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Perchè Snapchat crolla in Borsa

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Snapchat supera Facebook

Le quotazioni di Snapchat continuano a crollare. Morgan Stanley non crede nelle potenzialità dell’azienda. Un altro caso Twitter?

 

Qualcosa non va. Dopo la quotazione, Snapchat continua a perdere valore: in queste ore Snap, azienda a cui fa capo il social del fantasmino, è scesa sotto il prezzo dell’Ipo (17 dollari per azione) e si attesta a 15,47 dollari. Un calo importante, che immediatamente, ci fa pensare a Twitter. Che la storia si ripeta? Andiamo per gradi.

Cos’è Snapchat

Snapchat è un’applicazione che permette di scambiarsi foto e video dalla durata massima di 10 secondi, che vengono cancellati automaticamente al termine della visualizzazione. L’app ci consente anche di chattare con i propri amici in tempo reale e di condividere album pubblici di foto e video, accessibili da tutti i propri contatti per un periodo di 24 ore.

Come funziona Snapchat

silicon valleyE’ tutto molto semplice. Basta scaricare l’applicazione sul cellulare e registrarsi sulla piattaforma, fornendo i propri dati. Utilizzare l’app è davvero semplice e intuitivo.

Dopo aver scattato foto o girato dei video è possibile arricchire il tutto con diversi effetti, dalle didascalie alle scritte relative alla posizione geografica, all’orario e alla temperatura locale. Per applicare i filtri e le scritte automatiche basta fare uno swipe da destra a sinistra fino a trovare l’effetto desiderato.

La quotazione

Snap Inc, il giorno della quotazione, 2 marzo 2017, ha venduto 200 milioni di azioni a 17 dollari l’unaun prezzo superiore alla forchetta di 14-16 dollari precedentemente fissato. Queste cifre hanno portato la società ad un valore di 24 miliardi di dollari. Con l’initial public offering, ovvero l’offerta pubblica iniziale, Snap Inc ha raccolto 3,4 miliardi di dollari.

La prima trimestrale andata male

Già alla prima trimestrale, però, è apparso chiaro come la competizione con Facebook e i limiti interni alla società pesino sui conti. Snap Inc, infatti, ha registrato una perdita più ampia delle stime, ricavi inferiori alle attese e anche la crescita degli utenti non p delle migliori. E nelle scorse ore, il titolo è arrivato a cedere oltre il 23%.

Vediamo i numeri. Nei tre mesi chiusi a fine marzo, Snap deve fare i conti con una perdita di 2,21 miliardi di dollari, decisamente di più del rosso da 104,6 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente (ma, ad onor del vero, bisogna tener presente i costi legati all’ipo, pari a circa 2 miliardi). A livello operativo, la perdita è stata di 188,2 milioni, in peggioramento da quella di 93,2 milioni dell’anno prima e oltre di quella da 181 milioni ipotizzata dagli analisti.

snapchatE ancora. Snap, nei primi tre mesi del 2017, ha registrato vendite inferiori a quelle del trimestre precedente, quando erano state di 165,7 milioni. Gli utenti attivi quotidianamente sono stati 166 milioni, in rialzo del 5% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2016 e del 36% sul primo trimestre 2016. Numeri positivi, ma non alti come ci si aspettava da post quotazione.

Snap scende sotto il prezzo dell’Ipo

Trimestrale a parte, c’è qualcosa che proprio non va. Il crollo del valore è costante, e dopo la prima brusca frenata di maggio (in concmitanza della presentazione della trimestrale, appunto), in queste ore è arrivata una seconda battuta di aresto. Snap, è scesa sotto il prezzo dell’Ipo (17 dollari per azione) e si attesta a 15,47 dollari, perdendo il 9% nell’ultima seduta. Dal 3 marzo, quando il titolo valeva 27,09 dollari, Snap è crollata del 47%.

Perchè il crollo?

A pesare sul futuro di Snapchat, questa volta, non è una trimestrale (anche se i conti non vanno certo bene), ma è un report di Morgan Stanley, i cui analisti hanno tagliato il rating, da “buy” a “hold”, e soprattutto il target price, passato da 28 dollari a 16. Morgan Stanley, che ha accompagnato in borsa la società e sottoscritto le sue azioni, non crede più nelle potenzialità del social.

“Ci siamo sbagliati sulla capacità di Snap di innovare, migliorare i propri prodotti e monetizzare gli utenti”, si legge nel report a firma Brian Nowak. Il social “non sta evolvendo rapidamente come ci aspettavamo”, spiega la Banca.

La guerra spietata con Instagram

A togliere utenti a Snapchat è Instagram, le cui storie sembrano aver conquistato i teenager. E mentre l’app che fa capo a Facebook ha superato i 250 milioni di utenti, l’app dei contenuti a scomparsa si ferma a 166 milioni.

Un nuovo caso Twitter?

Investitori e analisti si chiedono ancora se la società dei messaggini che si cancellano imiterà Facebook, portando il social (e la quotazione) al successo, o se farà come Twitter, ottimo inizio e pessima prosecuzione.

Difficile dirlo ora. Quel che è certo è che Snapchat opera in un mercato relativamente di nicchia, dove la concorrtwitterenza è feroce e sopravvivere non è semplice. 

Se Snap avrà successo, comunque, si tratterà di un buon segnale per le start up con una valutazione superiore al miliardo di dollari e sarà vita ad una nuova ondata di quotazioni.

“Se avrà successo aprirà la porta a molte ipo. Se il prezzo calerà sotto l’ipo, lascerà l’amaro in bocca agli investitori e spingerà i manager di altre società a riflettere prima di considerare una quotazione” affermano gli analisti.

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