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Perché Sandoz denuncia a Bruxelles i giochetti cinesi sull’amoxicillina

Sandoz chiede a Bruxelles di indagare sulle importazioni cinesi di amoxicillina triidrato sostenendo che sussidi pubblici e prezzi sotto il livello di mercato potrebbero minacciare la produzione europea e la sicurezza dell’approvvigionamento di antibiotici essenziali. Tutti i dettagli

 

Sandoz porta la questione del dumping cinese sul tavolo di Bruxelles e chiede alla Commissione europea di aprire un’indagine sulle importazioni di un ingrediente chiave degli antibiotici più diffusi in Europa, sostenendo che prezzi artificialmente compressi e sussidi statali stiano già ridisegnando gli equilibri del mercato farmaceutico e mettendo sotto pressione la sicurezza delle forniture nel continente.

LA RICHIESTA DI SANDOZ ALLA COMMISSIONE EUROPEA

Il produttore di farmaci generici Sandoz, riporta il Financial Times, ha chiesto alla Commissione europea di avviare un’indagine sulle importazioni provenienti dalla Cina relative a un ingrediente chiave dell’industria antibiotica, sostenendo l’esistenza di sussidi pubblici distorsivi. La richiesta si concentra su possibili pratiche di concorrenza non equa che, secondo l’azienda, richiederebbero l’introduzione di misure correttive a tutela del settore europeo e della resilienza delle forniture.

IL CASO DELL’AMOXICILLINA TRIIDRATO

Al centro della denuncia si trova l’amoxicillina triidrato, principio attivo utilizzato nella produzione dell’antibiotico più diffuso in Europa. Sandoz, il più grande produttore mondiale di farmaci generici, sostiene che le importazioni cinesi di questo ingrediente riflettano un “significativo intervento statale” e una “prezzatura non di mercato”.

PREZZI E SUSSIDI

Nel documento visionata dal Ft, Sandoz afferma che le importazioni cinesi di amoxicillina triidrato arrivino sul mercato a prezzi inferiori di circa il 47% rispetto a quelli europei, creando condizioni difficili per la produzione nell’Unione. L’azienda collega questo differenziale a un sistema di sovvenzioni che favorirebbe l’afflusso di prodotti definiti “ultra-economici”, con effetti diretti sulla competitività dei produttori europei e sulla struttura del mercato degli antibiotici.

RISCHIO DIPENDENZA EUROPEA

Secondo Sandoz, l’assenza di interventi correttivi potrebbe portare a una dipendenza strutturale dell’Unione europea dalla Cina per l’antibiotico considerato tra i più essenziali. Nella denuncia l’azienda afferma che “se non verranno adottate misure correttive, l’Ue rischia di diventare strutturalmente dipendente dalla Cina per il suo antibiotico più essenziale, con chiare implicazioni per la sicurezza degli approvvigionamenti e l’accesso dei pazienti”.

Il gruppo svizzero stima infatti che circa l’80% dei principi attivi dell’amoxicillina venga importato dal continente asiatico, stando ai dati forniti dal provider sanitario IQVIA. La concentrazione della produzione al di fuori dell’Europa viene indicata come un elemento che rafforza la dipendenza della filiera farmaceutica da fornitori esterni, in particolare asiatici.

TEMPI E PROCEDURA ANTIDUMPING

Sandoz, società quotata a Zurigo e scorporata da Novartis nel 2023, ha dichiarato che la Commissione europea non ha ancora fornito una risposta alla richiesta. L’azienda riconosce che un’indagine antidumping completa potrebbe richiedere fino a un anno, ma chiede che la procedura venga trattata in via prioritaria e accompagnata da misure immediate di tutela del mercato.

UNA SITUAZIONE GIÀ COMPLICATA

Il tema della sovracapacità cinese, sottolinea il Ft, si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge diversi settori industriali europei. Il primo ministro belga Bart De Wever, in una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a marzo, ha evidenziato come il deficit commerciale dell’Ue con la Cina abbia raggiunto i 360 miliardi di euro lo scorso anno, richiamando la necessità di proteggere comparti strategici come farmaceutica, chimica e transizione energetica.

Nella stessa comunicazione, De Wever ha descritto la trasformazione della Cina come un passaggio da “partner e concorrente a rivale sistemico attraverso sovracapacità guidata dallo Stato, aggiornamento tecnologico e controllo strategico delle risorse critiche”.

LA REAZIONE CINESE

Il ministero degli Esteri cinese ha respinto in precedenza le accuse di sovracapacità definendole un “allontanamento dai fatti oggettivi”, aggiungendo che “il protezionismo non può rafforzare la competitività e dare la colpa agli altri non risolve i propri problemi”.

IL MODELLO INDIA

Sandoz ha inoltre indicato la direttiva antidumping introdotta in India all’inizio dell’anno come possibile riferimento normativo. Il provvedimento prevede misure tra cui prezzi minimi di importazione per la famiglia di farmaci dell’amoxicillina, considerati dall’azienda un esempio di intervento regolatorio che l’Europa potrebbe valutare nel proprio quadro di politica commerciale e industriale.

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