Innovazione

Sky e Mediaset, ecco cosa cambierà con Mediapro i diritti tv per il calcio

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Fatti, numeri, commenti e scenari dopo l’assegnazione dei diritti tv della serie A di calcio per il prossimo triennio. L’approfondimento di Michele Arnese

Che cosa cambierà davvero per il calcio e le televisioni dopo che il gruppo spagnolo MediaPro ha ottenuto l’assegnazione dei diritti tv del campionato per il prossimo triennio? Quali sono gli importi in ballo per un settore che è il vero polmone finanziario delle squadre di calcio? E che cosa pensano gruppi come Sky? Ecco fatti, numeri, commenti e scenari.

I FATTI

Con un’offerta di 1.000 euro superiore alle richieste minime della Lega Serie A, Mediapro ha ottenuto l’assegnazione dei diritti tv del campionato per il prossimo triennio. Come si legge in una nota, l’assemblea della Lega ha verificato che l’offerta spagnola pari a 1.050.001.000 euro (un miliardo, 50 milioni e 1.000 euro a stagione) è superiore al prezzo minimo previsto dal bando e conseguentemente procederà alla comunicazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato dell’assegnazione dei diritti tv.

LO SCENARIO

Lo scenario non è però ancora chiaro nei dettagli. Gli utenti dovranno attendere circa un paio di mesi per conoscere l’offerta delle varie emittenti. Entro 45 giorni l’Autorità garante della concorrenza e del mercato dovrà dare il via libera per l’assegnazione definitiva a Mediapro, poi il resto dipenderà dagli accordi commerciali fra gli spagnoli e i vari operatori, da quelli che tradizionalmente trasmettono la Serie A come Sky e Mediaset, fino a quelli operativi sulla piattaforma Internet.

I CONTI

La Serie A, ad oggi, vale così 1,42 miliardi di euro annui: alla cifra che dovrà versare l’intermediario spagnolo, infatti, vanno aggiunti i circa 370 milioni che la Lega ha ottenuto dall’asta per i diritti tv esteri del campionato. Per concludere la vendita dei diritti tv del calcio italiano – ha spiegato Calcio & Finanza – “mancano ora solo i diritti tv nazionali ed esteri della Coppa Italia e Supercoppa Italiana, che dovrebbero portare la cifra complessiva intorno agli 1,5 miliardi di euro. Partendo da questa, cifra, abbiamo quindi voluto andare a vedere quale sarebbe l’incremento per i club dell’attuale Serie A”.

CALCIO & FINANZA

Dal valore complessivo dei diritti tv annuali vanno tolti alcuni elementi: basandosi sulla stima effettuata dalla Gazzetta dello Sport per la stagione 2015/16, Calcio & Finanza ha tolto dal totale circa 50 milioni di commissione per Infront, successivamente il 10% per la mutualità, poi 60 milioni per il paracadute e circa 20 milioni tra premi per la Coppa Italia e altri versamenti per la Serie B: “Il totale si aggirerebbe, quindi, sull’1,2 miliardi di euro, contro i circa 924 milioni di euro attuali: un aumento, quindi, pari a circa 300 milioni di euro annui”. “Grazie a Mediapro verranno garantite al nostro calcio più risorse che verranno poi redistribuite, anche alle nostre squadre nazionali che avranno così più budget e saranno più competitive, in linea con quanto accade in altri Paesi europei», le parole di Luigi De Siervo, ad di Infront, advisor della Lega Serie A.

IL COMMENTO DELL’ESPERTO PRETA

Secondo l’opinione prevalente, il valore del calcio in Italia non poteva essere paragonato a quello delle leghe europee maggiori (Spagna, Inghilterra, Germania e Francia). Ora invece – ha scritto l’esperto Augusto Preta su Lavoce.info – “ l’Italia supera di nuovo la Germania e torna a essere il terzo paese in Europa, appena dietro alla Spagna. E ciò avviene in una fase in cui in tutti gli altri paesi si assiste a una crescita consistente del valore dei diritti del calcio”.

LA POSIZIONE DI PUGNALIN (SKY)

La diffida da parte di Sky ha già avuto un primo effetto, secondo Riccardo Pugnalin, executive vice presidente di Sky: “Mi è parso di capire – ha detto in un’intervista a Repubblica – che sia servita a puntualizzare il vero e unico ruolo possibile da parte degli spagnoli, quello di mediatore di diritti”. Sky ora si aspetta un terzo bando: “Mediapro è un broker di diritti. Quindi dovrà proporsi ai diversi broadcaster. E’ un po’ come il gioco dell’oca: alla fine si deve tornare sempre al punto di partenza. Cioè agli operatori, tra cui Sky”. “Mediapro – ha aggiunto Pugnalin – potrebbe soddisfare le esigenze delle squadre di calcio italiano, della Lega e forse anche quelle dei nostri abbonati”. Ma secondo Sky c’è un rischio: “Speriamo che il loro progetto non porti a un prezzo del calcio più caro per i tifosi”. “Sui prezzi – ha continuato l’executive vice presidente del gruppo tv – Sky sarebbe felice di applicare tariffe più basse. Però pongo un quesito: se Mediapro investirà oltre un miliardo di euro, più di quanto da noi offerto, come potranno costare di meno gli abbonamenti alle partite?”.

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