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N26, la prima banca interamente per smartphone

di

N26

L’istituto online ha festeggiato il mezzo milioni di clienti crescendo a un ritmo di 1.500 adesioni al giorno. E ora il fondatore di N26 Stalf punta anche sull’Italia

 

Qualcuno prima o poi doveva mettere le mani avanti. Qualcuno come la banca tedesca N26, il primo istituto europeo interamente Fintech. Che in questi giorni ha raggiunto un traguardo importante, segnale di come le banche tradizionali abbiano ormai gli anni contati. Quale?

Mezzo milione di clienti

Pochi giorni fa N26, un acronimo dove N sta per numero e 26 per il numero di cubi del cubo di Rubik, ha raggiunto quota mezzo milione di clienti. La banca online, che tempo fa ha raccolto oltre 50milioni di dollari ed è oggi operativa in 17 Paesi europei, sta diventando una delle maggiori fintech company europee: solo negli ultimi cinque mesi l’hanno scelta 200 mila persone con una media di 1500 nuovi clienti al giorno. A gennaio 2016, N26 festeggiò il suo 100 millesimo cliente, da allora il tasso di crescita è più che quadruplicato. Oggi il volume complessivo delle transazioni ha superato i cinque miliardi di euro e il servizio ha saputo conquistare anche clienti meno giovani, infatti il 40% degli utenti di N26 ha più di 35 anni.

 

Cercasi primato (mondiale)

L’istituto teutonico “cresce a un ritmo di 1.500 clienti al giorno” ha ricordato Valentin Stalf, fondatore e amministratore delegato di N26. Tanto che lo stesso manager ribadito l’obiettivo di di “divenire nei prossimi anni la banca mobile leader per i clienti digitali di tutta Europa”. In numeri significa raggiungere quota 2 milioni di clienti: non so esattamente quanto tempo ci vorrà, forse due o tre anni o qualcosa in più, ma vediamo questa opportunità e, guardando a quanto siamo già cresciuti, siamo fiduciosi di diventare una realtà importante del mercato in un paio di anni”. Inoltre, “i clienti di N26 provengono da 170 diverse nazioni e utilizzano le loro carte in 207 Paesi differenti per transazioni in 143 valute”.

Obiettivo Italia

E chi è uno dei fulcri della rincorsa di N26 al business bancario tradizionale, le cui filiali viaggiano verso un futuro da museo delle cere (qui l’appello a innovarsi di Bankitalia) con più persone dal dentista che allo sportello? L’Italia, ovviamente. Nel Belpaese la banca nello smartphone contava su 10 mila clienti nello scorso maggio. E oggi “l’Italia sta crescendo a un tasso più alto, rispetto alla media del 67%, siamo in linea con l’obiettivo di 50 mila clienti a fine 2017”, spiega Matteo Concas, responsabile N26 per l’Italia. Nei fatti la clientela italiana a fine anno sarà quadruplicata. “In Italia – continua il general manager – stiamo lavorando per rendere ancora più semplice la sottoscrizione al fine di permettere agli utenti italiani di utilizzare la loro carta di identità cartacea, cosa che al momento non è ancora possibile per via delle differenze normative che vi sono tra i vari Paesi”.

Le mosse di N26

Ma è a Berlino, dove è il quartiere generale, che si sta lavorando alla campagna d’autunno di N26 per estendere la gamma di servizi disponibili. I nuovi servizi sono erogati con la collaborazione di partner: dallo scorso aprile la banca su smartphone propone per esempio un conto ideato per i liberi professionisti e i lavoratori autonomi, mentre a maggio ha lanciato un prodotto di risparmio in collaborazione con Raisin, seguito a giugno dal lancio del proprio prodotto assicurativo in partnership con Clark. A luglio N26 ha completato l’offerta con l’ampliamento del prodotto di credito già esistente attraverso l’inclusione di Auxmoney nella piattaforma N26 e l’integrazione di SecureCode di Mastercard, per garantire una maggiore sicurezza del mobile banking e dei pagamenti online ed entro la fine dell’anno N26 supporterà Apple Pay in Italia, Spagna e Francia.

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