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L’Ucraina quando entrerà nell’Unione europea?

Zelensky chiede una data certa per l'ingresso dell'Ucraina nell'Unione europea, dicendo di sperare nel 2027. Von der Leyen risponde con freddezza. Ma l'adesione di Kiev è una delle poche decisioni totalmente sovrane per Bruxelles.

Sull’adesione all’Unione europea “voglio una data”, ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un’intervista al Financial Times alla vigilia del quarto anniversario dell’aggressione su larga scala della Russia. “Una data chiara per l’adesione dell’Ucraina, l’anno 2027, è molto importante per noi. E spero fattibile”, ha ribadito Zelensky durante una conferenza stampa a Kyiv con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e quello del Consiglio europeo, Antonio Costa.

IL PESO DELLA DECISIONE SULL’INGRESSO DELL’UCRAINA

Nel momento in cui gli europei sono costretti a seguire Trump sui negoziati e faticano a mantenere la parola data su prestito e sanzioni, Zelensky mette l’Ue di fronte alle sue responsabilità su ciò che può fare da soli.

L’ingresso dell’Ucraina è forse una delle poche decisioni totalmente sovrane, che possono essere prese senza dover chiedere nulla a nessuno. Non si tratta dei sistemi Patriot che l’Europa non produce. Non si tratta dell’intelligence che gli americani continuano a fornire. È una decisione politica, che riporta alle origini della guerra nel 2014. È ciò per cui gli ucraini manifestavano a Maidan dopo il rifiuto del filorusso Viktor Janukovyč (su ordine di Putin) di firmare l’accordo di associazione con l’Ue. È ciò per cui combattono da quattro anni contro un esercito infinitamente più potente. E – come ha ricordato Zelensky – è anche ciò che Putin ha sempre cercato di bloccare.

Con l’annessione della Crimea, il separatismo nel Donbass e l’invasione su larga scala del 2022. “Vogliamo una corsia preferenziale per l’adesione”, ha detto il presidente ucraino. “So che Putin bloccherà la nostra adesione in futuro” perché non concepisce l’Ucraina come “un paese europeo”.

LA FREDDEZZA DI VON DER LEYEN

La risposta di von der Leyen e Costa è stata fredda e tecnocratica. “L’Ucraina è sulla buona strada per diventare membro dell’Ue”, ma “questo è un processo basato sul merito” e “la velocità dipende dal paese candidato”, ha spiegato la presidente della Commissione. Von der Leyen si è detta “fiduciosa”, ha promesso “incoraggiamento”, ma fissare una data “per parte nostra non è possibile”. Costa è stato meno esplicito e meno categorico, limitandosi a dire che il futuro dell’Ucraina è dentro l’Ue e a evocare “progressi nel futuro prevedibile” grazie alle discussioni tecniche in corso.

LE POSSIBILI SOLUZIONI CREATIVE

Eppure non mancano soluzioni creative. Alcuni Stati membri immaginano un’adesione politica e parziale dell’Ucraina: entrare nell’Ue, ma senza diritto di veto e con lunghi periodi transitori prima di partecipare alle politiche più sensibili come l’agricoltura o la coesione.

In un discorso una decina di giorni fa, la commissaria all’Allargamento, Marta Kos, si è detta favorevole al dibattito perché l’adesione dovrà far parte di un accordo di pace. “Potreste aver visto diversi modelli proposti da diversi leader europei nelle ultime settimane e mesi. Sono lieta di vedere che questo dibattito si sta intensificando. Apriamo questa discussione, partendo da un presupposto: la piena adesione si ottiene solo dopo riforme complete”, ha detto Kos.

La commissaria lo ha poi confermato. “Stiamo preparando un nuovo approccio, che consentirebbe non solo all’Ucraina, ma anche ad altri paesi candidati, probabilmente i più avanzati, di aderire prima. Ma dobbiamo discuterne con i 27 Stati membri dell’Ue”, ha aggiunto Kos.

(Estratto dal Mattinale europeo)

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