Innovazione

Ecco perché Uber sborserà milioni a Waymo di Google

di

Uber

Fatti, numeri e approfondimenti dopo l’accordo tra Uber e Google sull’auto a guida autonoma nell’articolo di Giusy Caretto

Da amici a nemici a nuovamente amici. In nome del business. E’ stata raggiunta nelle scorse ore la pace giudiziaria tra Uber e Waymo, controllata di Google che si occupa della progettazione dell’auto senza conducente. Big G. ha accusato la startup di San Francisco di aver rubato dei brevetti sulla guida autonoma e averli sfruttati per provare ad avvantaggiarsi in questo settore.

Uber ha sempre negato, ma nelle scorse è arrivato il colpo di scena. Il nuovo ceo Dara Khosrowshahi, chiamato per restaurare conti e (soprattutto) immagine dell’azienda, ha ammesso “errori”, seppur abbia continuato a negare l’utilizzo di tecnologie altrui sulle proprie auto. Come per dire, quei segreti sono stati rubati ma Uber non li ha sfruttati. E per questo risarcirà Waymo con lo 0,34% delle proprie azioni, per un valore stimato di 245 milioni di euro.

UBER-GOOGLE: I VECCHI TEMPI

Google e Uber non sono sempre stati nemici, anzi. C’è stato un tempo in cui Uber e Google erano amici: proprio Alphabet, tramite il suo braccio di venture capital GV (ex Google Ventures), ha investito in Uber ben 258 milioni di dollari. A fronte di una cifra così importante, David Drummond, dirigente Google di lunga data, è entrato a far parte del board di Uber.

Tutto sembrava andare a gonfie e vele tra le due società, fino a quando non hanno deciso di impegnarsi su progetti concorrenti. Ed è per questo, come racconta il New York Times, che al signor Drummond (di Google) era stato proibito di partecipare alle riunioni dei dirigenti Uber.

C’è da dire che Google ha un lungo elenco di dirigenti che siedono nei consigli di amministrazione di aziende che potrebbero presto essere concorrenti. Eric E. Schmidt, presidente esecutivo di Alphabet, è stato membro del consiglio di amministrazione di Apple, proprio quando la sua azienda stava sviluppando Android, sistema operativo concorrente dell’IOS di Apple.

GOOGLE DENUNCIA UBER

I rapporti hanno cominciato a scricchiolare. Poi è arrivata anche la denuncia. Waymo ha accusato un ex capo progettista di avere ‘rubato’ un’importante tecnologia, che avrebbe aiutato Uber a mettere insieme una flotta di veicoli automatici. Il furto è descritto in una denuncia presentata alla corte federale di San Francisco dalla Waymo, che otto anni fa ha cominciato a progettare, inizialmente in segreto, le auto che si guidano da sole.

La società di Google punta il dito contro Anthony Levandowski, ex manager addetto al progetto, che avrebbe scaricato 14.000 file confidenziali su un computer portatile prima di dar vita, nel 2016, ad una propria società, Otto. Uber ha poi acquistato la start up di Levandowski, ‘Otto’ appunto, nel 2016 per 680 milioni di dollari.

LA SVOLTA DI KHOSROWSHAHI

guida autonoma

La guerra legale sembrava che dovesse trascinare le due società in uno scenario da guerra fredda che sarebbe dovuto durare anni. Così, però, non è stato: una lunga nota firmata dal ceo di Uber Dara Khosrowshahi ha annunciato la pace giudiziaria tra le due aziende.

Khosrowshahi non fa un’ammissione di colpa esplicita, ma parla di “errori del passato” e di strategie e azioni che sarebbero dovute essere “gestire diversamente” (si riferisce ad acquisizione di Otto, fatta con molta leggerezza da Travis Kalanick, fondatore ed ex ceo).

Khosrowshahi nega che “i segreti industriali possano aver raggiunto Uber direttamente da Waymo” e che la società “abbia utilizzato informazioni” di Google. E per dimostrarlo la società collaborerà con Waymo, provando che le soluzioni per la guida autonoma testate da Uber siano “esclusivamente frutto del nostro buon lavoro”. Khosrowshahi ammette però “la possibilità che un paio di dipendenti Waymo possano aver inopportunamente indotto altri ad unirsi ad Otto, e che questi abbiamo potenzialmente lasciato il loro posto in possesso di documenti di proprietà di Google”.

UN ACCORDO DA 245 MILIONI DI EURO

Uber, per espiare a tutte le colpe ammesse e presunte, risarcirà Waymo con lo 0,34% delle proprie azioni, ovvero con un valore stimato di 245 milioni di euro. Attenzione: si parla di stime perché Uber, non essendo quotata, non ha una capitalizzazione nota e per il valore dell’azienda ci si deve rifare al valore assegnato dagli ultimi finanziamenti privati.

UNA NUOVA IMMAGINE

UberCon questa mossa Khosrowshahi scarica Kalanick e prova a dare una nuova immagine all’azienda. Uber, ci vuole dire il nuovo ceo, da adesso in poi sarà un’azienda responsabile. Un’azienda nuova. Un messaggio a tutti i futuri investitori in vista di un’IPO che potrebbe arrivare nel 2019.

LA CONCORRENZA CONTINUA

La sfida tra i big non si consuma solo ed esclusivamente sul fronte delle auto a guida autonoma. Google, infatti, ha lanciato un nuovo ‘servizio taxi’. Realizzato grazie a Waze, startup israeliana acquisita da Alphabet nel 2013, che monitora il traffico con le segnalazioni degli utenti via app, il nuovo servizio di Google permette agli autisti di raccogliere sulla strada persone che hanno la stessa destinazione. Insomma, una sfida diretta a UberPop.
Il servizio disponibile, inizialmente, nella sola città di San Francisco, dà la possibilità all’autista di arrotondare le sue entrate grazie a una cifra che corrisponde al pagamento della benzina e del tempo speso, un aiuto per le affrontare le spese che derivano dal possesso di un’auto. Insomma, un servizio simile a quello lanciato da Uber, anche se in questo secondo casi, gli autisti lo vedono come un lavoro vero e proprio.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati