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Lavoro, decontribuzione neoassunti: ecco come funziona

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licenziamenti

Tra i requisiti, l’assenza di precedenti rapporti stabili di lavoro per il neoassunto, mentre l’azienda non deve aver licenziato dipendenti nei sei mesi precedenti

 

E’ una delle novità più importanti introdotte con la Legge Bilancio 2018: i datori di lavoro che nel 2018 assumeranno a tempo indeterminato giovani under 35 anni avranno diritto allo sgravio della contribuzione. Vediamo come funziona.

3 anni di sgravio

lavoroCome previsto dalla Manovra 2018, il nuovo incentivo occupazionale permette alle aziende di poter beneficiare di un’importante agevolazione fiscale, ovvero di versare solo il 50% contributi INPS obbligatori dovuti per ogni dipendente. Lo sgravio avrà durata 3 anni, per un massimo di 3.000 euro l’anno. A partire dal 2019, il giovane assunto dovrà avere massimo 29 anni per poter beneficiare del bonus.

Sgravio del 100% al Sud

Per incentivare l’occupazione al Sud, invece, le aziende che assumeranno giovani under 35 a tempo indeterminato entro il 2018, avranno diritto al 100% dello sgravo fiscale.

400 milioni di euro, per più di 400mila neoassunti

Per l’operazione, il Governo ha messo sul piatto ben 381,5 milioni di euro e in base ai calcoli effettuati dall’Esecutivo (su vecchi contratti firmati negli ultimi tre anni) i neoassunti potrebbero essere 423.800 persone. In Lombardia, in base ai calcoli, si potrebbero essere ben 85.563, nel Lazio 46.580, mentre in Campania 41mila, In Puglia i neoassunti dovrebbero essere poco più di 25mila, mentre in Calabria si scende a 9.431, in Sardegna 7.864 e in Valle d’Aosta 891.

Uno sgravio portabile

Le misure e le norme per usufruire dello sgravio sono al momento allo studio di Governo e Inps, ma qualcosa già si sa. Il bonus sarà “portabile”. Cosa significa? Che eventuali “residui” di bonsu potranno essere fruiti anche da altri datori privati che assumono a tempo indeterminato la medesima persona. Se un’azienda, per esempio, avrà fruito di cinque mesi, un’altra impresa potrà ottenere i restanti 31 mesi.

No vecchi contratti a tempi indeterminati

lavoroTra i requisiti che dovrà avere il neoassunto, molto probabilmente, il Governo starebbe pensando di inserire l’assenza di “precedenti rapporti stabili”. In pratica, il giovane non dovrà avere alcun contratto a tempo indeterminato alle spalle.

Procedure snelle

Le norme saranno chiare, mentre la procedura sarà davvero “snella”. Nulla, dunque, che faccia pensare ad una burocrazia dai tempi lunghi e incerti. Fissati i requisiti, sarà l’Inps a validare la richiesta al momento di inoltro della domanda. Attraverso il codice fiscale del lavoratore, per esempio, gli archivi Inps comunicheranno immediatamente se l’interessato ha avuto o meno precedenti contratti a tempo indeterminato. Se tutto risulta essere conforme alle richieste, si potrà andare avanti e ottenere l’agevolazione. Per ulteriori informazioni, comunque, bisognerà attendere la circolare Inps, che dovrebbe essere pubblicata nei prossimi giorni.

“La direzione è quella di replicare, con alcuni correttivi, la procedura telematica in vigore nel 2015 e 2016. In particolare, si utilizzerà il sistema Uniemens, e lo sgravio sarà fruito nelle singole denunce mensili. Non ci saranno problemi di tempi: l’esonero è in vigore dal 2 gennaio, e quindi ne beneficeranno anche i datori che hanno già assunto a tempo indeterminato da quella data. In questi casi, una volta che si aprirà la procedura online all’Inps si recupereranno le somme pregresse con le denunce contributive successive”, ha spiegato Marco Leonardi, capo del team economico di palazzo Chigi.

Piccoli aggiustamenti

La vecchia procedura per la richiesta delle agevolazioni ha funzionato, ma solo a metà. Negli anni passati, infatti, il requisito che la persona assunta non avesse avuto precedenti rapporti d’impiego nei sei mesi prima dell’assunzione poteva essere certificato dallo stesso lavoratore. Questo, però, non sempre comunicava il vero e dopo le verifiche Inps molte imprese hanno dovuto risarcire Inps.

Assunzione di apprendisti

cerco lavoroCon le nuove norme, si farà chiarezza anche sul fronte della stabilizzazione di apprendisti. Se l’azienda (con più di 9 dipendenti) stabilizzerà un giovane apprendista con un contratto a tempo indeterminato, oltre ai tre anni decontribuiti al 10%, avrà diritto a un ulteriore anno di sgravio, e poi a un successivo anno al 50%.

Per la stabilizzazione di un contratto a termine, invece, resta la decontribuzione al 50%.

Norma anti-licenziamenti

L’azienda che intende accedere agli incentivi, però, non deve aver effettuato licenziamenti nella medesima unità produttiva sei mesi prima, e non deve licenziare il neoassunto sei mesi dopo, né tantomeno un altro lavoratore impiegato con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

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