Acque agitate nella società quotata The Italian Sea Group.
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CHE COSA STA SUCCEDENDO A THE ITALIAN SEA GROUP
The Italian Sea Group, azienda attiva nel settore della nautica di lusso balzata agli onori delle cronache per la vicenda del Bayesian, yacht a vela affondato in acque palermitane durante una tempesta notturna costruito dalla vecchia gestione di Perini Navi, dal 2022 nel portafogli di Tisg (che si è sempre detta estranea alla tragedia), comunica in una nota che il collegio sindacale e la società di revisione BDO hanno trasmesso al Cda lo scorso 25 febbraio “apposite segnalazioni” ai sensi dell’art. 25-octies del D.Lgs. n. 14/2019, rilevando la “probabile sussistenza” dei presupposti per l’attivazione delle procedure di regolazione della crisi e “concedendo all’organo amministrativo un termine di dieci giorni per riferire loro in merito alle iniziative intraprese e da intraprendere” sottolineando come si dettaglierà meglio a breve la sussistenza di presunte “irregolarità” in capo ad alcune figure del team manageriale avvenute, pare, senza metterne al corrente Ceo, Consiglio di amministrazione e naturalmente gli organi deputati alla vigilanza.
COSA NON TORNA NEI BILANCI DI ITALIAN SEA GROUP
La segnalazione segue alla due diligence condotta da Kpmg che ha evidenziato “significativi costi extra budget nell’esecuzione delle commesse” e una “progressiva erosione della cassa, che ha generato una crisi finanziaria tale da rendere necessario il finanziamento soci da 25 milioni”. Dalle prime risultanze della due diligence sono emerse irregolarità in capo ad “alcune figure apicali dell’azienda, tra l’altro dichiaratesi autori e responsabili di azioni compiute a totale insaputa dell’a.d., del cda e degli organi di controllo”.
L’Amministratore delegato, si legge su Teleborsa, ha riferito al Cda che la società ha provveduto ad inviare formali lettere di contestazione disciplinare, in alcuni casi con sospensione cautelativa, ai responsabili individuati ad oggi. Kpmg svolgerà una due diligence forensic avente ad oggetto tutta la gestione delle commesse in essere, il modello di controllo interno e la gestione finanziaria. L’attività avrà una durata stimata per la prima fase preliminare di sei settimane per poi estendere successivamente i campionamenti nei due mesi seguenti anche sulla base delle evidenze che emergeranno.
Dalle analisi preliminari – precisa la nota – si evidenzia che una parte significativa dei costi extra budget sembrerebbe tuttavia già essere transitata a conto economico nel corso dei precedenti esercizi, mentre il residuo sulle commesse a finire sarà ordinariamente stanziato a Bilancio, secondo i principi contabili. Le tempistiche definitive per la rendicontazione contabile e per la predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2025 sono stimate in circa tre mesi a partire dall’avvio della due diligence forensic.
IL CDA PERDE PEZZI IMPORTANTI
Tra il 26 e il 27 febbraio, il consiglio di amministrazione ha registrato tre dimissioni di peso: prima del presidente Filippo Menchelli e del suo vice Marco Carniani. Quindi è stata la volta di Laura Angela Tadini. A prendere il posto di Menchelli è l’ad nonché primo azionista al 53,6% di Tisg, Giovanni Costantino (in foto). Repubblica in merito parla di ” tensioni con Costantino”. “Ad alimentarle, annota il quotidiano romano, una situazione finanziaria difficile: appena il 18 febbraio, Tisg aveva annunciato l’emersione «di extra budget nella maggioranza delle commesse in progress», con impatti negativi sulla posizione di cassa. Per colmare il fabbisogno di denaro, era sceso in campo lo stesso Costantino, staccando un assegno da 25 milioni, tecnicamente un “finanziamento soci”, per mettere in sicurezza la società”.
La scorsa settimana Repubblica in particolare sottolineava come “Menchelli e Carniani” contestassero «integralmente quanto riferito dall’ad nel cda del 18 febbraio e l’informativa sulla situazione finanziaria». Perciò intendono «verificare la corretta gestione della società negli ultimi anni da parte dell’ad».Tisg, a sua volta, «contesta fermamente le motivazioni dei dimissionari, ritenendole integralmente infondate e non rispondenti al vero» e preannuncia «un puntuale accertamento dei fatti». Quanto poi alle dimissioni di Tadini, «è emersa una divergenza di vedute» con il resto del cda «in ordine alla gestione della situazione». Il quotidiano fondato da Scalfari evidenziava anche un aspetto: “Tadini è manager della Giorgio Armani, a sua volta socia al 4,99% di Tisg”.
A prescindere da ciò, per avere una immagine nitida delle difficoltà del periodo è sufficiente fare un rapido controllo su Google dei prezzi delle azioni per notarne il continuo dimagrimento dall’incidente del Bayesian. Proprio Nel 2024, difatti, il titolo aveva toccato i massimi fotografati negli ultimi 5 anni.
IN CHE ACQUE NAVIGANO I CONTI DI TISG?
Secondo gli ultimi dati rintracciabili online su testate di settore, al 30 settembre 2025 e dunque con riferimento ai primi nove mesi dello scorso anno The Italian Sea Group registrava ricavi per 262,3 milioni di euro, in calo del 10,2% rispetto ai 292 milioni dei primi nove mesi 2024. L’Ebitda si attestava a 42,6 milioni (-15%), con un margine del 16,2%. Il Risultato Netto di Gruppo scendeva a 16,6 milioni di euro (-56%, dato che risentiva del confronto con il 2024, quando il bilancio beneficiò della plusvalenza generata dalla vendita del cantiere di Viareggio).
Il portafoglio ordini complessivo (Shipbuilding e Refit) ammontava a 1,15 miliardi di euro, rispetto a 1,24 miliardi di fine 2024. La raccolta ordini del trimestre è pari a 105 milioni di euro. Il Net Backlog, ossia il valore residuo dei contratti su yacht non ancora consegnati al netto dei ricavi già contabilizzati, è pari a 416 milioni di euro, in lieve diminuzione rispetto ai 433 milioni del 31 dicembre 2024. La Posizione Finanziaria Netta risultava negativa per 70,6 milioni di euro, in peggioramento sia rispetto ai -12,5 milioni del 31 dicembre 2024 sia ai -19,6 milioni del 30 settembre 2024.








