di politica industriale strategica che per anni si è auspicato il nostro Paese fosse in grado di mettere in campo e che in questo caso si sta finalmente concretizzando.”

LA SEPARAZIONE TRA IL DOSSIER GARIBALDI E I SOMMERGIBILI

Secondo quanto dichiarato dall’azienda livornese, il progetto relativo ai sommergibili DGK rappresenta un’iniziativa distinta rispetto al dossier sulla nave Garibaldi.

“È fondamentale chiarire un punto che alcune ricostruzioni giornalistiche hanno deliberatamente confuso.Il progetto relativo ai sommergibili DGK, del valore di 480 milioni di USD, nasce da una manifestazione di interesse formalizzata dal governo indonesiano nell’ottobre 2024 ed è attualmente nella fase di consolidamento del finanziamento” chiarisce il rappresentante di Drass ribadendo che “Si tratta quindi di un’iniziativa industriale avviata ben prima e del tutto indipendente dalle valutazioni che si sono sviluppate in Italia solo nella seconda metà del 2025 in merito alla possibile cessione della Nave Garibaldi”.

Pertanto, “accostare artificialmente questi due dossier, insinuando un presunto collegamento tra di essi, è dunque una ricostruzione priva di qualsiasi base fattuale” sentenzia il presidente di Drass Cappelletti.

IL RUOLO TECNICO DI DRASS NELLA VALUTAZIONE DELLA NAVE

L’azienda ha spiegato anche quale sia il proprio ruolo operativo nel contesto delle verifiche tecniche relative alla nave Garibaldi.

“Per ulteriore chiarezza, nel contesto delle valutazioni tecniche relative alla Nave Garibaldi, Drass opera esclusivamente su incarico delle autorità indonesiane. Le attività svolte riguardano esclusivamente: ispezioni tecniche, consulenza ingegneristica, supporto logistico e analisi della documentazione tecnica” chiarisce la nota di Drass.

“Queste attività – prosegue ancora la nota – sono svolte da una squadra di specialisti con esperienza diretta sulla Nave Garibaldi e sono commissionate unicamente dal governo di Giacarta. È importante ribadire un punto fondamentale: non esiste alcun onere diretto o indiretto per l’Amministrazione della Difesa italiana.”

I RAPPORTI CON LA DIFESA ITALIANA

Nel testo viene inoltre ricordata la situazione dei programmi nazionali che riguardano l’azienda.

“È inoltre utile ricordare un dato di fatto. I programmi di acquisizione della Difesa seguono esclusivamente le priorità operative delle Forze Armate” ricorda Cappelletti ammettendo che “Negli ultimi anni Drass ha registrato un drastico calo di nuovi programmi nazionali, pur operando in settori tecnologici altamente specializzati, nei quali rappresenta una realtà industriale praticamente unica”.

“Proprio per questa ragione l’azienda ha dovuto rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali, acquisendo contratti industriali e nel settore difesa presso clienti esteri. Diversamente, la sopravvivenza stessa dell’azienda sarebbe stata a rischio. Questa realtà è esattamente l’opposto delle ricostruzioni diffamatorie che descrivono Drass come beneficiaria di presunti favoritismi.

LA POSIZIONE DELL’AZIENDA SULLE RICOSTRUZIONI GIORNALISTICHE

Nella parte conclusiva del comunicato l’azienda torna sulle ricostruzioni circolate sul dossier.

“Rappresentare Drass come l’unico beneficiario industriale della cooperazione con l’Indonesia è quindi falso, profondamente fuorviante e funzionale a logiche estranee ai fatti. La crescita internazionale della nostra azienda è il risultato di competitività tecnologica, capacità industriale e fiducia costruita negli anni con partner istituzionali e industriali. Trasformare un normale e trasparente rapporto industriale con un governo estero in una vicenda opaca significa alimentare una narrazione distorta che rischia di danneggiare non solo un’azienda, ma anche il lavoro, la professionalità e la reputazione di molte persone. Per questo motivo ho già incaricato i miei legali di valutare ogni azione necessaria a tutela della mia onorabilità e dell’immagine della società”.

Pertanto, “Drass continuerà ad operare come ha sempre fatto: con trasparenza, nel pieno rispetto delle normative nazionali e internazionali e con la responsabilità che caratterizza chi lavora ogni giorno nei settori della difesa e della sicurezza” assicura il presidente Cappelletti.

LA REPLICA DEL MINISTERO DELLA DIFESA AL “FATTO”

Infine, sulla questione e sui rilievi sollevati dal quotidiano diretto da Marco Travaglio, è intervenuto anche il Dicastero retto da Crosetto.

Nell’ampia nota diffusa dal Dicastero si precisa che “L’articolo [del Fatto ndr] si fonda quindi su un documento privo di qualsiasi effetto politico, amministrativo o giuridico, trasformato artificiosamente in un presunto ‘caso’ attraverso una ricostruzione che non trova alcun riscontro nei fatti. Tenuto conto dell’annunciata interrogazione parlamentare relativa alla cessione della nave Garibaldi alla Marina Militare indonesiana, il Ministro della Difesa Guido Crosetto sarà ben lieto di inviare alle Camere una risposta dettagliata, informando compiutamente il Parlamento e facendo piena luce sui fatti, anche presso le competenti Commissioni parlamentari, dove – come noto – è attualmente in corso la procedura per l’autorizzazione alla cessione, così da evidenziare le congetture e le illazioni diffamatorie che sono state strumentalmente costruite ai danni del Dicastero e dei suoi vertici”’.

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