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La Spagna sull’orlo di una crisi di nervi da affitti esosi. Report El Pais

La Spagna ha già registrato un decennio di affitti impossibili. E ora... L'articolo del quotidiano spagnolo El Pais tratto dalla rassegna di Liturri

(El País, José Luis Aranda, 21 dicembre 2025)

L’articolo evidenzia come in Spagna, dal 2016, i prezzi degli affitti annunciati sui portali immobiliari siano aumentati del 92%, quasi quattro volte di più rispetto alla crescita salariale del 24%, rendendo l’accesso a un’abitazione conveniente sempre più difficile, soprattutto per i giovani. Superato il 40% del reddito destinato alla casa, contro il 30% considerato sostenibile, il fenomeno è aggravato da bassa offerta, immigrazione, domanda di investitori e di turisti. Esperti attribuiscono il problema a salari bassi, urbanizzazione e speculazione, mentre i proprietari chiedono incentivi. Testimonianze di giovani illustrano frustrazione e precarietà nel mercato locativo.

1. Sul divario tra crescita degli affitti e dei salari:

«Dal 2016, i salari sono cresciuti in Spagna intorno al 24%, mentre gli affitti annunciati sui portali immobiliari lo hanno fatto, in media, del 92%. Un decennio, in sintesi, di affitti sempre più impossibili, che complicano l’accesso a una vivienda asequible per molte persone.»

2. Sulla soglia di convenienza superata nel tempo:

«La legge statale sulle abitazioni stabilisce le condizioni di convenienza pari al 30% dei redditi del nucleo familiare. Intorno al 2016, un appartamento di dimensioni medie, intorno agli 80 metri quadrati, ha iniziato a superare, secondo i prezzi di offerta dei portali, il 30% di un salario medio lordo. L’anno scorso si è superato il 40%.»

3. Sulle cause strutturali del problema abitativo:

«Il problema di accessibilità alle abitazioni non è solo un problema di affitti alti, ma di salari bassi. Gran parte dei richiedenti affitto non può acquistare una proprietà, questa è una delle barriere che incontrano dalla crisi finanziaria, con domanda non soddisfatta che si riversa sul locativo.»

4. Sulla crescente obbligatorietà dell’affitto tra i giovani:

«Rileviamo un divario sempre più profondo tra le aspettative degli inquilini e la realtà offerta dal mercato. Un 46% di chi vive in affitto lo fa per obbligo, perché non può comprare. Si tratta di un fenomeno in aumento, che è cresciuto di otto punti percentuali dal 2023.»

5. Sull’attrattiva delle abitazioni come investimento speculativo:

«La forte redditività dell’affitto ha attirato molta investimento nel settore, sorgono business e infrastrutture che facilitano che, in uno stesso contesto, si generino dinamiche che esercitano pressioni al rialzo i prezzi perché ci sono molti più attori che prima che cercano di fare affari con l’affitto residenziale.»

 

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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