Maggiore redditività, struttura finanziaria rafforzata e dividendi e buyback nel mirino.
È la declinazione di Tim presentata dal numero uno di Pietro Labriola, durante la call con gli analisti a seguito della diffusione dei dati preconsuntivi al 31 dicembre 2025.
Quello appena trascorso rappresenta il primo esercizio completo del Gruppo nel nuovo perimetro industriale e finanziario, caratterizzato da una struttura semplificata, minore intensità di capitale e forte focalizzazione sulla generazione sostenibile di cassa, indica la nota della società. Ieri il cda di Tim ha approvato infatti l’aggiornamento del budget e della guidance per il 2026, confermando i trend di crescita previsti negli obiettivi già presentati al mercato per l’esercizio.
“Il 2025 conferma il completamento della trasformazione avviata nel 2022. Tim presenta oggi una struttura finanziaria rafforzata, maggiore redditività e una generazione sostenibile di cassa” ha commentato l’ad dell’operatore tlc italiano, Pietro Labriola sottolineando che “nel 2025 abbiamo raggiunto i nostri obiettivi per il quarto anno consecutivo, rafforzando la nostra reputazione in termini di risultati e credibilità sul mercato”.
Allo stesso tempo Labriola mette le mani avanti: sulla guidance 2026 zero earn out su Netco (l’operazione di scorporo della rete fissa dall’ex monopolista telefonico da 18,8 miliardi di euro) nessun contributo sostanziale da sinergie con Poste.
Tutti i dettagli.
I CONTI 2025 DI TIM
Tim ha chiuso l’esercizio 2025 con ricavi totali a 13,7 miliardi di euro, in crescita del 2,7% anno su anno (+1,9% nel domestico a 9,5 miliardi di euro, +4,6% in Brasile a 4,2 miliardi di euro); i ricavi da servizi di Gruppo sono in crescita del 3,5% anno su anno a 12,9 miliardi di euro (+2,7% nel domestico a 8,8 miliardi di euro, +5,2% in Brasile a 4,1 miliardi di euro). In crescita anche l’Ebitda del 6,4% su base annua a 4,4 miliardi di euro.
Il margine operativo lordo (Ebitda) After lease di gruppo sale al 26,9% dei ricavi, a 3,7 miliardi di euro, in aumento del 6,5% anno su anno (+5,1% nel domestico a 2,0 miliardi di euro, +8,5% in Brasile a 1,7 miliardi di euro).
I RISULTATI DELLE DIVISIONI
Nello specifico, Tim Consumer ha archiviato il 2025 con ricavi totali in leggero calo dello 0,9% su anno a 6 miliardi, mentre i ricavi da servizi sono sostanzialmente stabili a 5,5 miliardi (-0,6% anno su anno). Tim Enterprise ha registrato ricavi totali pari a 3,5 miliardi, in crescita del 7,0%, e ricavi da servizi pari a 3,3 miliardi, in aumento del 8,6% anno su anno, continuando a performare meglio del mercato di riferimento e con un trend di crescita tendenziale che ha raggiunto il quattordicesimo trimestre consecutivo. Il Cloud si conferma la principale linea di business e quella a maggior crescita, con un aumento dei ricavi da servizi del 24% su anno, anche grazie al Polo Strategico Nazionale, il cui contributo raddoppia anno su anno, indica la nota del gruppo. Tim Brasil ha registrato ricavi totali pari a 4,2 miliardi (+4,6%) e ricavi da servizi pari a 4,1 miliardi (+5,2%).
SCENDE IL DEBITO
Al 31 dicembre 2025 l’indebitamento finanziario netto rettificato After lease scende sotto 6,9 miliardi di euro, grazie anche alla forte generazione di cassa, con un Equity Free Cash Flow After Lease di oltre 0,7 miliardi di euro nel quarto trimestre.
CONFERMATA LA GUIDANCE 2026
Inoltre, come già detto, il cda presieduto da Alberta Figari ha approvato l’aggiornamento del budget e della guidance per il 2026, confermando i trend di crescita previsti negli obiettivi già presentati al mercato per l’esercizio. Nello specifico, per l’anno in corso la società prevede Ricavi di Gruppo in crescita tra 2 e 3% da 13,7 miliardi di euro nel 2025. Per Tim Domestic i ricavi sono attesi in crescita tra 1 e 2% da 9,5 miliardi dello scorso esercizio. L’Ebitda After Lease di gruppo è stimato in aumento tra 5 e 6% da 3,7 miliardi del 2025 e quello relativo a Tim Domestic in crescita di circa il 4% da 2 miliardi del 2025.
I Capex di Gruppo sono previsti inferiori al 14% dei ricavi nel 2026, mentre quelli relativi a Tim Domestic a circa il 12% dei ricavi.
LE PAROLE DEL CEO
Tim prevede “il capital market day nella seconda metà dell’anno, dopo l’estate, dopo aver avuto piena visibilità” su vari punti chiave “come la conversione delle risparmio” e la “definizione del perimetro di sinergie con Poste” ha spiegato Pietro Labriola, ad di Tim, aprendo la presentazione dei risultati preliminari per il 2025.
Il 2025, ha aggiunto, “ha segnato un passo decisivo nel nostro percorso” e sono stati “raggiunti i target per il quarto anno positivo”. In più “l’investimento di Poste in Tim ha rafforzato la base azionaria, migliorando la stabilità della governance e garantendo il pieno allineamento alla direzione strategica del gruppo”.
LE PRECISAZIONI SULLLE SINERGIE CON POSTE E SULL’ACCORDO CON FASTWEB-VODAFONE
Allo stesso tempo, parlando delle previsioni per l’anno in corso nella call con gli analisti, Labriola ha chiarito che “Non prevediamo un contributo sostanziale dalle sinergie con Poste Italiane nel 2026”. “Nessun impatto sostanziale” neanche dall’accordo condivisione del ran con Fastweb+Vodafone, salvo autorizzazione dell’autorità di vigilanza”.
Le società stanno aspettando infatti il via libera dell’autorità Agcom e “ci aspettiamo nel 2029 di avere risparmi. Condivideremo una serie di costi, anche quelli energetici”, spiegano i vertici di Tim nella call.
In più la “nostra guidance prevede un conferimento pari a zero per l’earn out” legato alla cessione di Netco, la rete fissa gestita oggi in Fibercop. Eventuali earnout sarebbero, dunque, aggiuntivi rispetto alla guidance.
DIVIDENDI IN ARRIVO
Rispondendo ad una domanda degli analisti sui dividendi, l’ad di Tim Labriola ha affermato che si punta a pagare complessivamente una cifra di 500 milioni di euro nel 2027, corrispondente al 70% dell’Equity Free Cash Flow After lease ed al netto del canone di concessione e dei dividendi alle minoranze di Tim Brasil.
IL BUYBACK
Ci sarà poi un buyback pari al 50% dei proventi incassati dalla cessione di Sparkle, dopo il completamento dell’operazione, ed un pagamento cash di massimi 700 milioni agli azionisti di risparmio a seguito della conversione delle azioni entro la fine di maggio.
LA CESSIONE SPARKLE
Infine, per il closing sulla cessione di Sparkle “siamo in attesa dell’approvazione per due Paesi” ma “siamo fiduciosi di avere l’approvazione entro fine aprile. Siamo ottimisti in questo senso” ha fatto sapere il numero uno di Tim, Pietro Labriola, nel corso della call con gli analisti. In sostanza “siamo pronti per notifica finale, il processo è sotto controllo”.







