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Sharing economy: nel 2025 la condivisione varrà 570 miliardi di euro

Sharing Economy

La sharing economy cresce, nel mondo e i Europa. Entro il 2025 le transazioni dell’economia condivisa varranno 570 miliardi di euro. Venti volte in più rispetto a oggi

La sharing economy cresce a ritmi inarrestabili. Nonostante i problemi di Uber in diversi Paesi Europei o quelli di Airbnb a New York e San Francisco, l’economia condivisa è oramai un fenomeno inarrestabile. E quella che possiamo definire “economia tradizionale” ne deve prender atto. A provare quanto stiamo dicendo sono i dato di PwC: l’istituto londinese ha affermato che entro il 2025 le transazioni legate alla sharing economy nei settori finanza collaborativa, alloggi tra privati, trasporti tra privati, servizi domestici a richiesta e servizi professionali a richiesta, varranno 570 miliardi di euro. Una cifra record, ben 20 volte superiore al valore attuale, pari a 28 miliardi.

“La sharing economy sta rapidamente raggiungendo una maggiore maturità, evolvendo da mero slogan ad opzione preferita dai consumatori più giovani. Tale crescita è solo all’inizio ed entro il 2025 in molti segmenti gli operatori della sharing economy avranno superato i player tradizionali”, ha commentato l’economista Rob Vaughan di PwC

A godere dei vantaggi del boom dell’economia condivisa saranno soprattutto i micro-imprenditori che forniscono servizi di sharing economy. Saranno proprio loro, infatti, ad aggiudicarsi l’85% degli introiti: 487 miliardi di Euro entro il 2025.

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Guardando all’Europa, PwC prevede che i ricavi maturati dalle piattaforme che lavoreranno nei cinque settori chiave della sharing economy nominati prima, potrebbero raggiungere 83 miliardi di euro nel 2025, rispetto ai soli 4 miliardi di euro di oggi. E ognuno di questi cinque settori contribuirà alla crescita dell’economia condivisa con 100 miliardi euro tra soli 9 anni.

“Per affermarsi come mercato di riferimento ed incubatore per la sharing economy, l’Europa deve sviluppare un contesto normativo più omogeneo, coordinato e dinamico tra gli stati membri. A tal proposito, l’Agenda Europea per la sharing economy della Commissione UE promuove la revisione da parte di ogni membro della normativa domestica e l’eliminazione di ogni barriera, garantendo la tutela della concorrenza e la protezione dei diritti dei lavoratori e dei consumatori. Sarà fondamentale da parte della politica un approccio fondato sulle evidenze ed insieme agile, per collaborare con le aziende della sharing economy e mettere alla prova i cambiamenti normativi”, ha aggiunto Vaughan.

È bene specificare, però, che l’indagine è stata condotta prima della Brexit, ma la cosa non dovrebbe modificare “i trend emersi rispetto alla crescita al 2025. Sebbene l’incertezza economica e politica rappresenti un ostacolo per la crescita di ogni settore”, ha concluso Rob Vaughan.

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