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Governo rafforza Golden Power. I poteri speciali si estendono all’AI

Automazione

Non solo energia, trasporto e reti Tlc, La Golden Power si estende a robot e intelligenza artificiale

 

 

Cambiano i tempi e cambiano anche le leggi. Con l’avvento dell’industria 4,0, il governo ha deciso di rafforza le norme della Golden Power, estendendo i poteri speciali anche a settori ”ad alta intensità tecnologica quali, ad esempio, le infrastrutture critiche o sensibili”, come si legge in una nota di Palazzo Chigi.

La legge prevede che, con poteri speciali, il Governo in carica possa mettere un veto sulle operazioni riguardanti asset strategici per il Paese (si pensi a Tim) nell’ambito dei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

Intelligenza artificialeL’esecutivo ha deciso di potenziare gli strumenti di garanzia estendo “l’ambito di applicazione dei poteri speciali nel quadro della garanzia della sicurezza ed ordine pubblico. In particolare, con appositi regolamenti, saranno individuati ai fini della verifica in ordine alla sussistenza di un pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico, i settori ad alta intensità tecnologica oggetto della nuova disciplina, quali, ad esempio, le infrastrutture critiche o sensibili, tra cui immagazzinamento e gestione dati e le tecnologie critiche, compresa l’intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, le tecnologie con potenziali applicazioni a doppio uso, la sicurezza in rete, la tecnologia spaziale o nucleare, ecc”, spiega la nota di Governo.

Le nuove norme prendono spunto dalla bozza di Regolamento proposta dalla Commissione Europea il 13 settembre scorso.

Le nuove norme “rispondono all’esigenza fondamentale e urgente, anche visto l’approssimarsi di una stagione elettorale, di varare regole e strumenti che mettano in sicurezza gli asset strategici del Paese, sia quelli in amministrazione straordinaria, alcuni dei quali sono interessati da processi di cessione da realizzarsi a condizioni eque per aziende, lavoratori e creditori, sia quelli che rappresentano eccellenze industriali e che potrebbero diventare obiettivo di acquisizioni predatorie tese a depauperare il nostro patrimonio produttivo e di know how”, ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. “L’Italia è un paese aperto agli investimenti internazionali – dice Calenda – ma pretende il rispetto delle regole da parte degli investitori e tutela l’interesse nazionale come fanno tutti le grandi economie mondiali”.

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