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Norma Airbnb: quello che c’è di vero

Canada Digital Tax

La proposta su una tassa ad Airbnb c’è ed è stata pure approvata dalla Commissiona Finzanza, mentre si attende l’ok della Commissione Bilnacio. Ma Renzi prova a bloccare la norma sul nascere

E’ iniziato nei giorni scorsi il pressing per modificare la legge di Bilancio. Tra le richieste arrivate dalle Commissioni della Camera spunta anche una norma già definita “Airbnb”, che prevede l’introduzione di un registro nazionale e la cedolare secca al 21% per gli affitti di case tra privati. Renzi avrebbe già smentito la possibilità che il Governo approvi una norma di questo genere, ma proviamo a capire.

La norma Airbnb

AirbnbPartiamo con il dire che gli emendamenti ribattezzati ‘Airbnb’ sono stati presentati dalla deputata Pd Silvia Fregolent, sono stati già approvati dalla Commissione Finanza e sono in attesa di essere presentati alla Commissione Bilancio. Secondo la nuova norma, tutti i siti che mettono in contatto proprietari e affittuari dovrebbero solo fare da sostituto di imposta, riscuotendo una cedolare secca al 21% sulla transazione. L’aliquota si applicherebbe anche a tutte le locazioni di breve periodo, compresi i b&b e gli affittacamere.

Non solo. L’emendamento approvato dalla commissione Finanze prevede la nascita di un Registro unico nazionale per le attività extralberghiere degli affitti brevi e una clausola antievasione, secondo cui le somme corrisposte vanno versate “automaticamente” in nome e per conto “del debitore, dall’intermediario, in qualità di sostituto di imposta, che è solidalmente responsabile dell’imposta stessa”.

Cosa cambia per Airbnb?

Se è vero che le norme non intendono essere una tassa sull’operato di Airbnb, è vero anche che tanto cambierebbe per la piattaforma. Le nuove norme, infatti, obbligherebbero Airbnb Italia a versare direttamente al fisco la cedolare del 21%. Se Airnbnb non lo dovesse fare incorrerebbe nelle stesse sanzioni previste per il proprietario evasore.

Dunque, se fino ad oggi il colosso calilforniano ha tracciato semplicemente ogni pagamento, rilasciando ricevuta regolare che gli utenti host devono poi riportare nella propria dichiarazione dei redditi, da ora in poi dovrà avere responsabilità degli eventuali obblighi fiscali traditi.

Renzi smentisce

Il premier Matteo Renzi ha già detto no alla nuova norma.  “Nessuna nuova tassa in legge di Bilancio, nessuna. Nemmeno Airbnb. Finché sono premier io, le tasse si abbassano e non si alzano #avanti“, ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio.

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