Meta Platforms ha annunciato una serie di accordi per l’acquisto di elettricità da fonte nucleare per oltre 6 gigawatt in tutto, una quantità di energia in grado di alimentare all’incirca cinque milioni di case. Più nello specifico, la società tecnologica di Mark Zuckerberg si rifornirà da tre impianti dell’azienda Vistra e sosterrà lo sviluppo dei piccoli reattori modulari – una tecnologia innovativa e non ancora commercializzata – di Oklo e di TerraPower. Uno degli investitori principali di Oklo è Sam Altman, l’amministratore delegato di OpenAi, mentre TerraPower è stata fondata da Bill Gates.
I DETTAGLI
L’accordo con Vistra prevede che Meta acquisti 2,1 GW dai reattori Davis-Besse e Perry, situati nell’Ohio; altri 433 megawatt saranno forniti attraverso l’espansione produttiva di questi impianti e del reattore Beaver Valley, in Pennsylvania.
Da Oklo, invece, Meta riceverà fino a 1,2 GW dai reattori che l’azienda intende costruire in Ohio e che dovrebbero entrare in funzione nel 2030. Attualmente Oklo è impegnata nello sviluppo di un reattore da 75 MW, ma deve ancora ottenere l’autorizzazione da parte delle autorità federali statunitensi.
Con TerraPower, infine, Meta ha deciso di supportare lo sviluppo di due reattori da 690 MW di capacità che dovrebbero entrare in funzione nel 2032. La società si è anche garantita l’accesso all’output di sei altri reattori – un progetto futuro – dalla capacità complessiva di 2,1 GW.
IL VALORE ECONOMICO
Meta non ha rivelato il valore economico degli accordi, che probabilmente è nell’ordine dei miliardi di dollari. Già lo scorso giugno, peraltro, la società aveva siglato un contratto di fornitura elettrica dalla centrale nucleare di Clinton, gestita da Constellation Energy.
Secondo una stima di Jefferies riportata da Bloomberg, Meta potrebbe pagare l’elettricità almeno 100 dollari al MW.
NON SOLO META: LE BIG TECH HANNO FAME DI ENERGIA NUCLEARE
Anche le altre grandi società tecnologiche statunitensi stanno puntando sul nucleare per alimentare i loro data center – delle strutture molto energivore – per l’intelligenza artificiale.
Ad esempio, circa otto mesi prima dell’accordo con Meta, Constellation Energy aveva firmato un contratto con Microsoft per la fornitura di 837 MW per vent’anni da uno dei reattori della centrale di Three Mile Island, in Pennsylvania.
Amazon e Alphabet, invece, hanno investito nei piccoli reattori modulari, una nuova tecnologia che promette costi e tempi di costruzione più bassi rispetto agli impianti tradizionali, oltre a una maggiore facilità di collocamento: Google si è accordata con Kairos Power e con Talen Energy, mentre Amazon ha fornito capitali a X-energy.
IL VANTAGGIO DEL NUCLEARE
Costruire un reattore nucleare richiede generalmente più soldi e più tempo, per via della maggiore complessità, rispetto a una centrale a gas o a un parco fotovoltaico. Secondo Bloomberg, i costi per l’installazione di 6 GW di nuova capacità nucleare avanzata – come nei casi di Oklo e di TerraPower, che stanno sviluppando tecnologie innovative – potrebbero arrivare a 120 miliardi di dollari. Meta, quindi, potrebbe ritrovarsi a pagare dai 141 ai 220 dollari al megawattora per l’elettricità prodotta da quegli impianti; il prezzo per il gas o per il solare sarebbe molto più basso, sui 50-60 dollari.
Ciononostante, i colossi tecnologici ritengono comunque conveniente il nucleare, per diverse ragioni. Rispetto al gas, è una fonte a zero emissioni che permette loro di rispettare gli impegni di sostenibilità; inoltre, il combustibile nucleare non è soggetto alle stesse variazioni di prezzo, a volte drammatiche, delle fonti fossili. A differenza delle rinnovabili, invece, il nucleare produce elettricità in maniera stabile e continuativa, permettendo di soddisfare il fabbisogno dei data center.
I PROGETTI DI META SUI DATA CENTER PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
“Se non riusciamo a generare più elettricità, ciò potrebbe compromettere la capacità dell’intelligenza artificiale di crescere più rapidamente”, ha dichiarato Urvi Parekh, a capo della divisione Global Energy di Meta. “Il quadro generale consiste nel garantire di avere più soluzioni mano a mano che l’intelligenza artificiale continua a crescere, anziché avere vincoli sulle opzioni e sulle tecnologie che possono essere aggiunte alla rete”.
L’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha manifestato più volte l’intenzione di spendere centinaia di miliardi di dollari entro la fine del decennio nell’intelligenza artificiale e nelle infrastrutture dedicate. Due dei suoi progetti più ambiziosi sono Prometheus, un cluster di centri dati da 1 GW in Ohio che dovrebbe entrare in funzione quest’anno, e Hyperion, un enorme data center da 5 GW in Louisiana.




