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Tutti i numeri di Poste Italiane e le strategie su Tim e Psn

Ecco i dettagli sui risultati preliminari 2025 e sull’aggiornamento del piano strategico 2026 di Poste Italiane

Ricavi e redditività in aumento per Poste Italiane anche nel 2025.

Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante ha chiuso lo scorso anno con ricavi che hanno toccato “il massimo storico di 13,1 miliardi di euro, il Risultato operativo (Ebit) Adjusted ha registrato un livello record pari a 3,24 miliardi di euro e l’utile netto si è attestato a 2,22 miliardi di euro, in linea con la nostra guidance aggiornata, risultati che posizionano la società in anticipo rispetto agli obiettivi fissati nel piano strategico 2024-28”. È quanto ha reso noto oggi Poste italiane, il cui cda presieduto da Silvia Maria Rovere ha approvato ieri i risultati preliminari relativi all’esercizio 2025 e l’aggiornamento del Piano strategico del 2026.

Circa Tim – ricordiamo che l’anno scorso il gruppo postale ha acquistato il 27% dell’ex monopolista della telefonia – in qualità di  “maggiore azionista strategico”, Poste ha favorito la “stabilizzazione della governance” e “lo sblocco delle priorità strategiche a beneficio della creazione futura di valore e di rendimenti sostenibili per gli azionisti” ha assicurato l’ad Del Fante. Allo stesso tempo il gruppo postale è pronto ad accelerare la trasformazione digitale con i negoziati con Cdp per acquisire il 20% del Polo strategico nazionale (Psn) costituito nell’ambito della “Strategia Cloud Italia” prevista dal Pnrr, realizzato attraverso la convenzione con Polo Strategico Nazionale S.p.A., società partecipata da Tim, Leonardo, Cassa Depositi e Prestiti (Cdp, tramite la controllata Cdp Equity) e Sogei.

Tutti i dettagli.

FATTURATO IN CRESCITA

Al 31 dicembre 2025 la società ha registrato ricavi pari a 13 miliardi di euro, in crescita del 4,2% anno su anno (3,5 miliardi di euro nel quarto trimestre del 2025, +3,5% anno su anno), “sostenuti da una solida performance commerciale nei prodotti di risparmio e investimento, dai rendimenti del portafoglio investimenti e dalla continua razionalizzazione dei costi” indica la nota.

Nello specifico, la società ha registrato una solida dinamica commerciale in tutti i comparti. Il settore Pacchi e Logistica ha confermato la leadership di Poste con 349 milioni di item consegnati, mentre i Servizi Finanziari hanno raggiunto ricavi per 5,7 miliardi grazie alla gestione del portafoglio investimenti e a una raccolta netta positiva. Nel comparto assicurativo si è distinta la branca Protezione, con premi lordi in crescita del 21%.

RISULTATO OPERATIVO

Il risultato operativo (Ebit) adjusted tocca “livelli record” nell’esercizio appena concluso attestandosi a 3,24 miliardi di euro, in crescita del 9,6%, anno su anno e in linea con la guidance aggiornata per il 2025.

CRESCE A DOPPIA CIFRA L’UTILE NETTO

Nel 2025 anche l’utile netto pari a 2,2 miliardi di euro risulta in crescita del 10,3% anno su anno.

STABILI I COSTI

Iniziano a diminuire leggermente i costi totali dell’esercizio 2025, pari a 10,8 miliardi, in calo dello 0,1% anno su anno (3,0 miliardi nel quarto trimestre del 2025, -8,1% anno su anno). Nel dettaglio, i costi ordinari del personale dell’esercizio 2025 sono pari a 5,6 miliardi, in crescita dell’1,3% anno su anno (1,4 miliardi nel quarto trimestre del 2025, -1,9% anno su anno), “dovuti ad un più alto numero di fte e ad una maggiore retribuzione variabile” precisa la nota. Per quanto riguarda i costi non-hr dell’esercizio 2025, questi ammontano a 4,7 miliardi di euro, in crescita del 5,3% anno su anno (1,3 miliardi nel quarto trimestre del 2025, +5,4% anno su anno), per effetto della crescita del business e della trasformazione.

