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Zuckerberg, vi spiego cosa penso di internet

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Non solo tech. Mark Zuckerberg, 30enne a capo di Facebook, si presenta con una veste inusuale al Mobile World Congress di Barcellona mostrando nel dibattito il lato più politico del suo impegno, un atteggiamento emerso soprattutto nella seconda fase dell’intervento, ossia quella destinata con il confronto con il pubblico.

Un impegno che si articola in due dimensioni, quella della difesa dei diritti di espressione sui social network e quella riguardante il digital divide in paesi sottosviluppati e non, accarezzando temi come quello della sicurezza online e diffusione di notizie false.

In merito alla libertà di espressione su social network: «Quando un governo ci chiede di rimuovere un contenuto perché infrange la legge noi affrontiamo la questione molto seriamente perché vogliamo che le persone possano avere la libertà di esprimersi senza il rischio che Facebook venga oscurato».

Zuckerberg spiega così l’impegno di Facebook per il futuro: «Ogni Paese ha le sue regole su cosa si può fare e pubblicare sul web. Anche Facebook le ha. Ma il nostro obiettivo è permettere di dar voce a più persone possibile online». Sul fatto di dar voce a qualcuno emerge l’Intenzione di Zuckerberg di attrarre sui social anche le donne dei paesi emergenti: «in India stiamo lavorando per permettere alle donne indiane di accedere a Facebook in sicurezza».

Facebook e WhatSapp

Sulla diffusione delle notizie false: «La nostra community segnala gli abusi continuamente – ha detto su quest’ultimo tema -. Vogliamo che sulle vostre bacheche ci siano sempre i migliori contenuti».

Nel botta e risposta con il pubblico c’è stato anche lo spazio anche per un consiglio ai giovani. Quando gli viene chiesto che consiglio darebbe a un giovane che crede di avere un’idea rivoluzionaria risponde: «Devi avere fiducia in te stesso, credere in te stesso. Ho dato vita a Facebook quando avevo 19 anni. A quell’età si è soliti pensare che c’è sempre qualcuno che ha più esperienza di te e che tu non ne hai abbastanza. Ma ogni persona ha una prospettiva unica e quando io avevo 19 anni la mia esperienza era unica. Il punto è non farsi convincere che la propria prospettiva sia un limite»

Nella giornata di ieri ha avuto modo di intervenire a Barcellona anche il vice-presidente di Internet.org, Chris Daniels, spiegando che l’obiettivo del progetto è dare accesso gratuito ai servizi web di base in 100 paesi entro il 2015. L’ambizioso è attivo in sei nazioni: Zambia, Tanzania, Kenya, Ghana, Colombia e India, offrendo l’accesso gratis a Facebook e alla chat Messenger, a Wikipedia e altri siti. Tuttavia gli utenti se volessero vedere foto e video su Facebook, devono sottoscrivere un piano dati a pagamento con un operatore telefonico locale. Nei paesi dove l’iniziativa è attiva, gli operatori hanno visto crescere del 40% i nuovi abbonati ai servizi di dati.

Un progetto ambizioso quello di internet.org, che ha come obiettivo quello di garantire l’accesso a internet ai 4 miliardi di persone per ora escluse.

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