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Che cosa celano gli ultimi dati sulla disoccupazione in Italia

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Il tasso di disoccupazione è calato più del previsto a dicembre, si tratta di un nuovo minimo da agosto del 2012. Tuttavia il dato è meno brillante di quanto non appaia a prima vista perché il calo del tasso dei senza-lavoro è dovuto all’aumento degli inattivi. Il commento di Paolo Mameli, senior economist della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo

 

Paolo Mameli

Paolo Mameli

Il tasso di disoccupazione è calato più del previsto a dicembre, al 10,8% (il dato di novembre è stato rivisto al ribasso di un decimo da 11% a 10,9%). Si tratta di un nuovo minimo da agosto del 2012.

Tuttavia, il dato è meno brillante di quanto non appaia a prima vista, in quanto il calo del tasso dei senza-lavoro è dovuto all’aumento degli inattivi e la creazione di posti di lavoro su base annua resta confinata all’occupazione temporanea e ai lavoratori più anziani.

Peraltro, le indicazioni sul mercato del lavoro che continuano a giungere dalle indagini di fiducia sia delle imprese che delle famiglie restano confortanti e segnalano che la disoccupazione può mantenere un trend di calo, sia pur lento, nei prossimi mesi.

Rivediamo al ribasso di un decimo la nostra stima sul tasso di disoccupazione italiano nella media del 2018, a 10,6% dopo l’11,2% del 2017. Il tasso di disoccupazione è calato più del previsto a dicembre, al 10,8% (il dato di novembre è stato rivisto al ribasso di un decimo da 11% a 10,9%).

LUCI E OMBRE

Si tratta di un nuovo minimo da agosto del 2012. Tuttavia, il dato è meno brillante di quanto non appaia a prima vista, in quanto il calo del tasso dei senza-lavoro è dovuto a un significativo incremento del numero di inattivi (il più pronunciato da dicembre 2014: +112 mila unità ovvero +0,8% m/m), che è stato più marcato rispetto alla diminuzione del numero di occupati (-66 mila unità, -0,3% m/m).

LE TENDENZE

Nel mese, sono calati all’incirca in egual misura sia i dipendenti permanenti che quelli a termine, mentre il numero di occupati indipendenti risulta poco variato. Su base annua, l’occupazione mantiene un saldo positivo (+173 mila unità, +0,8% a/a), ma la creazione di posti di lavoro è limitata ai contratti a termine (+303 mila, +11,9% a/a), in presenza di un saldo negativo per le altre tipologie contrattuali (in particolare i dipendenti permanenti risultano in diminuzione tendenziale per la prima volta da fine 2014 ovvero dall’entrata in vigore degli incentivi sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato).

LE ETA’

Il tasso di disoccupazione giovanile è calato per il quarto mese di fila, a 32,2% da 32,4% precedente. Si tratta di un nuovo minimo da gennaio del 2012. Tuttavia, tutti i gruppi di età al di sotto dei 50 anni hanno registrato nel mese un calo degli occupati (solo tra gli ultracinquantenni si registra un saldo di +13 mila unità). L’aumento degli inattivi risulta diffuso per classe di età (e per sesso).

LE PERFORMANCE

Su base tendenziale, i 50-64enni risultano ancora una volta il gruppo con la migliore performance (+3,8% a/a), anche al netto della componente demografica (+1,8% a/a), mentre il gruppo che fa segnare simultaneamente il calo più pronunciato degli occupati e l’aumento più marcato degli inattivi è quello dei 35-49enni. In sintesi, il dato è meno brillante di quanto appare a prima vista, in quanto il calo della disoccupazione è dovuto all’aumento degli inattivi e la creazione di posti di lavoro su base annua resta confinata all’occupazione temporanea e ai lavoratori più anziani. Peraltro, le indicazioni sul mercato del lavoro che continuano a giungere dalle indagini di fiducia sia delle imprese che delle famiglie restano confortanti e segnalano che la disoccupazione può mantenere un trend di calo, sia pur lento, nei prossimi mesi.

LA VOLATILITA’

L’andamento su base mensile potrebbe essere volatile in quanto il mese di dicembre ha fatto registrare, come accade non di rado, variazioni congiunturali molto accentuate nel numero delle forze di lavoro e degli occupati. Rivediamo al ribasso di un decimo la nostra stima sul tasso di disoccupazione italiano nella media del 2018, a 10,6% dopo l’11,2% del 2017 (più basso delle attese per via dell’andamento migliore del previsto negli ultimi mesi).

Paolo Mameli
Senior economist della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo

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