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Come funziona il piano di Trump per stabilire i prezzi dei minerali critici con l’Ia

Per proteggere l'industria mineraria occidentale dalle manipolazioni di mercato della Cina, gli Stati Uniti stanno pensando di sfruttare l'intelligenza artificiale per stabilire i prezzi dei metalli critici. Tutti i dettagli.

L’amministrazione di Donald Trump vorrebbe usare un programma di intelligenza artificiale del dipartimento della Difesa per definire i prezzi dei minerali critici e favorire gli interscambi tra i paesi partner, in modo da ridurre la dipendenza dell’Occidente dalle forniture cinesi.

IL PROGRAMMA OPEN PER LA DETERMINAZIONE DEI PREZZI DEI MINERALI CRITICI

Nei giorni scorsi il vicepresidente americano Jd Vance ha proposto l’istituzione, da parte degli Stati Uniti e di altre cinquanta nazioni, di “prezzi di riferimento per i minerali critici in ogni fase della produzione”, sostenuti da “tariffe regolabili per mantenere l’integrità dei prezzi”. Secondo le fonti di Reuters, questi prezzi di riferimento verranno fissati dal programma di intelligenza artificiale Open (acronimo di Open Price Exploration for National Security) del dipartimento della Difesa.

L’OBIETTIVO ANTICINESE DI WASHINGTON

Gli Stati Uniti hanno intenzione di creare una vasta zona di scambio per i metalli assieme ai paesi alleati e partner: l’obiettivo ultimo è la riduzione della dipendenza dalla Cina, che domina le supply chain della maggior parte degli elementi che il governo americano considera critici per la difesa, la tecnologia e l’energia.

Pechino ha più volte sfruttato il suo primato sulle filiere minerarie per impedire lo sviluppo della concorrenza, scegliendo di vendere i metalli in perdita così da far precipitare i prezzi di mercato e abbattere la redditività dei progetti occidentali. L’amministrazione Trump, allora, sta cercando un modo per plasmare i prezzi di mercato a sua volta. E a suo vantaggio.

A COSA SERVE IL PROGRAMMA OPEN…

Il programma Open è stato lanciato nel 2023 dalla Darpa, l’agenzia governativa che si occupa della ricerca avanzata finalizzata alla difesa. Serve a calcolare, sfruttando l’intelligenza artificiale, a quale prezzo dovrebbe venire venduto un certo metallo, tenendo conto dei costi di produzione e lavorazione e della manipolazione cinese del mercato.

… E COME VERRÀ APPLICATO

Pare che l’amministrazione Trump voglia applicare, almeno inizialmente, il modello di pricing del programma Open ad almeno quattro elementi critici per la difesa: l’antimonio e il tungsteno, utilizzati nella produzione di munizioni; il gallio per i sensori radar; il germanio per le tecnologie a infrarossi. La Cina ne è la maggiore produttrice al mondo.

– Leggi anche: Perché l’esercito Usa vuole iniziare a raffinare metalli critici

Nelle intenzioni, i prezzi di riferimento stabiliti dal programma Open garantiranno certezza alle società minerarie occidentali e le proteggeranno dalle manipolazioni del mercato della Cina. Il rischio, però, è che il sistema possa far crescere i costi di approvvigionamenti per gli utilizzatori dei metalli critici. Senza contare che, per essere efficace, il meccanismo di fissazione dei prezzi dovrà essere condiviso dagli altri paesi.

NIENTE PREZZI MINIMI GARANTITI

L’amministrazione Trump ha già fatto un passo indietro su una misura particolarmente gradita all’industria mineraria occidentale: l’introduzione di prezzi minimi garantiti per i minerali critici, finalizzati sempre alla protezione dalle pratiche commerciali cinesi. A opporsi a questo sistema sono però le aziende manifatturiere, quelle che utilizzano i minerali nei loro prodotti e che ricercano le forniture più economiche possibile.

– Leggi anche: Come funziona il Project Vault, la nuova riserva di minerali degli Stati Uniti
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