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Telecom è francese

Vivendi Telecom

Vivendi annuncia “l’inizio dell’attività di direzione e coordinamento” su Tim

 

Francia pigliatutto. Dopo la nazionalizzazione dei cantieri Stx, ai danni della triestina Fincantieri, decisa ieri dal Governo Macron, oggi Vivendi ufficializza il suo controllo su Telecom. L’azienda media francese, guidata da Vincent Bollorè, ha annunciato volontariamente “l’inizio dell’attività di direzione e coordinamento” su Tim. E il consiglio si è limitato a prenderne atto.

Si tratta di una giornata importante per la Tlc: dopo la presentazione dei risultati trimestrali, infatti, Flavio Cattaneo lascerà il suo posto da amministratore delegato.

E per Vivendi. Telecom e Mediaset si aprono ora nuovi scenari. Ma andiamo per gradi.

Telecom diventa francese

Non è certo una novità assoluta. Vivendi è l’azionista di maggioranza con il 23,9% del capitale ordinario. I numeri delle azioni hanno spinto Vivendi a sottoporre all’Ue la volontà di poter prendere il pieno controllo di Telecom. Il via libera al controllo de facto di Vivendi su Telecom è arrivato il 30 maggio 2017.

Insomma, i francesi avevano già una loro posizione dominante, manifestata anche nella sostituzione di Flavio Cattaneo nel ruolo di ad dell’azione. E mentre Consob indaga sulla posizione dominante di Vivendi, la francese annuncia oggi di aver avviato “l’attività di direzione e coordinamento” su Tim.

E questo significa che Telecom, l’ex monopolista italiana, è ufficialmente francese: il gruppo potrebbe essere tranquillamente coordinato da Parigi. È la prima volta, nell’era privata di Telecom, che l’azienda italiana perde formalmente la sua indipendenza.

I conti di Telecom

“Dal primo trimestre del 2016 abbiamo registrato un miglioramento cumulato dell’Ebitda di 1,3 miliardi e una crescita di oltre 9 punti percentuali del fatturato di gruppo. Abbiamo inoltre ridotto il debito di 2,4 miliardi negli ultimi 12 mesi”, ha affermato Flavio Cattaneo, presentando i conti al Consiglio.

Bene i ricavi, che hanno registrato una crescita del 7,4% a 9,8 miliardi, con un Ebitda salito del 10,4% a 4,1 miliardi. Cresce il mercato domestico, con ricavi aumentati del 3,4% a 7,5 miliardi e l’Ebitda del 5,6% a 3,4 miliardi. Si tratta del “miglior risultato di sempre” si legge in una nota del gruppo.
Sembra dare buoni frutti anche il mercato brasiliano, dove i ricavi sono cresciuti del 2,9% a 7,89 miliardi di reais e l’Ebitda del 14,3% a 2,6 miliardi di reais. L’indebitamento finanziario netto rettificato si attesta a 25,1 miliardi, sostanzialmente stabile rispetto a fine 2016.

Quali risvolti contabili?

Il fatto che Telecom sia diventata francese potrebbe comunque avere dei risvolti in tema di contabilità. E, sopratutto, in fatto di consolidamento del debito, che per Telecom è ancora ingente.

Le regole italiane, infatti, impongono l’obbligo di consolidamento quando c’è la direzione e il coordinamento dell’azienda. Non è così per le regole francesi: toccherà all’Amf (omologa d’Oltralpe della Consob) interpretare la questione, dal momento che Vivendi ha sede a Parigi.

E chi sarà il nuovo amministratore delegato?

telecomFlavio Cattaneo lascerà oggi il suo ruolo da amministratore delegato. A prendere tutte le deleghe esecutive, ad eccezione di interim su sicurezza e Sparkle, affidati al vice Giuseppe Recchi, sarà l’attuale presidente di Telecom Arnaud de Puyfontaine.

E se proprio Recchi sembrava essere, nei giorni scorsi, colui che avrebbe preso il posto di Cattaneo, ora che Telecom è francese, le certezze svaniscono. E per conoscere il nome del nuovo amministratore delegato di Tim, bisognerà aspettare almeno fino a settembre. Ora, infatti, è necessario avviare la procedura di corporate governance e la selezione delle candidature (che spetta a Egon Zehnder).

Arriva la vendita di Telecom Brasil?

Intanto, la presa francese sul gruppo italiano (ex italiano, oramai), si consolida con la nomina di Amos Genish a direttore operativo. È l’uomo di fiducia di Vincent Bolloré che potrebbe cambiare (non poco) le carte in tavola di Telecom.

Proprio l’arrivo in azienda di Genish, infatti, porta sul tavolo del board la questione Telecom Brasil. Vendere la controllata del Sudamerica, secondo Arnaud de Puyfontaine, diventa una priorità, nonostante non sia questo il momento migliore per vendere.

A valutare il tutto sarà proprio il manager isrealiano Amos Genish, che vanta nel suo curriculum vitae valutazioni stellari Gvt e conosce bene il mercato sudamericano (e dunque chi e come potrebbe esser interessato all’acquisto del secondo operatore mobile brasiliano).

Vivendi punta (sempre) a Mediaset

mediaset-535x300Vivendi ha anche un altro fronte aperto in Italia: Mediaset. Il Biscione potrebbe essere il motivo principale per cui la francese avrebbe destituito Flavio Cattaneo, che nelle ultime settimane ha avuto importanti scontri con il Governo sul tema banda larga.

Cambiare amministratore delegato potrebbe essere un modo per riavvicinarsi, infatti, al Governo (che dovrebbe essere a lavoro a norme “anti-scorrerie”, con riferimento proprio alla scalata di Vivendi a Mediaset, avvenuta in pochissimi gironi) e attrarre delle simpatie importanti. Berlusconi, solo due anni fa, infatti, aveva negoziato con Renzi una possibile fusione di Telecom-Mediaset. Che la partita sia ancora aperta e Bollorè spera ancora in una pay-tv paneuropea che passa (anche) per Mediaset?

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