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Le multinazionali a rischio in una guerra commerciale Usa-Cina

di

Tiffany Usa

Chi farà le spese di una ipotetica guerra commerciale Usa – Cina? E a chi potrebbe giovare una politica di protezionismo?

 

L’arrivo di Trump alla casa Bianca è stato una grande sorpresa, anche per gli analisti che, nelle ore successive al suo insediamento, stanno cercando di capire chi saranno i vincitori e vinti di questo nuovo percorso politico dell’America. E’ ancora presto prevedere quali saranno i progetti di Donald Trump, ma già in campagna elettorale aveva accennato all’idea di far saltare tutti gli accordi commerciali con la Cina.

Manterrà fede alle promesse? Quello che ad oggi sappiamo è che il neo-Presidente Usa ha incontrato Jack Ma, l’imprenditore cinese, fondatore di Alibaba Group. Tra loro una promessa: il gruppo e-commerce investirà negli Stati Uniti, creando 1 milione di posti di lavoro. Che Trump abbia abbassato l’ascia di guerra?

“La maggior parte delle persone con cui parlo tendono a non pensare ad una guerra commerciale come scenario base”, ha affermato Hao Hong, analista di BoCom International Holdings Co., società con sede a Hong Kong. Trump ha promesso di utilizzare “ogni potere presidenziale lecito al fine di porre rimedio alle controversie commerciali con la Cina”.

images usa Cina LenovoTutto ancora è da vedere, ma se il Tycoon dovesse scegliere la via del protezionismo saranno diverse le multinazionali che ne faranno le spese. Come scrive Bloomberg, in un guerra commerciale tra le due grandi economie mondiali, a pagare per le scelte del nuovo presidente saranno le americane Nike Inc., General Motors Co., Ford Motor Co. e Tiffany & Co., mentre tra le cinesi, saranno danneggiate Lenovo Group Ltd. e ZTE Corp.

E ancora. Ad avere la peggio, in Asia sarebbero i produttori di elettronica di consumo, le aziende di abbigliamento ed elettrodomestici : le vittime potrebbero essere la società di tecnologia wireless GoerTek Inc. e il produttore di abbigliamento Queen Miracle International Holdings Ltd, i cui guadagni derivano per il 70% dagli Stati Uniti. Tra le altre vittime, americane, ci sarebbe il produttore di semiconduttori Ambarella e l’azienda Texas Instruments Inc..

In questa guerra ci sarebbero anche dei vincitori. A giovare di un boicottaggio verso i marchi Americani sarebbe la casa automobilistica BYD Co. e il produttore di abbigliamento sportivo Anta Sport Products Ltd. Non solo: vincitori di questa controversia commerciale potrebbero essere anche i marchi non americani e non cinesi.

“I consumatori cinesi potrebbero decidere di acquistare un’auto tedesca, invece di una macchina proveniente dagli Stati Uniti, o comprare una camicia Adidas invece di una camicia Nike”, hanno ossrevato gli analisti di Credit Suisse.

Nel complesso, secondo Garner di Morgan Stanley, le aziende degli Stati Uniti hanno più da perdere rispetto le loro controparti cinesi. Trump dovrà analizzare bene ogni suo prossimo passo.

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