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Ue contro Google, ancora. Il problema (questa volta) è l’e-commerce

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Ue contro Google

Ue contro Google: Big G. accusato dagli Stati membri di favorire nei risultati di ricerca sull’e-commerce il suo servizio Alphabet

Ue contro Google, ancora una volta. La Commissione, come riporta il Wall Street Journal, accusa il colosso tecnologico di favorire nelle ricerce sull’e-commerce il suo servizio Alphabet. Entro fine luglio, l’Unione Europea avrebbe intenzione di inviare al gigante di Mountain View uno “statement of objections”, in fase di redazione da parte della commissaria Ue, Margrethe Vestager.

La cosa non farebbe altro che aggravare le precedenti accuse di abuso di posizione dominante negli altri servizi legati alle ricerche online per cui sono già stati aperti i casi nel 2015: Google sarà obbligato ad approfondire le risposte precedentemente date all’Antitrust Ue.

Ue contro Google: una guerra che dura da 5 anni

Ue contro Google

Margrethe Vestager

 Come ricorda Bloomberg, la guerra tra Unione Europea e Google è iniziata 5 anni fa. Le prime indagini hanno riguardato i contratti sottoscritti con i siti che mettono fuori servizio le pubblicità diverse da quelle di Mountain View. Da sempre l’Ue ha pensato che il gigante tecnologico ostacolasse la libera concorrenza.

Nell’Aprile 2015, poi, l’Ue ha avviato un’indagine che si è conclusa con la formalizzazione delle accuse che riguardano “le restrizioni imposte” ai produttori di smartphone e tablet Android. Secondo la Commissione Ue, Google imporrebbe ai produttori di smartphone contratti di esclusiva sulle app da preinstallare sui loro modelli, così da ostacolare la concorrenza e la libertà di scelta degli Oem e dei carrier. 

Quello che preoccupa l’Europa, secondo quanto dichiarato dal commissario antitrust europeo, Margrethe Vestager, è l’utilizzo fatto da Google di tali contratti di esclusiva. In pratica, per poter integrare applicazioni basilari per l’esperienza utente, come Google Search, Maps, Gmail e Google Play, i produttori di smartphone non potranno includere nel pacchetto preinstallato anche app alternative e concorrenti. Non solo. Il colosso di Mountain View non lascerebbe, nemmeno, la libertà di scelta della singola app, imponendo l’installazione del un pacchetto completo.

Queste accuse vanno ad intaccare direttamente uno dei settori che hanno permesso ad Alphabet di espandere i ricavi fino ai 74,5 miliardi di dollari del 2015.

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