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Mediobanca, ecco come Delfin si svena per Mps

Tutte le ultime mosse di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, nel risiko bancario in corso. E la ruvida lettera di Bivona (Blue Bell). Fatti, numeri e approfondimenti

Era questione di tempo. Così, a due giorni dall’assemblea dei soci di Mediobanca per decidere sull’Ops su Banca Generali, chi comincia a giocare le sue carte sulla partita parallela, cioè l’Ops del Monte dei Paschi di Siena sulla stessa Piazzetta Cuccia, è Delfin. La holding della famiglia Del Vecchio, infatti, ha consegnato “quasi tutto il suo pacchetto di azioni” di Mediobanca a Mps, “facendo salire le adesioni all’offerta su Mediobanca già in corso al 19,42%, spiega Repubblica.

LA MOSSA DI DELFIN

La mossa di Delfin, guidata da Francesco Milleri (nella foto), “contiene un messaggio chiaro”, sottolinea il Corriere della Sera, che ricorda l’assemblea di Mediobanca: “Delfin guarda oltre la plenaria e punta a sostenere l’offerta di Mps che si concluderà l’8 settembre”. Delfin è il primo azionista di Mediobanca e controlla il 9,9% di Mps. 

Per Repubblica, “Delfin parteciperà comunque all’assemblea, probabilmente astenendosi, e dunque cercando, come primo azionista di Mediobanca con il 19,8% di affossare l’operazione pensata dal ceo Alberto Nagel, favorendo invece quella portata avanti da Luigi Lovaglio, ad di Mps”. 

SEGNALI E MESSAGGI LANCIATI A MEDIOBANCA

Inoltre, “getta le basi per l’addio alla presa diretta in Mediobanca di Delfin, che però salirà al piano di sopra. Se l’ops del Monte dei Paschi andrà a segno, la finanziaria dei Del Vecchio sarà infatti l’azionista privato più rilevante di Mps che a quel punto controllerà Mediobanca”, rimarca il Corriere.

L’altro segnale forte, messo in luce da Repubblica, è il fatto che la mossa di Delfin “non tiene conto della convenienza economica. Il prezzo dell’offerta di Mps è infatti ancora a sconto del 2,3% rispetto alla capitalizzazione di Mediobanca, mentre quella eventuale di Mediobanca su Banca Generali oggi incorpora un premio del 14,5%” 

LA PRESA DI POSIZIONE DOPO L’ESPOSTO

Anche per Giuseppe Bivona, esponente del fondo Blue Bell e autore dell’esposto sul concerto tra Caltagirone e Delfin, è questione di tempo. “Se le notizie di stampa che attribuiscono a Delfin almeno una parte delle azioni portate in adesione il 14 agosto fossero confermate, a mio avviso risulterebbe evidente che chi ha concretamente deciso di conferire quei titoli – a tre settimane dalla chiusura del periodo di offerta, in un contesto in cui il titolo MPS, sulla base del concambio, quota a sconto rispetto a Mediobanca, dopo aver pubblicamente sollecitato un adeguamento dell’offerta e nella posizione di azionista di riferimento, quindi nella condizione più favorevole per subordinare la propria adesione a un miglioramento dei termini – non agisce nel rispetto di un interesse fiduciario”, afferma Bivona. 

Aggiungendo: “Mi chiedo cosa ne pensano gli eredi del Cav. Del Vecchio, sempre ammesso che quanto riportato dalle agenzie trovi effettivo riscontro. Francamente, a questo punto, sarebbe persino logico ipotizzare che l’apporto delle azioni in adesione anzitempo, sottintenda una qualche forma di impegno a migliorare i termini dell’OPS. A questo punto non resta che attendere per averne conferma. La Consob batta un colpo».

La lettera di Giuseppe Bivona a Francesco Milleri e a Romolo Bardin

L’OPS DI MPS

Ad ogni modo lo scacco di Delfin ostacolerà la manovra di Piazzetta Cuccia. Con Mps che nel frattempo ha l’obiettivo di arrivare al 66,7% delle adesioni nell’ops. A Siena, però, basta anche meno, una soglia del 35%, per controllare di fatto su Mediobanca. Ed è una percentuale a portata di mano, visto che circa il 30% è in mano a Delfin e a Caltagirone, gruppo promotore dell’Ops, e un altro 5% diviso tra le casse previdenziali come Enpam, Inarcassa ed Enasarco.

MEDIOBANCA SU BANCA GENERALI

Intanto, ieri è arrivato l’ok della Banca centrale europea alla scalata di Mediobanca su Banca Generali. E quindi di conseguenza la Consob avrà cinque giorni per approvare il prospetto informativo. Sempre se giovedì, nell’assemblea di Piazzetta Cuccia, l’ops sarà promossa dal 51% dei voti del capitale presente. È solo una questione di tempo, ormai di ore, per capire come andranno a finire queste partite del risiko bancario.

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