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Stop bollette a 28 giorni: vantaggi e servizi esclusi

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Stop alle bollette a 28 giorni anche per ricaricabili e utenze business, non rientrano gas e luce

 

Niente più bollette ogni 28 giorni. Lo ha deciso la commissione Bilancio del Senato, che dopo aver esaminato il decreto legge Fisco, ha approvato l’emendamento Pd che pone fine alla fatturazione a 28 per passare a quella mensile. Gli operatori avranno 120 giorni per adeguarsi” ed emettere fattura mensilmente.

Le sanzioni

Oltre a nuove regole, l’emendamento stabilisce anche le sanzioni per chi non rispetta le norme e l’indennizzo per i consumatori. La commissione Bilancio ha approvato un indennizzo  di 50 euro per i consumatori in caso di variazione dello standard minimo, ovvero nel caso in cui le aziende non rispettino i 30 giorni minimi per la fatturazione. La somma sarà maggiorata di un euro per ogni giorno di fatturazione illegittima.

A vigilare che tutto venga rispettato sarà Agcom, che dovrà indicare agli operatori i termini per rientrare negli standard minimi, oltre i quali far scattare le sanzioni, che vanno da un minimo di 240mila euro a un massimo di cinque milioni.

I servizi esclusi

bolletta luce e gasAttenzione, non tutti i servizi sono coinvolti dalla decisione. Lo stop riguarda, infatti, le imprese telefoniche, televisive e i servizi di comunicazione elettronica. Rientrano le ricaricabili e le utenze business, con dovuta eccezione per le promozioni non rinnovabili o inferiori al mese.

Restano fuori dall’obbligo di fatturazione mensile anche i servizi luce e gas, i cui costi sono vincolati ai consumi.

Un importante risparmio

Il ritorno alla fatturazione mensile si traduce, per il cliente, in un importante risparmio. Questo, almeno, è quanto sostiene Sos tariffe. In particolare, per gli utenti di Adsl e fibra il risparmio si aggira attorno al 6,4%: con la fatturazione mensile si passerebbe da una spesa media annua di 354 euro a una di 332 euro. E la spesa potrebbe scendere anche del 57%, tendendo presente tutte le offerte che gli operatori mettono in campo per il primo anno di abbonamento. “Confrontando, infatti, i prezzi delle tariffe Adsl di oggi con quelli in vigore prima del passaggio al regime quadri-settimanale, si nota come l’aumento, in media, sia arrivato al 10,1%. La tredicesima mensilità, nel settore delle offerte Internet per la casa, si è tradotta in una spesa media di circa 31 euro in più all’anno per gli utenti, da 321 euro agli attuali 354 euro annui”, sostiene Sos Tariffe.

Ma facciamo attenzione, come scrive sempre Sos Tariffe, infatti, le tariffe Adsl e fibra non sarebbero identiche a quelle prima del passaggio: il costo annuo medio, infatti, sarebbe comunque più alto di 11 euro, con una differenza di circa +3,5% rispetto al prezzo che gli utenti pagavano prima dell’introduzione delle tariffe a 28 giorni. In concreto, l’utente potrebbe arrivare a spendere anche 518 euro all’anno per Adsl e fibra ottica, contro i 408 euro delle tariffe prima del passaggio.

Per ovviare a tutto questo, sarà importante scegliere l’operatore che rispecchia maggiormente le nostre esigenze. “Scegliendo bene il proprio fornitore, è possibile risparmiare oggi anche il 57% del costo del primo anno di abbonamento Adsl e fibra ottica, mentre questa forbice, nel periodo precedente al cambiamento del periodo di fatturazione, passaggio, era del 34%”.

 

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