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Perchè il Bitcoin perde valore (all’improvviso)

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effetto Brexit Bitcoin

In soli 4 giorni il Bitcon ha perso oltre il 20% del suo valore: un crollo che fa pensare al rischio bolla

Giorni neri per il Bitcoin. La moneta virtuale, che in sei mesi ha guadagnato il 140%, toccando quota 3.000 dollari ha iniziato a perdere valore, tornando a valere 2.283 dollari. Il tutto in sole 4 sedute. Approfondiamo insieme.

Cosa è il Bitcoin

bitcoinBitcoin è una moneta virtuale e digitale, scambiata via internet, direttamente fra due persone. La cripto-valuta sfritta la tecnologia peer-to-peer per non operare con alcuna autorità centrale o banche; la gestione delle transazioni e l’emissione di tale moneta viene effettuata collettivamente dalla rete.

Questa moneta virtuale è open-source; la sua progettazione è pubblica, nessuno possiede o controlla Bitcoin e ognuno può prendere parte al progetto.

La moneta virtuale permette utilizzi entusiasmanti, che non potrebbero essere coperti da nessun altro sistema di pagamento precedente, senza perà transitare sui nostri conti correnti.

Il crollo dopo il successo

Le scorse settimane sono state caratterizzate dalla corsa del Bitcoin. In pochi giorni, infatti, la valuta virtuale ha collezionato diversi record, superando anche quota di 3.000 dollari. A partire da lunedì 12 giugno, però, il Bitcoin ha perso il 23,9% del proprio valore, scendendo a quota 2.283.

Qualche giornata nera, d’altronde, dovevamo attendercela: da inizio anno, infatti, la criptomenta aveva guadagnato il 140%. Quella in corso, come scrive Bloomberg, è la peggiore settimana dal 2015.

Perchè il Bitcon perde valore

Partiamo con il dire che il crollo del valore della criptovaluta non è caso isolato nel settore. Anche le altre monete virtuali perdono valore e la cosa coincide con un generale crollo dei titoli tech, dovuto ad un rapporto negativo sul settore firmato da Goldman Sachs.

I motivi del crollo del Bitcoin sono diversi. Primo: gli analisti di Morgan Stanley hanno scritto, in un rapporto pubblicato Mercoledì, che il Bitcoin ha bisogno di nuove regole per mantenere la corsa.

Il secondo motivo è più strutturale. E a dirla tutta, è un problema che già conosciamo.

I “miner”, quelli che approvano le transizioni in moneta virtuale, in cambio di percentuali minime (che sommate, però, fanno un guadagno importante) si sono scissi. Gli scissionisti, uno su 10, ovvero l’11% del totale (7.000), hanno deciso di fondare una nuova moneta. Si chiama Bitcoin Unlimited ed ha la caratteristica di aumentare i nodi e quindi velocizzare le transazioni. Ci spieghiamo meglio.

moneta virtualeCome scrive Bloomberg, il sistema che verifica le transazioni Bitcoin, noto con in nome di blockchain, sembra essere intasato. Il numero di transazioni in attesa di verifica è enorme (maggiore di cinque volte rispetto a un anno fa) e questo sta costringendo gli utenti a pagare sempre più tasse (alte) per accelerare il consenso. In particolare, l’intera rete è capace di validare sette transazioni ogni secondo. Per capire quanto il numero sia basso, possiamo guardare a Visa, che ne approva 24mila ogni secondo. La maggior parte degli utenti è contenta di questa infrastruttura, che anche se lenta, garantisce sicurezza. L’11% di essi, invece, intende fare qualcosa per velocizzare le transazioni.

A dire il vero lo ha già fatto. I dissidenti verso l’infrastruttura originaria hanno creato una seconda moneta, Bitcoin Unlimited. Stesse regole dell’originale, fatta eccezione per il software, che crea “nodi” più grandi, la cui velocità di approvazione delle transazioni può essere molto superiore.

Grazie alla versione Unlimited, dunque, gli scissionisti hanno aumentato la dimensione dei nodi, permettendo di raggruppare più operazioni in uno stesso blocco.

