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Non solo Airbus, tutti gli affarucci della Germania con la Cina

Tra affari e tensioni, dal viaggio in Cina Merz porta a casa un contratto per Airbus.

Fino a 120 nuovi aeromobili Airbus: è questo il risultato più concreto e immediato della visita di Stato del cancelliere tedesco Friedrich Merz a Pechino, dove la Repubblica Popolare Cinese ha formalizzato un’importante commessa con il costruttore aeronautico europeo. L’annuncio è arrivato al termine dell’incontro tra Merz e il presidente cinese Xi Jinping, aggiungendo un capitolo di rilievo a una trasferta diplomatica tutt’altro che priva di attriti.

Perché se l’intesa commerciale con Airbus brilla come il risultato più tangibile del viaggio, il contesto complessivo racconta di rapporti tra Berlino e Pechino profondamente mutati rispetto all’epoca in cui Angela Merkel, godendo dei frutti dell’epoca d’oro della globalizzazione, riusciva a tessere con la Cina una rete di relazioni privilegiate. Quella stagione è tramontata, e il cancelliere Merz lo sa bene: la sua missione cinese (che si conclude oggi con la tappa di Hangzhou) ha richiesto equilibrio, misura e una buona dose di pragmatismo.

TRA GESTI DI CORTESIA E DIALOGO SERRATO

Nel pieno delle celebrazioni del Capodanno lunare, la leadership cinese ha riservato a Merz un’accoglienza formalmente calorosa. Sia il primo ministro Li Qiang che il Presidente Xi Jinping hanno interrotto le proprie vacanze per incontrare l’ospite tedesco nella residenza ufficiale destinata ai capi di Stato stranieri. Il cancelliere ha espressamente ringraziato entrambi per questo segnale di rispetto protocollo.

Xi, dal canto suo, ha manifestato il proprio apprezzamento per i legami con la Germania, dichiarandosi pronto a elevare il “partenariato strategico globale” tra i due paesi a “un livello inedito di profondità”. Merz, a sua volta, ha rimarcato come Berlino e Pechino vantino decenni di solide relazioni bilaterali e come egli intenda proseguire lungo quella traiettoria consolidata, “coltivando e approfondendo i legami dovunque ciò risulti possibile”.

CINQUE ACCORDI E UN TERRENO DI INTESA COMUNE

Oltre alla maxi-commessa aerea, la visita ha prodotto risultati concreti anche sul piano diplomatico. Al termine dei colloqui, alla presenza di entrambe le delegazioni, sono stati sottoscritti cinque accordi intergovernativi. I temi coperti spaziano dalla cooperazione nella gestione dei cambiamenti climatici alla collaborazione per il contrasto delle epizoozie animali, fino a intese meno formali ma simbolicamente significative, come i protocolli d’intesa tra le rispettive federazioni calcistiche e di tennis tavolo, sport quest’ultimo in cui i cinesi sono leader mondiali e i tedeschi campioni europei. Merz ha inoltre preannunciato per i prossimi mesi visite dei ministri competenti, prefigurando un calendario fitto di scambi e consultazioni nel corso dell’anno.

La dimensione europea ha fatto da sfondo a tutta la visita: il cancelliere ha tenuto a ribadire che la Germania agisce sempre come membro pienamente integrato dell’Unione Europea, e che le questioni di politica monetaria e commerciale vengono necessariamente rappresentate in sede comunitaria.

LE TENSIONI SOTTOTRACCIA: SQUILIBRI COMMERCIALI E CONCORRENZA SLEALE

Sotto la superficie degli accordi e delle strette di mano, tuttavia, il dialogo tra le due parti non è stato privo di momenti di attrito, secondo quanto riporta la stampa tedesca. Merz ha sollevato apertamente il tema degli squilibri nella bilancia commerciale, originati a suo avviso dall’eccesso di capacità produttiva dell’industria cinese, che riversa sui mercati internazionali volumi difficilmente sostenibili per i competitor europei.

Il cancelliere ha insistito sulla “necessità di regole condivise, trasparenza e affidabilità reciproca”, ribadendo che la concorrenza tra imprese deve svolgersi su un piano di parità. Li Qiang ha risposto rivendicando i decenni di prosperità che le aziende tedesche hanno saputo costruire operando sul mercato cinese, un richiamo alla storia che – sempre secondo indiscrezioni di stampa tedesca – ha reso il tono dei colloqui più vivace del previsto. Dal canto suo, Pechino ha ribadito il proprio impegno a favore del libero scambio globale, lanciando un appello a contrastare insieme le derive protezionistiche che si registrano in alcune aree del mondo: riferimento non velato alle politiche tariffarie statunitensi.

AD HANGZHOU, LA SILICON VALLEY CINESE

Nell’ultima giornata della sua visita, Merz lascia Pechino e si sposta ad Hangzhou, nella Cina orientale. La metropoli affacciata sul celebre Lago Occidentale ambisce a essere molto più di una meta turistica o del semplice capoluogo dello Zhejiang, la provincia più prospera del paese: Hangzhou si candida al ruolo di polo tecnologico d’eccellenza, la risposta cinese alla Silicon Valley californiana. Una vocazione che la città ha coltivato con una strategia di posizionamento aggressiva fin dai primi mesi del 2025, guadagnandosi ampia risonanza sulla stampa internazionale.

A favorirne l’ascesa anche una posizione geografica invidiabile: il collegamento ferroviario ad alta velocità con Shanghai copre la distanza in poco più di quaranta minuti. È in questo ecosistema che il cancelliere e la sua delegazione imprenditoriale (30 manager tra cui figurano anche i capi dei gruppi Mercedes, Bmw e Volkswagen) vogliono esplorare le possibilità di sinergia tra il tessuto industriale tedesco e il fermento innovativo cinese.

Il programma della tappa è prettamente economico: esclude esplicitamente i dossier più spinosi della geopolitica (Mosca, Taiwan) per concentrarsi invece sulle opportunità concrete: come la Germania possa inserirsi nel nuovo ecosistema tecnologico cinese, e come la Cina possa beneficiare degli investimenti tedeschi.

Tra le tappe previste – secondo il programma ufficiale diffuso dall’ufficio stampa della cancelleria – figura la visita alla start-up di robotica Unitree, appartenente al gruppo delle cosiddette “Six Little Dragons”, un marchio coniato ad arte nell’ambito di una sapiente operazione di marketing urbano per designare le sei principali realtà tecnologiche locali di punta.

UN PRUDENTE RIPOSIZIONAMENTO STRATEGICO

Gli incontri di Pechino hanno segnato per Merz un aggiustamento della propria linea nei confronti della Cina. Il cancelliere, che partiva da posizioni critiche verso Pechino, ha scelto di descrivere la Cina come “un partner strategico”, abbandonando pubblicamente la categoria della rivalità sistemica che aveva invece contraddistinto i documenti ufficiali della precedente strategia tedesca elaborata dal governo Scholz, sotto pressione soprattutto dei Verdi.

Un avvicinamento cauto, ma consapevole. Merz ha enfatizzato l’esistenza di un “notevole potenziale di crescita” comune, a condizione che i canali di comunicazione restino aperti e le regole vengano rispettate da entrambe le parti.

Sullo sfondo rimane la questione della dipendenza tedesca dalle materie prime e dalle terre rare di provenienza cinese, nodo strutturale che il governo di Berlino intende ora affrontare senza tuttavia compromettere relazioni commerciali di cui l’economia tedesca non può ancora fare a meno.

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