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Italia e Francia sbrindelleranno il fast fashion?

Italia e Francia non sono nuove alla guerra a colossi dell'ultra-fast fashion come Shein ma ora hanno siglato un’agenda condivisa per l’industria e la competitività in Europa, che tocca anche i settori automobilistico, energetico e tecnologico. Ecco cosa prevede

 

Nuova alleanza tra Roma e Parigi che hanno siglato un’intesa strategica per difendere l’industria europea e l’autonomia del mercato unico dalle crescenti pressioni della concorrenza globale.

Ieri il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il suo omologo Sébastien Martin hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta che pone l’accento sul contrasto immediato all’ultra-fast fashion, la riforma del settore automobilistico e la protezione delle produzioni energivore, sollecitando riforme strutturali e nuovi strumenti di finanziamento come il Fondo europeo per la competitività.

UNITI CONTRO L’ULTRA-FAST FASHION

Già da tempo unite nella crociata contro Shein e simili, Italia e Francia, le due capitali della moda, hanno identificato i modelli di business dell’ultra-fast fashion come una delle principali minacce alla competitività industriale e alla sicurezza dei consumatori, rilevando “crescenti criticità” legate alla concorrenza sleale, alla presenza di contenuti pericolosi e alla sostenibilità ambientale.

La strategia concordata prevede un approccio europeo coordinato per assicurare che ogni prodotto immesso nel mercato unico, specialmente se proveniente da piattaforme online di Paesi terzi, rispetti integralmente le norme Ue in materia di trasparenza e vigilanza.

Viene inoltre richiamata con forza la lettera inviata alla Commissione nel dicembre 2025 per definire iniziative comuni contro il fenomeno dell’e-commerce extra-Ue, chiedendo l’uso pieno di strumenti come il Digital Services Act e il Regolamento Cpc per garantire la responsabilità delle piattaforme.

STRUMENTI DI VIGILANZA E PASSAPORTO DIGITALE DEL PRODOTTO

Per arginare l’afflusso massiccio di beni non conformi, i due Paesi chiedono un aumento delle risorse per le autorità di vigilanza alle frontiere e la possibile istituzione di un’autorità europea specifica per l’e-commerce.

Un pilastro di questa riforma è l’introduzione obbligatoria del passaporto digitale del prodotto (Dpp), definito come un “potente strumento per facilitare la vigilanza del mercato” che fornirà informazioni digitali di conformità per ogni bene venduto online.

Parallelamente, è prevista la revisione del Regolamento sulla vigilanza del mercato e del New Legislative Framework (Nlf) per adeguare la normativa alle sfide poste dalle transizioni verde e digitale e contrastare i prodotti non conformi provenienti da Paesi terzi.

FISCALITÀ DOGANALE E RESPONSABILITÀ DELLE PIATTAFORME

Sul fronte economico, Roma e Parigi sostengono una riforma complessiva del quadro doganale dell’Ue che includa un regime daziario armonizzato per le spedizioni di basso valore, volto a impedire l’elusione delle tariffe. In attesa di questo sistema definitivo, Italia e Francia hanno già promosso misure nazionali transitorie, come un “prelievo di 2 euro sui piccoli pacchi”.

Le piattaforme online sono chiamate a esercitare una due diligence rigorosa, garantendo trasparenza sui commercianti e collaborando attivamente per la “tempestiva rimozione di beni illegali o non sicuri” secondo gli obblighi del Digital Services Act. L’obiettivo finale è una maggiore tracciabilità lungo le catene globali del valore per salvaguardare la resilienza dell’industria europea.

RIFORMA DELL’AUTOMOTIVE E SETTORI ENERGIVORI

Urso e Martin sono anche intervenuti su altri comparti tra cui quello automobilistico europeo, che necessita di condizioni di parità per affrontare “pressioni senza precedenti derivanti da concorrenza sleale” e sovraccapacità sovvenzionate da Paesi terzi.

La dichiarazione sottolinea che la transizione verso la neutralità climatica deve preservare l’occupazione e la leadership tecnologica, chiedendo di promuovere veicoli con un elevato contenuto prodotto nell’Ue e di definire “obiettivi più realistici per i veicoli commerciali leggeri” nel breve periodo.

Per le industrie energivore come acciaio e chimica, si sollecita invece l’estensione del Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) a tutte le catene strategiche e interventi urgenti contro la carenza di rottami metallici, promuovendo requisiti “Made in EU” negli appalti pubblici.

SOVRANITÀ TECNOLOGICA E SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA

La cooperazione tra Italia e Francia mira inoltre a ridurre le dipendenze esterne nei settori dei semiconduttori e delle materie prime critiche attraverso una revisione ambiziosa dell’European Chips Act e investimenti congiunti dal segmento estrattivo a quello del riciclo.

Per favorire la crescita delle imprese, si propone il passaggio a un approccio “competitiveness-first”, riducendo gli oneri amministrativi e creando la “Societas Europaea Simplicior (Ses)”, una forma societaria semplificata per facilitare le operazioni transfrontaliere delle Pmi.

Infine, i due Paesi sostengono la creazione di un Fondo europeo per la competitività nel prossimo bilancio Ue per finanziare l’industrializzazione dell’innovazione e lo sviluppo di tecnologie strategiche come l’intelligenza artificiale e il nucleare di nuova generazione.

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