Criptovalute: valgono 110 miliardi di dollari

Crolli momentanei a parte, le criptovalute hanno conquistato il mercato: attualmente hanno superato la soglia dei 100 miliardi e viaggiano verso 110 miliardi. Si tratta, senza dubbio, di un’ascesa vertiginosa: a gennaio 2017, infatti, il settore delle valute digitali non superava i 20 miliardi.

A trainare la crescita, ovviamente, è il Bitcoin, che incide sul 40% del mercato con una capitalizzazione sopra i 45 miliardi. Ma c’è anche Ethereum a volare: proprio questa criptovaluta, mentre le altre perdevano valore in questi giorni, continuava a guadagnare il 20%.

Rischio bolla?

Un’ascesa così rapida fa pensare al rischio bolla. È presto, ora, predire il futuro, difficile stabilire se quella delle monete digitali è una moda passeggera. Se è vero, comunque, che facilmente il Bitcoin acquista valore, è anche vero, come abbiamo visto, che facilmente lo perde.

A fine 2013 valeva già oltre 1.100 dollari, ma solo un anno dopo era sceso sotto i 400 dollari. Solo dopo è iniziata la risalita.

Sono proprio le debolezze strutturali cui abbiamo accennato sopra, che fanno temere agli analisti un classico effetto bolla. A pesare sul futuro dlle valute digitali anche il fatto che queste (si guardi a Monero) siano largamente utilizzate per attivtà illecite.

C’è anche la questione dell’utilizzo e di come la domanda possa davvero incidere sull’economia reale: i Bitcoin saranno realmente spesi? La maggior parte degli investitori, con Bitcoin tende a comprare altre criptovalute. E questo alimenta il richio bolla.

Non dobbiamo dimenticarci, poi, del limite di emissione. Ci spieghiamo: la tecnologia prevede un limite di emissione di 21 milioni di bitcoin. Cosa si farà una volta toccato il limite? Forse solo dopo potremo avere idee più chiare sul futuro della criptomoneta.

Le 5 criptovalute più di successo:

Bitcoin
Bitcoin

Bitcoin è una moneta virtuale e digitale, scambiata via internet, direttamente fra due persone. La cripto-valuta sfritta la tecnologia peer-to-peer per non operare con alcuna autorità centrale o banche; la gestione delle transazioni e l’emissione di tale moneta viene effettuata collettivamente dalla rete.

 

Ether

Ethereum è la moneta virtuale più importante per capitalizzazione. Negli ultimi mesi si è affermata come alternativa al Bitcoin: il sistema i gestione, definito in gergo tecnico blockchain, consente di sviluppare applicazioni decentralizzate. Il sistema non è solo un posto di scambio della valuta può far transitare e scambiare tra due nodi un qualsiasi tipo di asset (si scambiare un qualsiasi tipo di valore).
Il funzionamento di Ethereum ha attratto importanti investimenti anche da parte di banche e investitori privati.

Litecoin

Dalla nascita è sempre stata la vera alternativa al Bitcoin, ma negli ultimi mesi deve fare i conti con l’arrivo sul mercato delle nuove monete digitali, che inevitabilmente hanno rallentato la corsa di questa moneta.
Nonostante questo, il Litecoin è una delle monete virtuali più utilizzate, dopo il Bitcoin, nella maggior parte dei siti internet che accettano pagamenti con valuta virtuale. Anche il sistema che sta alla base è sicuro.

 

Monero

Monero è la valuta virtuale del momento. L’anonimato che assicura, però, la porta ad essere molto utilizzata nei marketplace presenti sulla Dark Net.
La moneta è in circolazione già da due anni, aumentando vertiginosamente il proprio valore negli ultimi mesi, dopo che i siti che permettono lo spaccio di sostanze stupefacenti in forma anonima hanno iniziato ad accettarla come moneta virtuale.

Ripple

E’ una delle poche monete che consente lo scambio dei propri token senza applicare una fee. Questa criptovaluta ha subito forti oscillazioni del valore in passato, ma il sistema su cui si basa è uno dei più professionali e sicuri.

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