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La cyber-war di Anonymous contro Isis, scatta #OpParis

Anonymous

Dopo i fatti di Parigi anche il collettivo di Hacker Anonymous si unisce al fronte anti Isis lanciando l’operazione #OpParis

Dopo gli attentati di Parigi anche il collettivo Hacker Anonymous ha dichiarato guerra all’Isis. L’annuncio è arrivato nella giornata di domenica con un video su YouTube e lunedì con una serie di Tweet. Il collettivo ha minacciato Isis di sottrarre informazioni sulla propria organizzazione e di oscurare Isis dal Web. L’operazione prende il nome di #OpParis e mira a spogliare il Califfato di una delle sue armi più preziose: Internet.

Nel video apparso su YouTube un annunciatore mascherato ricorda l’impegno di Anonymous a seguito degli attacchi di gennaio alla redazione di Charlie Hedbo:

“Per difendere i nostri valori e la nostra libertà noi smaschereremo i membri dei gruppi terroristici responsabili di questo attacco. Non ci fermeremo, non perdoneremo, e faremo tutto ciò che è necessario per mettere fine alle loro azioni”.

“Aspettatevi una mobilitazione totale da parte nostra. Questa violenza non ci deve indebolire, al contrario essa deve darci la forza per unirci e combattere insieme contro la tirannia e l’oscurantismo. Noi siamo Anonymous. Noi siamo legione. Non dimentichiamo. Non perdoniamo. Aspettateci”

Le attività di Anonymous 

Dalla sua nascita nel 2003 la rete di Hacker ha preso mira numerose organizzazioni e individui. Gli attacchi consistono generalmente nella sottrazione di documenti e in Distributed Denial of Service, attività che manda fuori uso i server attraverso l’inondazione di richieste d’accesso. Recenti obiettivi del gruppo sono stati il Ku Klux Klan, la Westboro Baptist Church (nota per protestare contro i funerali dei soldati caduti e altri negli Stati Uniti), la Monsanto e Koch Industries. Nella lista degli obiettivi di Anonymous anche Governi: nel 2011 a pagarne le spese fu il governo Tunisino, in risposta alle azioni di censura durante le rivolte della primavera araba. Anonymous non sembra essere un gruppo coeso. Alcuni ‘dissidenti’ hanno espresso per varie ragioni la loro disapprovazione su Twitter al lancio dell’operazione #OpParis, tra queste la possibilità di tracciare gli attacchi e gli spostamenti proprio grazie alla visibilità che Isis ha su Internet.

Daesh ha utilizzato internet come strumento di propaganda diffondendo immagini delle violenze. Decapitazioni ed esecuzioni sommarie di giornalisti, membri di diversi gruppi islamici e omosessuali, sono state diffuse dai media center del califfato. Il “Califfato Nero” utilizza inoltre il web come base di reclutamento per i Foreign Fighters, per il coordinamento delle cellule o semplicemente per la diffusione di materiali destinati alla radicalizzazione.anonymous

La reazione di Isis

Su un canale Telegram è arrivata anche la nota di hacker coinvolti nelle attività di Isis: “Gli hacker Anonymous hanno minacciato in un nuovo video che eseguiranno una grossa operazione di hacking sullo Stato Islamico (idioti)”, per gli hacker di Daesh il collettivo è stato capace solo di colpire solo account twitter e forzare gli accessi alle mail. Nella nota, diffusa in lingua araba, sono presenti anche consigli destinati ai militanti al fine di non essere scoperti come cambiare costantemente gli indirizzi IP, non aprire allegati, non parlare su Telegram.

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