CRESCONO LE ATTIVITÀ FINANZIARIE INVESTITE

Passando alle attività finanziarie investite (Afi) dei clienti del gruppo, queste hanno raggiunto 600 miliardi di dollari, in crescita di 10 miliardi di euro da dicembre 2024: raccolta netta positiva di 2,5 miliardi nei prodotti di investimento. Secondo la società “la raccolta netta del risparmio postale è migliorata anno su anno, grazie alla performance solida dei buoni postali e alle iniziative per attrarre nuova liquidità”.

I DIVIDENDI IN ARRIVO

In virtù di questa solidità finanziaria, Poste Italiane ha proposto un dividendo per azione di 1,25 euro, segnando un incremento del 16% rispetto all’esercizio precedente, corrispondente a un payout ratio del 73% e a una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi di euro. “Dal 2016 abbiamo distribuito quasi 9 miliardi di euro ai nostri azionisti” ricorda l’ad Del Fante aggiungendo che la prossima cedola “conferma in modo chiaro il nostro impegno nel garantire rendimenti sostenibili e attraenti per gli azionisti”.

GUIDANCE 2026

Per quanto riguarda gli obiettivi per il 2026, la guidance punta a un ulteriore rafforzamento con un EBIT adjusted superiore a 3,3 miliardi di euro e un utile netto di 2,3 miliardi, – rispetto ai 2,2 miliardi di euro dell’anno scorso – “al netto del contributo derivante dalla partecipazione in Tim” chiarisce Del Fante.

LE PAROLE DEL CEO

Il numero uno di Poste Italiane Matteo Del Fante ha definito il 2025 un “anno eccezionale”, avendo registrato “i migliori risultati della nostra storia” con “ricavi e redditività a livelli record”. La performance è stata “rilevante in tutte le aree di business”, merito di una “dinamica commerciale solida” e una “disciplina dei costi rigorosa”. Il manager rivendica una “leadership digitale” alimentata da “investimenti nell’intelligenza artificiale”, capace di “anticipare le esigenze dei clienti”.

Come ricordato da Reuters, Del Fante, il cui mandato scade ad aprile, si è candidato per un nuovo mandato triennale, ma non c’è ancora una decisione politica sul suo futuro, con le nomine delle partecipate che entreranno in una fase critica nelle prossime settimane.

I PROGETTI SUL CLOUD CON IL PSN

Infine, Poste Italiane, come annunciato dal comunicato sui conti, sta trattando per acquisire il 20% del Psn, “asset strategico che fornisce alle Pubbliche amministrazioni tecnologie e infrastrutture cloud avanzate”.

La trattativa, secondo quanto risulta a Radiocor, è con l’azionista Cdp che possiede il 20% del Polo. La lettera di intenti firmata alla fine del 2025 per dare vita a una joint venture con Tim Enterprise, prosegue la nota di Poste, dedicata ai servizi It basati sul cloud segna un nuovo passo decisivo verso l’innovazione digitale e, nell’ambito dell’obiettivo di sviluppo sinergico del cloud e della sovranità e confidenzialità dei dati.

Sovranità digitale richiamata anche ieri dall’ad di Tim Pietro Labriola, in in vista della potenziale jv tra Tim Enterprise e Poste su una serie di servizi legati ad AI e cloud sovrano. “Stiamo costruendo una convincente proposition di cloud sovrano”, ha sottolineato Labriola nella call in cui ha annunciato un ritorno atteso alla remunerazione degli azionisti dal 2027 per 500 milioni. Il piano sulle sinergie di Tim con Poste Italiane nel suo complesso sarà svelato in occasione del Capital Market Day che si terrà dopo l’estate.

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