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Il mercato azionario punta sulla tecnologia. Addio Brics, nasce Ticks

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mercato azionario

Dimenticate l’acronimo Brics e ricordate la sigla Ticks: il mercato azionario punta tutto sulla tecnologia

Saranno i Paesi emergenti Ticks ad influenzare l’economia del futuro (prossimo): il mercato azionario punta tutto di loro. Il crollo del prezzo del petrolio (e delle materie prime in generale) e il tracollo consequenziale di Russia e Brasile fanno morire, almeno per il momento, quell’acronimo Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) fino ad oggi di fondamentale importanza per il mondo dell’economia: su questi Paesi puntavano i principali fondi d’investimento.

La nascita di Ticks: il mercato azionario punta sulla tecnologia

A sostituire Brics sarà Ticks, sigla che sta per Taiwan, India, Cina e Korea. Il mercato torna a puntare su quei Paesi che offrono nuove tecnologie. Tornano, appunto, perchè si tratta, a dire il vero, di qualcosa di ciclico: nei primi anni del 2000 i fondi di investimento, dopo lo scoppio della bolla dei titoli tecnologici, puntarono tutto sulle materie prime. Era la nascita del Brics. Oggi la tecnologia la fa da padrona.

A testimoniarlo anche il Copley fund research, che traccia i movimenti di 120 fondi azionari attivi sui mercati emergenti, con asset complessivi di 230 miliardi di dollari. I dati evidenziano come il fondo EM azionario, in media, ha un’esposizione ai Ticks vicina al 54%. Una crescita, rispetto ad aprile 2013, del 14% ( e più).

Tra le azioni preferite, sempre secondo Copley,vi sono Tsmc (produttore di chip taiwanese) e Samsung Electronics.

mercati azionari - brics

La morte di Brics

Sempre secondo i dati che arrivano dal Copley fund research l’esposizione ai Brics è inferiore al 40%. in particolare, a dicembre 2015, il 63% dei fondi aveva un’esposizione pari almeno al 50% sui Ticks, mentre solo 10% di essi investe in simile misura nei Brics. Goldman Sachs, lo scorso anno, ha deciso per la chiusura del Bric fund, dopo che che le sue risorse si sono ridotte a 100 milioni di dollari dagli 800 che erano alla fine del 2010.

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