Mentre il mondo fa i conti con una possibile carenza di petrolio e gas per via della guerra con l’Iran, si riapre la crisi di Nexperia, l’azienda di semiconduttori con sede nei Paesi Bassi ma controllata da una società cinese.
Il ministero del Commercio della Cina ha parlato infatti di “nuovi conflitti” tra Nexperia e la sua sussidiaria cinese che potrebbe avere delle ripercussioni sulle forniture di microchip. L’industria automobilistica è particolarmente esposta, essendo una grande utilizzatrice dei componenti di Nexperia per le centraline e per gli altri sistemi elettronici dei veicoli.
DA DOVE NASCE LA CRISI DI NEXPERIA
Il 30 settembre il governo dei Paesi Bassi aveva assunto il controllo di Nexperia, ufficialmente per prevenire possibili trasferimenti di tecnologie e produzione in Cina. Pechino aveva denunciato il “sequestro” dell’azienda ai danni del gruppo controllante, Wingtech, decidendo di imporre delle restrizioni alle esportazioni di microchip finiti: è vero che la maggior parte della manifattura dei semiconduttori di Nexperia si svolge in Europa, ma la fase ultima di confezionamento (o packaging) avviene in territorio cinese.
L’intervento dell’esecutivo olandese era legato al fatto che Wingtech era stato inserita dagli Stati Uniti in una “lista nera” con l’accusa di stare aiutando il governo della Cina ad acquisire tecnologie sensibili per la manifattura di microchip, un settore nel quale il paese è in ritardo. Le restrizioni commerciali applicate su Wingtech erano state poi estese a Nexperia, in quanto sua controllata.
A quel punto, per scongiurare il rischio che Nexperia trasferisse in Cina tutte le sue attività e lasciasse “scoperta” l’Europa, i Paesi Bassi avevano deciso di prenderne il controllo, richiamandosi a una legge degli anni Cinquanta: avevano sospeso il direttore esecutivo, posto sotto custodia le azioni e si erano garantiti la possibilità di bloccare o revocare le decisioni del consiglio di amministrazione.
COSA È SUCCESSO DI NUOVO
La crisi su Nexperia è rientrata sul finire di novembre scorso – i Paesi Bassi hanno fatto un passo indietro e la Cina ha allentato i controlli sulle esportazioni -, senza però risolversi definitivamente. Anzi, stando a Reuters i contrasti tra la sede centrale olandese e la sussidiaria cinese “si sono solo intensificati”.
La situazione è nuovamente precipitata dopo che la sussidiaria cinese di Nexperia, quella che si occupa del packaging dei microchip, ha accusato la sede centrale di aver disattivato gli account aziendali di tutti i dipendenti in Cina. A questo proposito, il ministero del Commercio cinese ha accusato Nexperia Netherlands di aver “gravemente compromesso la normale produzione e il normale funzionamento dell’azienda. Se ciò dovesse provocare nuovamente una crisi globale nella produzione e nella catena di approvvigionamento dei semiconduttori, i Paesi Bassi dovranno assumersene la piena responsabilità”.
Nexperia non ha negato la disattivazione degli account, ma ha negato che questa decisione abbia avuto delle ripercussioni negative sulle operazione di packaging in Cina. Le frizioni tra la sede centrale olandese e la sussidiaria cinese sono dovute alla decisione di quest’ultima di dichiararsi indipendente dopo l’azione del governo dei Paesi Bassi contro Wingtech.
LE CASE AUTOMOBILISTICHE PIÙ ESPOSTE A NEXPERIA
Una delle case automobilistiche più esposte alla crisi di Nexperia è la tedesca Volkswagen, che mesi fa era arrivata a valutare la sospensione della produzione dei modelli Golf e Tiguan. L’italo-francese Stellantis, invece, aveva creato una war room – cioè una sorta di unità di crisi temporanea – per il monitoraggio delle forniture di microchip. Mentre la società giapponese Honda aveva addirittura rivisto al ribasso le sue previsioni sugli utili dopo aver dovuto sospendere la produzione in diversi stabilimenti.
I semiconduttori realizzati da Nexperia non sono particolarmente sofisticati, ma sono diffusissimi nel settore automobilistico: una singola vettura può contenerne centinaia; servono a far funzionare gli interruttori o i comandi del volante, tra gli altri scopi.







